Relazione sul "Seminario per Direttori e Responsabili Amministrativi di Aree protette" tenutosi a COGNE (AO) nei giorni 8 - 9 - 10 - 11 - 12 aprile 1997

Ivan Mammarella
Marco Mencarini
Michele Patrignani
Tarcisio Porto
Giovanni Romanini

In occasione del 75° anniversario dell’istituzione del Parco Nazionale del Gran Paradiso, Regione Autonoma Valle d’Aosta, Ente Parco Nazionale del Gran Paradiso, Scuola Internazionale dell’Ambiente e Coordinamento Nazionale dei Parchi e delle Riserve Nazionali hanno organizzato a Cogne (Comune che si trova all’estremo nord dell’area occupata dal Parco) un interessantissimo seminario per Direttori e Responsabili Amministrativi di Aree protette.

Una rappresentanza dell’ASSA vi ha partecipato con lo scopo di redarre una relazione informativa (di cui questa è una breve introduzione, visto che siamo tutti in tempi di esame!) da distribuire agli studenti di Scienze Ambientali.

I 5 giorni sono stati dedicati ad altrettanti aspetti riguardanti la gestione dei Parchi e precisamente:

  1. le aree naturali protette nell’ordinamento giuridico;
  2. la responsabilità gestionale nelle aree naturali protette;
  3. illeciti penali e amministrativi nelle aree naturali protette e loro conseguenze;
  4. il governo delle procedure e dei rapporti;
  5. visita guidata.

Le conclusioni che sono emerse alla fine dei 5 giorni sono state sostanzialmente:

  1. il rapporto dei cittadini residenti con il Parco è oggi fondamentalmente positivo (in quanto il Parco richiama il turismo), ma così non è sempre stato: infatti fino a qualche anno fa non erano rari episodi che dimostravano l’insofferenza della popolazione nei confronti del Parco visto solo come limitazione delle attività imposta contro la loro volontà;
  2. una situazione giuridica piuttosto complessa (in special modo per quanto riguarda il numero di leggi e la loro stratificazione nel tempo) quanto incerta a livello di interpretazione;
  3. una serie di critiche alla legge quadro in materia di parchi l.394/91;
  4. la necessità di riferirsi alla normativa comunitaria (recepita sempre in ritardo dallo Stato italiano, dimostrando come il nostro Paese vada spesso "a rimorchio" degli altri specialmente in materia ambientale) in ragione del fatto che a livello di gerarchia delle fonti quest’ultima sostituisce e prevale sulle leggi ordinarie nazionali in contrasto;
  5. la necessità di informare ed essere informati sulle tante possibilità che le moderne tecnologie informatiche mettono a disposizione: dalle banche dati sullo stato delle foreste a quelle contenenti le novità legislative a livello europeo, nazionale e regionale;
  6. la prospettiva di grandi cambiamenti nei rapporti (e nell’attribuzione delle competenze) tra Stato, Enti locali e cittadini in vista dell’applicazione della legge Bassanini (l.59/97) e della completa attuazione delle leggi che costituiscono la struttura portante della "Bassanini", ovvero il D.P.R. 616/77, le leggi 142/90 e 241/90 e il decreto legislativo 29/93.

Grande assente il Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi atteso per poter fornire spiegazioni a tante domande che riguardavano questioni di sua competenza.

Nel corso del seminario si è tentato di conciliare le esigenze dei partecipanti che si trovano a dover gestire problemi quotidianamente (e che quindi avevano bisogno di puntualizzazioni pratiche per poter operare al meglio) ed i qualificati relatori che tendono ad inquadrare il problema in un’ottica più ampia e cercano di farlo giustamente ricadere nell’ambito di specifiche normative comunitarie, leggi nazionali e regionali, sentenze della Corte Costituzionale e della Corte di Cassazione fino alle circolari ministeriali ed alle ordinanze e, naturalmente, agganciandosi ai dettami Costituzionali.

Un esempio eclatante di intervento improntato ad una "esplosiva" ricostruzione giuridica dei principi e dei concetti fondamentali in materia di parchi e riserve naturali è stato quello del prof. Antonino Abrami (rappresentante della Scuola Internazionale dell’Ambiente e titolare della cattedra europea Jean Monnet in "Diritto comunitario dell’ambiente" presso la nostra Facoltà) che è partito dal diritto europeo con lo scopo di ricavarne le ricadute operative i cui destinatari sono giudici, amministratori e cittadini.

Tra i tanti interventi veramente interessante è stato quello del dott. Benito Melchionna (Procuratore della Repubblica, presidente della Scuola Internazionale dell’Ambiente e docente nella nostra Facoltà) che ha insistito sulla necessità di non farci trovare impreparati dalle nuove leggi che entrano in vigore per così dire "in silenzio" (almeno per i non addetti ai lavori es.: legge Bassanini, decreto Ronchi), ma che avranno ripercussioni enormi sulla gestione dello Stato e degli Enti locali e quindi anche sulla possibilità per i cittadini di avere un controllo più efficace sulle attività della Pubblica Amministrazione.

Un altro importante concetto ribadito dal dott. Melchionna è quello dei due principi su cui si fonda l’Unione Europea: Principio di sussidiarietà e Principio di coesione.

Il primo prevede che qualora chi sia preposto a fare qualcosa non adempia al suo dovere, interverrà in maniera sostitutiva un altro soggetto (Stato o altri Enti) decidendo per conto di chi è inadempiente: ciò dovrebbe evitare vuoti legislativi ed incertezza del diritto. La stessa legge Bassanini si ispira a questo principio.

Il secondo Principio, nato dall’esigenza di non avere 2 differenti velocità a livello europeo, è fondamentale a livello ambientale affinché gli Stati membri armonizzino le loro legislazioni in un settore tanto delicato anche dal punto di vista dei risvolti economici dovuti ai maggiori costi ambientali in uno Stato rispetto ad un altro che ha leggi meno severe.

N.B.: tutti gli atti del seminario sono disponibili presso l’A.S.S.A.Urbino.

 

Aggiornato : febbraio 2001