ESEMPIO DI PROVA SCRITTA DI FILOSOFIA DEL LINGUAGGIO 2009

 

Sono obbligatorie le domande 1, 2 e 3. E’ facoltativo rispondere anche a una o più delle domande 4, 5 e 6, le quali non aggiungono punteggio, ma fanno media (es.: risposta alle prime 3 domande: somma dei voti diviso 3. Risposta alle domande 1, 2, 3,  5 e 6: somma dei voti diviso 5. Risposta alle domande 2, 3 e 6: somma dei voti diviso 4 (si calcola uno zero per la risposta 1)). Pertanto conviene rispondere a una o più delle domande 4, 5 e 6 solo se (a) si ha il tempo, e (b) si è in grado di rispondere ad essa meglio che alla media delle prime tre.

Rispondere in maniera sintetica ma precisa e puntuale, tenendo ben presente ciascuna sotto-domanda. Scrivere su ½ o ¾ foglio. Inserire il nome sull’angolino in basso a destra ripiegato. Scrivere in grafia leggibile (le parti malamente comprensibili non saranno valutate!)

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OBBLIGATORIE

 

Domanda 1 Quali sono i principali problemi incontrati dalla concezione referenziale “ingenua” del significato?

 

Domanda 2 In che cosa consiste il referente degli enunciati secondo Frege, e per quali ragioni?

 

Domanda 3 Commenta il seguente passo spiegando in particolare:

- da che opera è tratto;

- che conclusione ne trae l’autore,  quale dottrina si propone di criticare per mezzo di tale conclusione.

- in che modo si potrebbe criticare questa argomentazione

- quali altre critiche muove l’autore del brano alla medesima dottrina.

 

Cercherò ora di mostrare come stanno le cose.

Il sintagma denotativo C dovrebbe dunque avere sia un significato sia una denotazione. Ma se parliamo de “il significato di C”, questo ci dà il significato della denotazione (ammesso che ve ne sia uno). “Il significato del primo verso dell’Elegy di Gray” è lo stesso che “II significato di ‘The curfew tolls the knell of parting day’” , e non è lo stesso che “II significato de ‘il primo verso dell’Elegy di Gray’ “. Così, per ottenere il significato che desideriamo, dobbiamo parlare non già de “il significato di C”, ma de “il significato di ‘C’”, che è lo stesso che “C” da solo. Analogamente, “la denotazione di C” non significa la denotazione che noi desideriamo ma qualcosa che, qualora denoti, denota ciò che è denotato dalla denotazione che noi desideriamo. Per esempio, poniamo che “C” sia “il complesso denotativo che figura nel secondo degli esempi sopra menzionati”. Allora C = “II primo verso dell’Elegy di Gray” e la denotazione di C = The curfew tolls the knell of parting day. Ma ciò che intendevamo avere come denotazione era “il primo verso dell’Elegy di Gray”.

Così, non siamo riusciti a ottenere ciò che desideravamo.

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FACOLTATIVE

Domanda 4 Spiega che cosa si è inteso, a lezione, per ‘senso’ ‘connotazione’, ‘referente’ ‘intensione’, ‘comprensione’, ordinando queste nozioni per forza (o contenuto informativo) crescente, e fornendo per ciascuna di esse esempi di parole che la condividono pur differendo per altri aspetti. 

 

Domanda 5 Illustra la definizione dei numeri naturali fornita da Russell spiegando in cosa si distingue da quella di Frege, e che problemi solleva a sua volta.

 

Domanda 6

[analisi di un brano di Meinong letto a lezione. Es.:] Perché secondo Meinong è necessaria una scienza generale accanto alle scienze speciali? Perchéla metafisica non è sufficiente a questa necessità? In che cosa deve consistere dunque una simile scienza?