Norme redazionali per la tesi di laurea magistrale

 

Foglio:  A4

Margini della pagina (superiore/inferiore/destro/sinistro): 3 cm

Font: Times New Roman (per Windows) o Times (per Macintosh)

Numeri di pagina: si contano dalla pagina successiva al frontespizio, ma compaiono solo sulle pagine del testo e della bibliografia.

 

Composizione: il fascicolo sarà composto nell’ordine da: frontespizio, eventuale dedica e/o ringraziamenti, sommario, testo suddiviso in capitoli (eventualmente preceduti da una introduzione), bibliografia.                

 

Frontespizio: su pagina di destra, non numerata; caratteri e spaziatura come da esempio in appendice

 

Sommario: corpo 12, titolo maiuscolo, centrato, grassetto, titoli dei capitoli maiuscoli allineati a sinistra, titoli di paragrafi e sottoparagrafi M/m, allineati a sinistra (eventualmente indentati 1 cm.), numeri di pagina allineati a destra.

 

Testo: corpo 12, interlinea 2. Inizia su pagina a destra.

  

Capitoli (inclusa l’introduzione): iniziano sempre a capo pagina. Titolo in maiuscolo, grassetto, centrato, preceduto da numero romano, seguito da interlinea 3.

 

Paragrafi: Titoli in grassetto, marginati a sinistra, M/m, preceduti da numero arabo puntato. A fine di ogni paragrafo interlinea 3.

Se vi sono anche sottoparagrafi, si può seguire il sistema di numerare i capitoli con un numero arabo, i paragrafi col numero del capitolo seguito da un punto e un secondo numero per il paragrafo, i sottoparagrafi con il numero del capitolo, seguito da un punto, il numero del paragrafo, un punto, e un terzo numero per il sottoparagrafo, ecc.

Esempio: 2.1.3 per il terzo sottoparagrafo del primo paragrafo del secondo capitolo.

 

Note: le note vanno inserite a piè di pagina, corpo 10 e interlinea singola. Nel testo il rimando a ciascuna nota va espresso in numero arabo progressivo in apice dopo la parola annotata, prima dell’eventuale punteggiatura e dopo le eventuali virgolette di chiusura o parentesi chiusa. Il richiamo alla nota va fuori dal segno di interpunzione qualora essa faccia riferimento ad una citazione in infratesto.

 

Figure: i riferimenti a figure, nel testo, si scrivono per esteso (esempio: figura 1), nelle note con l’abbreviazione (esempio: fig. 1).

 

Corsivo: saranno in corsivo tutti i titoli di libri e di riviste. Il corsivo servirà anche a mettere in evidenza una parola o espressione a cui si intende conferire un particolare significato (eventualmente tecnico). In corsivo andranno inoltre le parole in lingua diversa dall’italiana; nel caso ci sia un lungo passo in lingua diversa dall’italiana all’interno del quale si vogliano evidenziare alcune parole queste andranno in testo normale.

 

Citazioni: i passi citati non superiori alle tre righe verranno inseriti nel corpo del testo racchiusi fra caporali («…»). Se all’interno della citazione ricorre una citazione, questa va tra virgolette doppie (“…”).  Le citazioni più lunghe di tre righe andranno invece trascritte in infratesto, in corpo 12, senza caporali, con interlinea 1,5 e rientrato di 1 cm a destra e sinistra. In questo caso, se all’interno del brano ricorre una citazione, questa va tra caporali.

Le omissioni vanno segnalate con: [...].

 

Virgolette doppie (“…”): i titoli di saggi e articoli saranno racchiusi tra virgolette doppie. Queste serviranno anche per circoscrivere citazioni interne ad altre citazioni, come indicato sopra, e per segnalare l’uso improprio di un termine, qualora esso sia necessario per chiarire un concetto.

 

Gli apici (‘…’) serviranno a racchiudere parole o porzioni di testo quando esse non sono usate, ma menzionate (come, ad esempio, in ‘ ‘luna’ è un sostantivo femminile’, o in ‘la frase ‘il gatto corre’ è composta di tre parole’.

 

Consonante eufonica: le forme ad, ed, od vanno impiegate esclusivamente se la parola che segue inizia rispettivamente con a, e, o.  Fa eccezione: ad esempio.

 

Indentatura: Si rientra di 1 centimetro a destra ad ogni inizio di capoverso, eccetto per i capoversi iniziali di ogni capitolo o paragrafo.

 

Riferimenti bibliografici: I riferimenti bibliografici nel testo o nelle note si fanno indicando il cognome dell’autore, seguito dall’anno della prima edizione e, dopo una virgola, dal numero della pagina o delle pagine. 

 

Esempio: Cfr. Mannheim 1924, 100-6, e Duchovny 1916, 12-24.

 

Nel caso in cui si citi dall’edizione italiana questo va specificato prima del numero di pagina mantenendo il riferimento all’anno di edizione dell’originale.

 

Esempio: Cfr. Mannheim 1924, trad. it. 112-5, e Duchovny 1916, trad. it. 17-30.

 

BIBLIOGRAFIA

La bibliografia, collocata alla fine del lavoro, contiene i dati completi di tutte e solo le opere citate nel testo o nelle note, secondo i seguenti criteri:

 

Titolo: A capo pagina, centrato, tutto maiuscolo, in grassetto.

 

Ordine: Le opere vanno elencate in ordine alfabetico per cognome dell’autore o del curatore ed in ordine cronologico per le opere di ciascun autore. Un’opera con più autori o curatori si elenca secondo il posto alfabetico del cognome del primo autore o curatore che appare sul frontespizio.

      Se  ci sono più opere dello stesso autore edite nello stesso anno, si elencheranno prima i volumi, poi i saggi, poi le opere curate, poi le opere pubblicate o curate in collaborazione con altri; inoltre per la prima di queste l’anno di edizione sarà seguito immediatamente, senza lasciare spazi, dalla lettera ‘a’, per la seconda dalla lettera ‘b’, ecc.

 

Monografie: Cognome dell’autore, iniziale puntata del nome, anno della prima edizione, titolo in corsivo, luogo di edizione, editore. Se si utilizza per la citazione un’edizione diversa dalla prima, a questo punto si inseriscono tra parentesi anno dell’edizione utilizzata, luogo ed editore, se non coincidono con quelli della prima edizione. Se si utilizza una traduzione italiana si scriverà invece, sempre tra parentesi, titolo italiano in corsivo, ‘trad. it. di’, nome del traduttore (iniziale puntata del nome e cognome), anno, editore. Per i classici basterà indicare l’anno e il titolo dell’edizione originale (eventualmente abbreviato) e tra parentesi i dati dell’edizione utilizzata

 

Esempio: Koestler, A., 1959, The Sleepwalkers, London, Hutchinson (1964, Harmondsworth, Penguin).

Esempio: Mannheim, E., 1924, Zu einer Theorie der politischen Gefühle, Bonn, Zum Admiral Benbow (Per una teoria dei sentimenti politici, trad. it. di M. Selenucci, Padova, La Tartaruga 1997).

Esempio: Galilei, G., 1632, Dialogo … sopra i due Massimi Sistemi del Mondo, Tolemaico e Copernicano (1962, Torino, Einaudi).

 

Raccolte di saggi: Cognome del curatore, iniziale puntata del nome, eventualmente cognome e iniziale puntata del secondo (terzo, quarto, ecc.) curatore, ‘(cur.)’, anno della prima edizione, titolo in corsivo, luogo di edizione, editore. Per le edizioni diverse da quella originale vale quanto indicato per le monografie.

 

Esempio: Clarke, S., Lyons, T.D. (cur.), 2002, Recent Themes in the Philosophy of Science. Scientific Realism and Commonsense, Dordrecht, Kluwer.

 

Saggi su rivista: Cognome dell’autore, iniziale puntata del nome, eventualmente cognome e iniziale puntata del secondo (terzo, quarto, ecc.) autore, anno di edizione, “Titolo” del saggio tra virgolette doppie, ‘in’ e Titolo della rivista o del volume in corsivo, annata della rivista in cifre romane, numero del fascicolo, numero delle pagine occupate dal saggio o contributo.

 

Esempio: Duchovny, H. von, 1916, “The State of the Art on the Art of the State”, in Politeia, LIII, 3, 12-68.

 

Saggi in raccolte di saggi: Cognome dell’autore, iniziale puntata del nome, eventualmente cognome e iniziale puntata del secondo (terzo, quarto, ecc.) autore, anno di edizione, “Titolo” tra virgolette doppie, ‘in’, cognome e iniziale puntata del curatore o dei curatori, ‘(cur.)’, anno di edizione, numero delle pagine occupate dal saggio o contributo. I dati completi della raccolta andranno riportati nella bibliografia sotto il cognome del primo dei curatori.

 

Esempio: Clarke, S. 2002 “Chalmers’ Defence of Scientific Realism Against Cartwright”, in Clarke, S., Lyons, T.D. (cur.) 2002, 25-38.

 

Iniziali: Nei titoli in italiano e in francese va maiuscola solo l’iniziale della prima parola; nei titoli tedeschi va maiuscola l’iniziale dei sostantivi; nei titoli inglesi (ed eventualmente di talune opere antiche anche di altre lingue) vanno maiuscole le iniziali di sostantivi, aggettivi, verbi e avverbi.