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Opere chiave
Ci limitiamo qui a presentare con un breve commento pochissimi lavori di Kosuth, in stretto parallelo all'analisi del suo pensiero (Teoria), nella speranza che le seguenti immagini non fuorviino il lettore ad un'interpretazione artistica di natura estetico-morfologica; d'altronde è l'autore stesso a metterci in guardia dai fraintendimenti: "Come artista ho riscontrato che tutte le forme che utilizzo mi contraddicono; 'vedere/comprendere' l'arte è consistito, in certa parte, nella tensione tra il mio significato/uso di forme e il loro dato significato/uso sociale e culturale. Si può tentare di 'vedere l'arte' evitando la trappola formalista?" ('Dentro il contesto: modernismo e pratica critica'). L'installazione, presentata
dall'artista in diversi contesti museali, consta di una sedia reale, di una sua
immagine fotografica di dimensioni lievemente inferiori e di un ingrandimento
fotostatico dal dizionario della definizione del termine 'sedia': l'operazione
concettuale è stata ripetuta utilizzando di volta in volta sedie comuni di
diverso tipo e anche altri oggetti (martelli, tavoli, orologi, specchi e così
via) quale tentativo di deoggettivazione dell'oggetto e di indicazione del
percorso concettualista dalla concreta materia alla sua immagine (mentale?) sino alla pura
concettualizzazione astratta. ![]() 'One and eight - a description', 1965, Sidney, National Gallery of Australia. L'utilizzo del neon per i più
divergenti fini rappresenta una costante 'materiale' della carriera kosuthiana sino
ai suoi più recenti interventi artistici. Ed ecco - questa volta nel più
totale isolamento - la definizione trascinata fuori del suo contesto proprio
(il dizionario), mostrata in negativo in un ingrandimento fotostatico
acromatico. Un tentativo di scardinare il gioco linguistico dell'arte
presentando nel sacro luogo di tradizionale contemplazione (la galleria)
un'opera che costringa a riflettere sul senso di questa operazione, sulla
legittimità della presenza di una pura e semplice definizione, priva di
qualsivoglia attributo di interesse formale, nel mondo dell'arte - in
definitiva, su natura e funzione dell'arte stessa, sul suo concetto e sulla
necessità di una sua demistificazione e allargamento.
![]() 'Text/Context', 1979, Genova. Lasciatosi alle spalle i
territori della scientificità più radicale Kosuth continua la propria ricerca
artistica (e sull'arte) in senso antropologico e sociologico, interrogandosi
sulla collocazione dell'arte entro l'oceano delle manifestazioni culturali
occidentali e intervenendo anche al di fuori dei
luoghi classicamente deputati all'esposizione artistica (l'azione al di fuori
del museo aveva già caratterizzato le operazioni dell'artista in gioventù, ad
esempio con categorie di lemmi estrapolate dal Thesaurus e introdotte in
inserzioni pubblicitarie su giornali e cartelloni: ma con altre finalità e ben
poca consapevolezza sociologica): siamo ora nei viali delle più importanti
metropoli mondiali e un testo attira la nostra attenzione interrompendo la lunga
serie di imponenti manifesti destinati alle comunicazioni pubblicitarie. Un
testo che crea una frattura in un orizzonte di trasmissione di significati
strutturati dall'autorità in modo da costituire un'unitaria cultura di massa,
una tensione che induce il lettore a cogliere la trama di relazioni che
determina la diffusione di significati standardizzati - e troppo
spesso passivamente accolti - e a criticarle, a destrutturarle, a cancellarle
nel momento stesso in cui il testo le rende visibili entro uno specifico
contesto culturale.
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