Il termine “maiolica” era usato anticamente per indicare la ceramica importata dai mercanti italiani nel  XII-XIII secolo dall’isola di Maiorca, la quale veniva chiamata appunto “Maiolica”. Si pensava infatti che questi prodotti ceramici fossero prodotti in quest’isola, in realtà Maiorca era un luogo di scambio  di prodotti provenienti soprattutto dalla Spagna meridionale e dal Maghreb. Da questi territori arrivavano prodotti ceramici decorati con la raffinata tecnica “a lustro”, che permette di ottenere riflessi metallici dorati.

                                                       La maiolica è un prodotto ceramico costituito da terracotta a cui viene

                                                       applicato un rivestimento vetroso, lo smalto; viene poi decorata con

                                                       colori inorganici a cui sono addizionate delle composizioni vetrose.

                                                       Il risultato è un prodotto di particolare lucentezza, caratterizzato da

                                                       colori brillanti.

                                                       I primi esempi maiolicati comparvero in Italia verso il XIII secolo.

                                                       Nel sud - Italia dal XIII secolo viene realizzata la cosiddetta

                                                       protomaiolica, dipinta a motivi geometrici o zoomorfi nei colori bruno,

                                                       verde, giallo e blu su smalto bianco o direttamente sull’ingobbio o sul

                                                       biscotto e ricoperta di invetriatura trasparente.

                                                       Nell’ Italia centrale e settentrionale sempre nello stesso periodo inizia

                                                       la produzione di maiolica cosiddetta arcaica, secondo la

                                                       denominazione di Gaetano Ballardini. Essa è caratterizzata da una

                                                       decorazione in due colori: bruno di manganese e verde di rame, nella

                                                       fase più tarda compare anche il blu di cobalto. Le decorazioni hanno

                                                       caratteri di notevole stilizzazione geometrica, con elementi vegetali,

                                                       animali e mostruosi. Le forme arcaiche sono per lo più semplici e

                                                       legate all’uso: ciotole, boccali, albarelli od orci da farmacia.

La maiolica arcaica si prolunga fino alla prima metà del ‘400; la maiolica quattrocentesca segna un momento di evoluzione sia stilistico che tecnico rispetto a quella arcaica, il ceramista ammorbidisce la linea,arricchisce la gamma dei colori, riempie gli spazi “a tappeto”. Comunque la decorazione si distribuisce in modo da rispettare e valorizzare la struttura. Anche le forme si evolvono, diventano comuni piatti,albarelli e vasi da spezie e da farmacia.

Verso la fine del Quattrocento le maioliche italiane cominciano

a godere di stima nei ranghi nobiliari e ad elevarsi dal livello di

semplici oggetti d’uso quotidiano a oggetti da collezione.

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Ragnetti Rachele

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La maiolica

Albarello. Maiolica decorata con il motivo a foglia gotica o “accartocciata”, h: 17,6 cm. Montelupo, 1480 - 1500 ca. Palazzo Baldeschi, collezione della Fondazione della Cassa di Risparmio, Perugia.

Piatto, Bambini che raccolgono frutta, con lo stemma di Mattia Corvino, Re d’Ungheria e di sua moglie Beatrice d’Aragona. Maiolica, diam: 47,5 cm. Probabilmente realizzato da ceramisti di Pesaro, 1485 -  1490 ca. Victoria & Albert Museum, Londra.