

Giovanni Battista Montini nacque il 26 settembre 1897 a Concesio, in provincia di Brescia, da una stimata famiglia borghese di solide radici cattoliche. Secondo figlio di Giorgio Montini e Giuditta Alghisi sposi nel 1895. Nel 1896 era loro nato il primo figlio, Lodovicoche diventerà avvocato, deputato e senatore della Repubblica, morto nel 1990. Nel 1900 nascerà il terzo figlio, Francesco, medico, morto nel 1971. Il padre dirigeva al momento della sua nascita, il quotidiano cattolico "Il Cittadino di Brescia", e divenne poi deputato per tre legislature nel Partito Popolare Italiano; i genitori moriranno entrambi nel 1943.
Nel 1903 viene iscritto come studente esterno nel collegio Cesare Arici di Brescia, diretto dai Gesuiti i, dove frequentò le scuole fino al liceo classico, partecipando attivamente ai gruppi giovanili degli oratoriani di Santa Maria della Pace. Nel 1907 compie il suo primo viaggio a Roma, dove con la famiglia è ricevuto in udienza privata dal Papa Pio X. Nel giugno di questo anno riceve la prima comunione e la cresima. Nel 1916 ottiene la licenza presso il liceo statale Arnaldo da Brescia e nell'ottobre dello stesso anno entra nel seminario di Brescia. Nel 1918 collabora al periodico studentesco "La Fionda" e nel 1919 entra nella FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana). Il 29 maggio del 1920viene ordinato sacerdote nella cattedrale di Brescia. Nel novembre dello stesso anno si trasferisce a Roma nel Seminario Lombardo e l'anno dopo nella Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiastici per la preparazione al servizio diplomatico della Santa Sede. Tra il 1922 e il 1924 ottiene diverse lauree: in filosofia, diritto canonico e diritto civile. Nel 1925 è nominato assistente ecclesiastico nazionale della FUCI. Nel 1931 viene incaricato di una missione in Germania e Svizzera per organizzare la diffusione dell'enciclica Non abbiamo bisogno nella quale Papa Pio XI condannava il regime fascista per lo scioglimento delle organizzazioni cattoliche. Nel 1933 è costretto a dimettersi dalla FUCI per l'opposizione di correnti clericali contrarie alla sua formazione culturale. Il 13 dicembre 1937 è nominato sostituto della Segreteria di Stato e collabora strettamente con il cardinale segretario di Stato Eugenio Pacelli. Il 10 febbraio 1939 è il primo ad essere chiamato al capezzale di Papa Pio XI morente. Poche settimane dopo collabora alla stesura del radiomessaggio del neo-eletto Papa Pio XII del 24 agosto contro la guerra; sue le storiche parole "Nulla è perduto con la pace! Tutto può esserlo con la guerra."
Durante tutto il periodo bellico svolge una intensa attività nell'Ufficio informazioni del Vaticano per ricercare notizie su soldati e civili. Il 19 luglio 1943 accompagna Pio XII nella visita al quartiere San Lorenzo colpito dai bombardamenti alleati. Nel 1944 alla morte del cardinale Luigi Maglione il Papa assunse la carica di pro-segretario di Stato (insieme a Domenico Tardini futuro segretario di stato di Giovanni XXIII) e Montini si trovò a lavorare ancora più a stretto contatto con il Papa.
Va ricordato inoltre che la guerra fu occasione di violentissime polemiche relative al ruolo della Chiesa, e in particolare di Pio XII. In sostanza il papa fu accusato di aver mantenuto verso i Tedeschi, cioè verso il Nazismo, un atteggiamento mai troppo distaccato, anzi sospetto di collaborazionismo. Montini fu investito appieno dalla tempesta, stanti la centralità della sua posizione e la sua strettissima vicinanza al papa, e si trovò a dover difendere sé stesso ed il pontefice dalle accuse di filonazismo. Il sospetto veniva poi accresciuto dalla considerazione degli esiti delle dette trattative di Maria José, il cui eventuale successo sarebbe stato contrario agli interessi di Berlino.
Per contro, va anche menzionato che Paolo VI si occupò più volte ed a vario titolo dell'assistenza che la Chiesa forniva ai rifugiati ed agli Ebrei (ai quali distribuì ripetute provvidenze economiche), oltre al numero elevatissimo che la Chiesa di nascosto riuscì a salvare dalle deportazioni, cosa che molto probabilmente la Chiesa non avrebbe potuto compiere se si fosse posizionata apertamente e spasmodicamente contro la potenza bellica tedesca.
Al termine della Seconda Guerra Mondiale il Sostituto Montini è in piena attività per organizzare il mondo cattolico nello scontro con la diffusione delle idee marxiste; ma in modo meno aggressivo rispetto a molti altri esponenti. Questo forse gli costò la carriera in quanto non ben visto dai più conservatori. Nelle elezioni amministrative del 1952 non fece mancare il suo appoggio ad uno dei suoi più stimati politici, Alcide De Gasperi. Nel 1953 Monsignor Montini fu nominato Arcivescovo di Milano, e a molti questo parve un allontanamneto dalla Curia Vaticana. Tra l'altro senza che questo lo portasse all'elezione a cardinale. Nel Concistoro del 1953 né il Sostituto alla Segreteria Montini né l'altro Sostituto Monsignor Tardini furono nominati cardinali.
Ma forse la Divina Provvidenza permise questi avvenimenti in modo che emergessero a tutti le grandi qualità di questo uomo di fede. Come Arcivescovo di Milano seppe risollevare le precarie sorti della Chiesa Lombarda in un momento storico difficilissimo, dove emergevano i problemi economici della ricostruzione, l'immigrazione dal sud, il diffondersi dell'ateismo. Seppe coinvolgere anche le migliori forze economiche nel risollevamento della Chiesa; cercò il dialogo e la conciliazione con tutte le forze sociali; e questo gli garantì una enorme simpatia.
Alla morte di Pio XII il conclave elesse il 28 ottobre 1958 l'anziano Angelo Roncalli Arcivescovo di Venezia, il quale aveva grande stima di Montini tanto che cominciò ad inviarlo in molte parti del mondo a rappresentare il Papa. Fu subito nominato cardinale nel Concistoro del 15 dicembre 1958, dal nuovo Papa, che non mancò di far notare la sua predilezione per lui. Del resto entrambi avevano avuto stretti rapporti di collaborazione quando erano entrambi Arcivescovi, come testimonia una lettera quasi profetica, inviata da Roncalli a Montini nel giorno della sua consacrazione episcopale: "Compiremo insieme il sacramentum voluntatis Christi di san Paolo (Ef 1,9-10). Esso impone l'adorazione della croce, ma ci riserba, accanto ad essa, una sorgente di ineffabili consolazioni anche per quaggiù, finché ci durerà la vita e il mandato pastorale. Cara e venerata Eccellenza, non so dire di più. Ma ciò che manca ad un più diffuso eloquio, ella me lo legga nel cuore" (12 dicembre 1954).
Il breve ma intenso pontificato di Giovanni XXIII vide Montini attivamente coinvolto, soprattutto negli impegni relativi al Concilio Ecumenico Vaticano II iniziato nell'ottobre 1962. Il Concilio si interruppe il 3 giugno 1963 per la morte di Papa Giovanni XXIII, malato da qualche mese.
Il breve conclave successivo si concluse con l'elezione di Montini, che assunse il nome Paolo VI, il 21 giugno 1963.