
| MATER AMABILIS Valeriano Trubbiani IL GRANDE CAVALLO REALE L'EDICOLA IL MONUMENTO ALLA RESISTENZA INCLINATA AL SOL LEVANTE STELE SOLARE |
La scultura è l'espressione figurativa che immette la forma inventata in uno spazio reale e ne rappresenta anche la dimensione della profondità. Nella sua storia la scultura ha svolto più funzioni, soprattutto in rapporto all'architettura, alternandosi tra il ruolo sussidiario a quest'ultima e a una dimensione espressiva autonoma. Fino a quando, nel XIX secolo, il consolidarsi del verismo inclinò verso una versione eroica della scultura la quale tese ad identificarsi, tranne qualche grande eccezione (quella di Auguste Rodin), con la statuaria monumentale. Ci hanno pensato poi le avanguardie storiche (dal Cubismo all'Astrattismo al Dadaismo) a demolire i condizionamenti ideologici, didascalici, narrativi e didattici, introducendo una concezione anticlassica della scultura. Ciò non significa che con esse è del tutto finito il ruolo monumentale del genere plastico ma di sicuro è cambiato il concetto di monumento, concepito adesso come idea autonoma, svincolata da interessi di natura ideologica e pratica, valida di per sé, portatrice di una propria e indipendente poetica. In questa direzione si è mossa la volontà di inserimento della scultura monumentale nell'ambiente urbano, che in Italia ha percorso un tragitto piuttosto limitato, rispetto ad altri paesi europei (la Spagna) o extraeuropei (il Giappone). Stimolare la tendenza a ornare le città con opere plastiche "open air" significa esaltare l'autonomia linguistica della scultura attraverso la relazione con l'architettura e in chiave urbanistica. L'Ancona del nuovo millennio rinnova il proprio aspetto e per questo pretende una risignificazione del proprio spazio, sia quello più visibile e frequentato del proprio centro storico commerciale, sia quello delle nuove periferie. Per evitare il rischio di creare una spazialità vuota, che non consente transiti e soste motivate, e che non viene vissuta con sentimenti di familiarità e appartenenza, è necessario affidare all'arte il compito di marcare il territorio, invadendolo con le sue presenze simboliche. L'Amministrazione ha, per questo, promosso l'occupazione degli spazi urbani di recente costruzione con le sculture di grandi maestri, legati alla tradizione marchigiana. S'inizia questa operazione con l'installazione in Piazza Pertini della Mater Amabilis di Valeriano Trubbiani: prende il via un percorso ideale e reale completato dalla Stele Solare di Fulvio Ligi in Piazza Salvo D'Acquisto, dal Grande Cavallo Reale di Aligi Sassu nell'area antistante il palazzo della Provincia (all'interno esistono altre testimonianze della produzione artistica del XX secolo: una scultura di Alfio Castelli e due opere plastiche di Edgardo Mannucci), dall'opera di Arnaldo Pomodoro, l'Edicola, nell'atrio del rettorato dell'Università Politecnica delle Marche, dal Monumento alla Resistenza di Pericle Fazzini a Borgo Rodi, dall'opera Inclinata al sol levante di Eliseo Mattiacci, nella zona di Posatora, e da i Due arcobaleni di Giorgio Bompadre, in Corso Carlo Alberto. |