La scrittura visigotica

 

Nella Gran Bretagna e nell'Irlanda il tipo di scrittura particolare venne chiamato in passato littera scottica, littera saxonica e anche littera tunsae; oggi il termine accettato da tutti è quello di scrittura insulare.
Per capirne l'evoluzione occorre analizzare l'influenza che i romani ebbero sulle popolazioni celtiche e i mutamenti dovuti all'invasione degli Angli e dei Sassoni.
I Romani intrattennero con l'Irlanda dei rapporti prettamente commerciali e la cultura latina si diffuse nel V secolo con la conversione al Cristianesimo, a seguito dell'evangelizzazione di S.Patrizio che, da Roma, portò con sè molti codici religiosi in onciale.
Un ulteriore contributo alla diffusione delle scritture latine venne apportato dalle persone che si rifugiarono in Irlanda scappate dall'Europa continentale invasa dai barbari e diffusero oltre ai testi sacri anche quelli profani in onciale e semi onciale.
Tra i testi "profani" molto diffusi erano quelli grammaticali, perchè il latino non era conosciuto, nè in forma orale nè tantomeno in forma scritta e quindi avevano bisogno di un supporto tecnico per interpretare le scritture dei testi religiosi; altri testi tardoantichi erano qulli di tipo giuridico, ricchi di notae iuris ( che in Europa continentale, Giustiniano aveva bandito nel 530 d.c., per evitare interpretazioni erronee del diritto, in sede di giudizio) e furono proprio loro a reintrodurle nel continente quando fondarono i monasteri di Luxeuil, Corbie,Péronne, Echternach, Fulda, San Gallo, Bobbio.
Si presume che siano stati i monaci irlandesi a diffondere questa nuova scrittura nell'inghilterra più precisamente nel Northumberland (anche se ci sono paleografi come il Masai, lo Schiaparelli, che sostengono la tesi contraria: S.agostino, mandato intorno la fine del VI secolo da Gregorio Magno in Inghilterrra, innestò lì la cultura latina e mise in moto una fiorente produzione libraria).

La base della scrittura è la semionciale con apporti di onciale e corsiva nuova e quella irlandese si presenta più irregolare rispetto all'ordine e alla spaziatura di quella inglese.
Subirà una differenzazione:
-una forma rotondeggiante, semionciale detta maiuscola insulare
-una forma più acuta, minuscola, usuale e quindi più modesta detta minuscola insulare.

CARATTERISTICHE DELLA MAIUSCOLA INSULARE

-utilizzata nei codici di lusso, nei salteri e codici liturgici ( vedi libro di kells e di Lindisfarne) e nei titoli dei manoscritti in minuscola
-dai secoli VII-VIII fino al XII sec (in Irlanda) e XI sec (per l'Inghilterra normanna, che subisce le influenze della carolina)
-inscitta in un sistema bilineare, lo sviluppo delle aste è minimo
-utilizzo della penna di volatile a punta obliqua, che crea il chiaroscuro verticale
-motivi ornamentali delle lettere detti a "dente di lupo"
-alfabeto semionciale con D, F, N, R maiuscole
-lettere caratteristiche:
a o+c
b a fiaschetto
d in due forme, onciale e minuscola
f maiuscola con il tratto mediano che appoggia sulla linea di scrittura
g con la testa a lineetta e la pancia ondulata
l con l'asta rotondeggiante
N maiuscola con l'asta mediana quasi orizzontale
-esemplari: Evangelario di Lindisfarne, Book of Kells, Evangelario di Canterbury

CARATTERISTICHE DELLA MINUSCOLA INSULARE

-scrittura più acuta, deriva dalla maiuscola che ha subìto una compressione laterale e dall'influenza delle minuscole (primitiva e corsiva)
-utilizzata dal VII sec per le scitture quotidiane, dall' VIII-IX sec nei codici di maggior pregio, in sostituzione della maiuscola.
-lo Schiaparelli dingue: minuscola elegante ( tratteggio accurato, per uso librario) e minuscola rustica (dalle forme corsive, utilizzata in ambito documentario)
-sviluppo delle aste
-lettere a dente di lupo, specialmente nelle aste siuperiori.
-chiaro scuro orizzontale
-presenza di legature particolari:
(con la "i" che pende sotto il rigo)
ci
ei
li
mi
ri
si
fi
ti
-lettere caratteristiche:
a in varie forme
p con la pancia aperta
q con la pancia acuta, simile ad un triangolo
r asta principale che scende sotto il rigo e in secondo tratto raggiunge il rigo, così da somigliare ad una "n"
s simile ad una "r"delle atre scritture
-numerose le notae iuris
- esemplari: Stowe Missal, Book of Nunnaminster, book of Armagh, Salterio di Salisbury
-esemplari continentali: Orosio ambrosiano, S.Agostino torinese ( di Bobbio), codice parigino 9382 dei Profeti ( di Echternach ).

 

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