Anche la germania subisce le influenze del Regno franco, specialmente dopo il IX secolo quando i confini si spostano oltre il Reno.
La tendenza della scrittura è quella di abbandonare i tratti corsivi per abbracciare le forme tonde tipiche delle antiche scritture e questo fenomeno fu favorito dalla proliferazione di monasteri irlandesi che, come sappiamo, riportarono alla luce la tradizione latina in un periodo abbastanza oscuro.
I monasteri come Reichenau ( fondato nel 724), Fulda (nel 744), Lorsch (nel 764) svilupparono una precarolina dalle forme pesanti e ricca legature che tenderà a divenire sempre più sottile ed elegante fino ad identificarsi nella carolina.
lettere caratteristiche:
A in due versioni,onciale e di tipo a-b di Corbie
T con l'ansa senza occhiello,ma costituita da un tratto orizzontale
legature e abbreviazioni di origine insulare molto frequenti.
In Svizzera i centri di maggior rilievo furono S.Gallo, Reichenau che si caratterizzarono per una scrittura detta alamannica e nel monastero di Coira la scrittura venne chiamata retica curiense ( caratteristica è la "t" con un'ampia ansa, la "a"merovingica con due "c" accostate).
In Italia attorno al VII-VIII secolo la tradizione latina persiste e la minuscola corsiva permane nonostante l'apporto di tradizioni longobarde totalmente differenti.
Anche qui si verifica la rottura tra il sistema grafico librario (legato alle canonizzate onciale e semionciale) da quello documentario che sviluppa forme nuove di minuscola classificabili con il termine di "c o r s i v a n u o v a".
Al nord in ambito librario, la tendenza è quella di sviluppare forme originarie dalla minuscola corsiva che nel IX secolo verranno sostituite della carolina.
I centri principali sono i monasteri di Nonantola, Bobbio, Novalesa e le scuole capitolari di Ivrea, Novara, Vercelli, Verona e Lucca.
lettere caratteristiche:
A onciale o corsiva aperta
T con ansa o con un semplice trattino
E che in legatura si innalza leggermente rispetto le altre lettere minuscole
ricche sono le legature.
Nell'Italia centrale un'attenzione particolare va riservata alle scritture delle curie cittadine e delle scuole notarili nei luoghi in cui non si percepì l'influenza longobarda ( nell'Esarcato, nel ducato romano e nell'Italia meridionale), qui si continuò ad utilizzare la corsiva nuova ma l'uso si limitò all'ambito strettamente cancelleresco e quindi la scrittura si appesantì di artifizi e stilizzazioni.
A Roma, nella Curia pontificia questo fenomeno è molto evidente, la corsiva nuova si canonizza in "c u r i a l e r o m a n a" e poi si diffonde dai documenti papali (le bolle) alla produzione privata, sostituendo la corsiva nuova.
Nell'XI secolo si parla di c u r i a l e n u o v a ma nel XII secolo è costretta a decadere, soppiantata dalla minuscola diplomatica (carolina documentaria) che si era già diffusa nelle bolle papali.
la scrittura presenta un'andamento verticale, con una marcata differenza tra corpo ed aste, caratteristici sono gli occhielli rotondi.
lettere caratteristiche:
A come una omega
E crestata, chiusa come un 8
Q a forma di 2
T in un solo tratto
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