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Progetto Carta archeologica delle Marche medievali
Il progetto di Carta Archeologica delle Marche (CAM)
è un progetto complesso che è stato condotto congiuntamente dalla Regione
Marche e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici
delle Marche. L’architettura del progetto è basata sul recepimento
degli standard previsti dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali
(ICCD) per la strutturazione di schede di catalogo e per il formato di scambio
dei dati alfanumerici ha costituito la premessa sulla quale si è fondata l’architettura
del progetto, la cui natura - assolutamente sperimentale-
ha imposto la necessità di predisporre ex novo non solo metodologie d’indagine, ma
anche gli strumenti per effettuare la raccolta dati. Non esistendo una struttura ufficiale per
la scheda di Sito Archeologico emanata dall’ICCD, sono state recepite le bozze e su di esse
si è lavorato per giungere alla redazione di una proposta sperimentale di struttura, costruita
sul modello ICCD, con informazioni articolate in paragrafi, campi e sottocampi; è stata
redatta una normativa di compilazionme; sono stati predisposti vocabolari di controllo; sono state
decise le basi cartografiche sulle quali effettuare il poosizionamento (ortofotocarte
1:10.000 della regione Marche e CTR 1:10.000) e ci siamo dotati di un apposito
sw per il data entry (S.I.R.Pa.C., laddove l’acronimo
sta per Sistema Informativo Regionaler per il Patrimonio Culturale).
La Carta Archeologica, intesa sia comer strumento di studio, ma in prospettiva anche come strumento
per la pianificazione territoriale, sin dall’inizio ha sentito l’esigenza di trattare
le informazioni di tipo alfanumerico, come attributi di entità geometricamente e topologicamente
definite e per questo motivo non si è potuto prescindere dall’utilizzo di una piattaforma
GIS all’interno della quale trattare i diversi archivi in formato nativo
e sulla quale procedere alla realizzazione del Sistema Informativo
Territoriale per i Beni Culturali della Regione Marche.
Il progetto “Carta Archeologica del Medioevo”
nasce dall’esigenza di superare alcuni dei limiti imposti convenzionalmente al progetto
CAM, in primis quello cronologico, discutibile sia per la valenza di strumento di tutela che dall’inizio
le si è attribuita, sia sotto il profilo prettamente archeologico: escludendo infatti la
catalogazione di tutte le evidenze d’epoche posterioroi al tardoantico, non solo si predispone
uno strumento di fatto carente e mutilo e si sottrae inevitabilmente dignità a tutta una
serie di evidenze che aprioristicamente vengono escluse dal novero del Beni da proteggere, ma
si falsa anche la possibilità di lettura integrata dei dati rendendo di fatto impossibile
qualsiasi tipo di analisi diacronica finalizzata alla ricostruzione di una storia del paesaggio.
L’intento di allargare l’indagine al Medioevo, nel rispetto della continuità
con le linee programmatiche che hanno dato origine alla CAM, e cioè la finalità
di “censimento del noto”, implica dunque
la schedatura con verifica sul territorio (resta fissato invece il limite territoriale imposto
all’indagine, circoscritta all’extra-urbano), di tutti i siti noti in bibliografia,
da ricerche d’archivio e da documenti d’archivio il cui uso diviene essenziale per
la comprensione dei fenomeni topografici d’età medievale.
L’estensione degli ambiti cronologici e culturali della CAM mette in discussione la struttura
della scheda sinora utilizzata per la raccolta delle informazioni, della quale non si conosce
la reale applicabilità all’archeologia medievale. Il
progetto Carta Archeologica del Medioevo vuole, come in passato per ambiti cronologici
non posteriori al tardoantico, utilizzare le competenze degli Istituti Universitari per testare,
in ricerche dall’alto profilo scientifico, la validità della struttura già
adottata. Non si può escludere a priori una revisione della scheda, magari anche con l’aggiunta
di nuovi paragrafi e neppure la possibilità che si debba provvedere alla predisposizione
di un’apposita scheda di Sito Archeologico Medievale. Appaiono in ogni caso ineluttabili
operazioni di aggiornamentio ed integrazione dei vocabolari di controllo.
Il progetto pilota di Carta Archeologica del Medioevo prevede una serie di attività da
suddividere in due anni di lavoro.
Il progetto “Carta Archeologica del Medioevo”
si prefigge l’obbiettivo di:
- Estendere l’ambito cronologico di applicazione degli strumenti per la catalogazione di
emergenze archeologiche anche all’ età medievale;
- Procedere alla revisione ed integrazione dei vocabolari di controllo e - laddove necessario-
all’adeguamento (o addirittura rettifica) delle normative di compilazione della struttura
per la raccolta dei dati alfanumeroci relativi alla scheda di Sito Archeologico. Il risultato
consiste in una normativa atta alla raccolta delle informazioni di tipo archeologico tout court,
a qualsiasi epoca l’emergenza archeologica catalogata sia riferibile.
- La sperimentalità del progetto dovrà tener conto, per la prima volta, anche
dei risultati degli studi esegetici sui documenti d’archivio
- Implementazione della banca dati catalografica e del Sistema Informativo Territoriale della Regione
Marche
- Attività editoriali: possibilità di arrivare alla pubblicazione di un atlante
delle emergenze medievali marchigiane
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