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La
ceramica di Casteldurante
Casteldurante (Urbania dal 1636)
è considerata una delle patrie della maiolica rinascimentale.
In questo piccolo centro del Ducato di Urbino tra
il XV e il XVII secolo fiorì infatti una grande attività ceramica legata alla committenza
dei Montefeltro e dei Della rovere, che garantirono la protezione delle botteghe, incoraggiarono
i rapporti tra pittori e ceramisti, ordinarono servizi grandiosi da destinare come omaggi ai più
importanti sovrani d’Europa.
Tutte queste opere sono attualmente disseminate tra collezioni private e musei e gallerie d’Italia,
d’Europa e d’America, perché per vari motivi la produzione di Casteldurante
si è variamente dispersa, come per altro era da attendersi, essendo l’attività
ceramica uno dei principali fondamenti dell’economia durantina e del Ducato nel XVI secolo.
Il progetto si prefigge come obiettivo lo studio e la ricerca della
ceramica rinascimentale prodotta a Casteldurante, con la costruzione di repertori
formali e decorativi, il problema della committenza, della circolazione e del mercato dei manufatti
ceramici durantini.
Si tratta di un progetto interdisciplinare che comprende vari campi di studio: quello archeologico,
quello storico-archivistico, quello dell’analisi chimica dei materiali, quello legato alla
produzione ceramica moderna.
I punti di questa ricerca sono i seguenti:
- Indagine archeologica:
Gli scavi archeologici condotti nel 2003 hanno portato alla luce un buon numero di frammenti
di età rinascimentale ed hanno offerto per la prima volta una loro valutazione da un
punto di vista stratigrafico.
- Ricerca archivistica.
- Ricerca bibliografica.
(Una bibliografia quasi completa è quella compilata da Valeria
Tassi e Francesco Vossilla, pubblicata in Disegni, Fonti, Ricerche, per la maiolica rinascimentale
di Casteldurante, 1997, pp. 119-142).
- Creazione di un database della ceramica di Casteldurante:
in parte già costituito insieme
alla Regione Marche (materiali ceramici conservati presso il Palazzo Ducale e il Museo Diocesano
di Urbania, frammenti da rinvenimenti fortuiti nella città conservati presso il palazzo
Ducale).
- Corpus delle maioliche di Casteldurante conservate in Musei e collezioni private, di sicura
attribuzione durantina.
- Indice dei ceramisti durantini:
che lavoravano a Casteldurante o anche al di fuori del paese,
degli artisti che collaborarono in queste botteghe, individuandone, dove possibile, le loro
caratteristiche tipologiche, per decoro e per stile. (Saranno utili l’analisi storiografia,
soprattutto quella che riguarda gli atti notarili ed il confronto tra reperti e manufatti integri,
per i pezzi di sicura attribuzione).
- Mappa dei ritrovamenti avvenuti in Urbania:
che siano veri e propri butti di fabbrica oppure
ordinari (riempimenti delle volte, sottopavimentazioni, pozzi signorili, ecc.), o ristrutturazioni
di palazzi.
- Indagini chimico-fisiche sui frammenti ceramici da scavo.
- Interazione con la produzione ceramistica moderna di Urbania.
In questo senso va fatta una verifica
della produzione contemporanea dei ceramisti di Urbania: questa verifica deve comprendere le
tipologie formali e decorative, gli smalti, i colori e i rivestimenti vetrosi utilizzati. Il
fine è quello di produrre manufatti ceramici il più possibile simili a quelli
antichi. Questa ricerca prevede di richiedere alle fabbriche produttrici di materie prime, argilla,
colori, ecc., la descrizione e la composizione in percentuali (ca.), per un confronto diretto
con i risultati provenienti dalle analisi chimiche sui materiali antichi ed eventualmente richiedere
un prodotto il più vicino ai risultati di queste analisi, per dare alla “copia”
un valore più alto di originalità.
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