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         Casteldurante

 
     Premessa Immagini
 
 

Urbania (PU), antica Casteldurante.
Via Porta del Molino.

Scavo sotto le mura.

Nei mesi di luglio e agosto 2003, previa autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, è stata eseguita la prima campagna di scavo stratigrafico nella città di Urbania, l’antica Casteldurante. Lo scavo, nell’ambito di un più vasto progetto sulla ceramica rinascimentale di Casteldurante, era mirato a tentare di dare una seriazione tipologia e cronologica più stringente ai materiali ceramici durantini e possibilmente permettere di riconoscere e classificare le ceramiche più propriamente prodotte a Casteldurante, rese famose anche dal trattato di Cipriano Piccolpasso.
Nonostante che numerose potessero essere indizialmente le aree più proficue a questo scopo e in cui si presume esistano “butti”, pozzi o cisterne antichi – soprattutto sotto le mura a sud della città– è stata data priorità ad una zona in particolare: Via Porta del Molino, che costituisce un punto preciso delle mura cittadine. Il motivo principale è stato senza dubbio l’esigenza di arginare gli scavi abusivi che ci sono stati e che si sono protratti sottraendo alla comunità numerosi e interessanti reperti databili tra la fine del Quattrocento ed il Cinquecento; l’altro motivo che ci ha indotto a scavare in questo punto delle mura cittadine è che nei pressi di questo “butto” fin dal Quattrocento doveva essere posta una fabbrica di ceramica; la presenza di questa fabbrica è provata infatti da un documento d’archivio ancora inedito (Archivio Comunale, Archivio Antico, busta 11, n. 1).
L’area delimitata per lo scavo è stata un’area non molto grande, approssimamente quadrata, di m 5,50 x 5,70. Durante questo primo lavoro di rimozione di parte dello strato superficiale è emerso numeroso materiale ceramico e vetroso pertinente al XIX e XX secolo, tra cui ceramica popolare invetriata ed alcuni frammenti di ceramica ottocentesca di tipo stampato (colandine).
La forte pendenza del terreno ha condizionato molto l’esecuzione dei lavori, tanto che si è stati costretti ad eseguire cinque gradoni per poter agevolare il lavoro di scavo. Una volta delimitati i cinque gradoni, si è individuata anche l’apertura di una buca scavata abusivamente negli anni passati (US –11), che presentava un riempimento con materiale ceramico vario databile dalla fine del XV al XXI secolo (US 12).
Lo scavo stratigrafico ha permesso di individuare complessivamente dodici unità stratigrafiche, con materiali databili tra l’età moderna (US 1 e 2) e il 1500 (US 9). Nelle diverse US, oltre al materiale ceramico, sono stati rinvenuti anche reperti in metallo, osteologici e malacologici.
L’andamento tronco-conico del “butto” e l’ubicazione dell’area di scavo ad una quota elevata rispetto alla base del cono, ha fatto sì che la quantità maggiore del materiale ritrovato risalga ai secoli XIX e XX, tuttavia significativo è il ritrovamento di frammenti ceramici rinascimentali, riconducibili alle tipologie classiche della maiolica di Casteldurante: “a foglie di prezzemolo”, “a trofei”, “a compendiario”, “a bianco su bianco”, di “istoriato”, così come significativo appare, ad una prima analisi, l’assoluta assenza di materiali ceramici riferibili al XVII-XVIII secolo.
I lavori di scavo sono stati seguiti dalla sig.na Agata Aguzzi, dalla dott.ssa Paola Assunta Casamassima e dal dott. Massimiliano Cecconi. I disegni sono stati realizzati dall’architetto Antonella Celeschi.


 
    Grafica by Creativalab.com           Redazione testi: A.L. Ermeti, D. Sacco