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Nel territorio comunale di Casteldelci sono presenti due siti estremamente interessanti disposti a poca distanza l'uno dall'altro: si tratta dei castelli di Faggiola Vecchia (m 1100 s.l.m.) e Faggiola Nuova (m 961 s.l.m.). Secondo la tradizione storiografica il Castello di Faggiola Vecchia non sarebbe altro che il luogo di origine della famiglia dei Faggiolani esistente, questo, tra XI e XIII secolo; al contrario, Faggiola Nuova è ritenuto il nuovo castello fondato dai Faggiolani durante il XIV secolo, dopo l'abbandono del vecchio sito. Presso tutti e due i siti si trovano, oggi, tracce delle scomparse fortificazioni.
Le indagini presso il Castello di Faggiola Nuova sono iniziate nell'autunno dell'anno 2005 in accordo con l'Amministrazione Comunale di Casteldelci finalizzando poi i dati ottenuti dalla ricerca al potenziamento, per quanto riguarda l'ambito medievistico, della Casa Museo cittadina. Queste ricerche fanno parte del generale "Progetto Montefeltro - Archeologia del Paesaggio Medievale feretrano".
L'anno 2005 ha visto in atto ricerche storiche e topografiche, mentre negli anni 2006 e 2007, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, nell'area del castello sono state operate ripuliture che hanno interessato alcune strutture affioranti, eseguiti rilievi e condotti saggi di scavo stratigrafico.
Il sito di Faggiola Nuova si trova su un rilievo, facente parte della catena Appenninica, situato nell'alta valle del torrente Senatello, sulla sua sponda sinistra.
È ormai più che probabile l'ipotesi che il castello principale dei Faggiolani, tra XIV e XV secolo, sia stato proprio quello di "Faggiola Nuova" di Casteldelci del quale la stessa famiglia porta il predicato e la ricerca in questo sito era volta, fin da subito, all'individuazione, nei saggi di scavo, di una cronologia che potesse meglio calibrare, in senso diacronico, la datazione della fortificazione fornita dalla storiografia.
Metodologicamente si è proceduto primariamente allo spoglio dei dati editi e allo studio di documenti inediti. Sono seguite ricerche topografiche, analisi dei rilievi aerofotogrammetrici e ricognizioni in situ con georeferenziazione mediante sistema GPS delle principali emergenze e anomalie riscontrate.
Data l'importanza storica del sito e l'impossibilità di reperire dati significativi intervenendo con indagini di "archeologia leggera" si è deciso, in principio, di avviare una campagna di ripuliture e rilievi. Soltanto in un secondo momento si è proceduto all'apertura di saggi di scavo stratigrafico.
Si è così optato, nei primi mesi dell'anno 2007, per l'apertura di un cantiere di scavo. Un primo saggio è stato operato ai piedi dei ruderi del torrione sommitale ed un secondo in prossimità dell'angolo sud-occidentale della cinta muraria. I saggi hanno restituito alcuni significativi dati per giungere ad una definitiva datazione di questo sito incastellato d'altura.
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