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Sotto il titolo De re rustica sono
conosciuti vari trattati di agronomia del mondo latino: il De Agri Cultura di Marco Porcio Catone (234
a.C. - 149 a.C.), e le opere di Marco Terenzio Varrone (116
- 27 a.C.), e di Rutilio Tauro Emiliano Palladio
(IV sec. d.C.), ultimo esponente della romanità classica. In particolare il trattato di Lucio Giunio Moderato Columella
(4 d.C. - 70 d.C), molto più attento agli aspetti tecnici rispetto agli altri, in cui
prevale l'elogio della vita rustica come esempio delle antiche virtù, rappresenta nel
Rinascimento il principale testo di riferimento assieme alla summa agronomica del
Medioevo, il Liber commodorum ruralium del giudice Pietro de Crescenzi
(1233 - 1320/1 ca.), che nel suo vasto disegno comprende tutte le colture principali,
cereali e leguminose, ortaggi, alberi da frutta e vite, precetti per la manipolazione
delle derrate, lelenco delle proprietà medicinali di ogni pianta, chiudendosi con
consigli per la caccia e luccellagione.Solo nel 1572 viene pubblicato in forma
definitiva il capolavoro che ripropone in veste originalissima tutto lo scibile agronomico
del Cinquecento: le Le vinti giornate dell'agricoltura et de piaceri della villa del
bresciano Agostino Gallo (1499
1570). L'agricoltura che prende corpo nelle pagine dell'opera rinascimentale è
radicalmente diversa da quella del mondo latino; è la nuova agricoltura irrigua della Val
Padana, con le colture foraggere, e in cui hanno conquistato il proprio posto, il mais,
pianta americana, il riso, coltura araba proveniente dall'Andalusia, il gelso, destinato
al baco da seta. Nel Cinquecento compaiono anche i primi trattati di arboricoltura, di cui
il più antico è opera del ravennate Marco Bussato
(XVI sec.), fino allopera settecentesca del pistoiese Cosimo Trinci dedicata alla coltivazione degli alberi da frutto.
Di taglio più divulgativo sono
i trattati del famoso medico e tipografo francese Charles Estienne
(1504 1564), e del grande poligrafo Francesco Sansovino
(1521 1523), pubblicato sotto le pseudonimo Giovanni Tatti, che si occupa dei
prodotti della campagna e del loro impiego nella gastronomia, con particolare attenzione
al vino, cui è dedicato l'intero libro secondo (ff. 42-70).
Proprio ai prodotti alimentari,
alle loro proprietà e caratteristiche sono dedicate le opere del grecista bresciano Girolamo Sacchetti (XVI
sec.) che propone una traduzione di passi scelti dal classico Galeno, la ricerca storica
di Alessandro Traiano Petronio
(m. 1585 c.), la fortunatissima De naturali vinorum historia del marchigiano Andrea Bacci (1524 - 1600) e
laltrettanto famoso Trattato della natura de' cibi e del bere del medico
bolognese, allievo di Ulisse Aldrovandi, Baldassarre Pisanelli
(m. 1587 c.) |