Le preparazioni farmaceutiche
Il recupero umanistico dell’insegnamento medico dell’antichità non poteva naturalmente limitarsi alla lettura filologica dei testi classici; medici e speziali trovavano le ricette dei rimedi, ma incontravano enormi difficoltà nell’identificare le specialità vegetali, spesso sconosciute in quanto provenienti dall'Oriente, e nel precisare con la maggiore esattezza possibile i dosaggi dei principi attivi.

Le Corporazioni dei Medici e degli Speziali, organizzate nelle diverse città, per evitare contraffazioni o imbrogli a danno dei pazienti pubblicano una ricca serie di farmacopee ufficiali: gli esempi più antichi ed imitati sono il Ricettario fiorentino e l'Antidotario bolognese, garantito dall'autorità del celebre naturalista Ulisse Aldrovandi.

Queste farmacopee fornivano precise indicazioni sui prodotti approvati dai medici e sulla loro composizione, ma, nella loro stringatezza, lasciavano aperti dubbi e perplessità sulla preparazione pratica.

Di conseguenza si sviluppa una vasta letteratura per illustrare e precisare i dosaggi, come l'Ars de dosibus di scuola padovana e il De ponderibus del francese Guillaume Rondelet (1507 - 1566). Si studiano e si approfondiscono le tecniche di preparazione sui testi classici, come il De medicamentorum compositione del medico bizantino Actuarius (1250-1300) o contemporanei, come l' Examen presentato dal ferrarese Antonio Musa Brasavola (1500 - 1550) sotto forma di discussione con un saggio pharmacopola senex.

Un problema particolarmente delicato per la medicina rinascimentale era rappresentato dalla necessità di conoscere e distinguere con precisione e sicurezza i 'semplici', cioé le varietà vegetali con virtù medicamentose che costituivano gli ingredienti di ogni preparazione. Su questo tema si sviluppa un'ampia trattatistica tesa a soddisfare ogni esigenza: dalle ricerche di alto valre scientifico di Otto Brunfels (1488 - 1534) e di Bartolomeo Maranta (c. 1500 - 1571), al prezioso opuscolo divulgativo sui 'rimedi secreti' pubblicato dal famoso naturalista svizzero Conrad Gesner (1516 - 1565) sotto lo pseudonimo di Evonomo Filatro, fino al seicentesco Pierre Borel (1620 - 1689). Una particolare fortuna riscosse l'Herbario di Castore Durante (1529 - 1590) grazie al suo semplice ma efficace apparato iconografico. Si occupano invece esclusivamente dei 'semplici' provenienti dall'Oriente i medici portoghesi Garcia de Orta (1501 -1568) e Cristobal da Costa o Acosta (1515 - 1594).

A riscontro di maestri e studiosi le cui ricerche posero le basi delle attuali conoscenze scientifiche, nel XVI secolo esplose il successo della Teriaca o Triaca, l'antidoto per eccellenza, dotato di magiche virtù e capace di risolvere ogni tipo di male. Questo farmaco miracoloso, che continuò ad essere prodotto a Venezia presso la spezieria Testa d'Oro fino alla metà del 1800 e a Napoli fino al 1906, nel Cinquecento veniva preparato in maggio con più di 60 ingredienti dagli speziali veneziani secondo un rituale studiato nei minimi particolari, tramandato dall' illustre medico e chimico napoletano Bartolomeo Maranta (c. 1500 - 1571) e da Stefano de Gasparis (fl. c. 1640).