L'Arte dei giardini

L'arte del giardino in Europa si è sviluppata nel corso di duemila anni dall'antichità ai giorni nostri, diventando un elemento intrigante della cultura occidentale. Durante tutto il Medioevo sono coltivati all'interno dei monasteri i 'giardini dei semplici', dedicati alle varietà vegetali con virtù medicamentose. A tale modello si ispirava certamente il 'giardino' di Matteo Silvatico (1319 - 1342), maestro della Scuola Salernitana. Ma, almeno a partire dal XIII secolo rinasce in Europa l'arte del giardinaggio, tanto che nell'Opera di agricoltura di Pietro De' Crescenzi tutto l'ottavo libro ha per argomento i giardini & de le cose dilettevoli d'arbori & d'herbe & frutti loro artificiosamente da fare e comprende un capitolo dedicato ai giardini de Re et de altri ricchi signori.

Maturata fino a costituire una vera e propria forma d'arte, è nel Rinascimento e in epoca barocca che l'arte del giardinaggio raggiunge l'apice della sua espressività, e trova espressione in uno dei più raffinati prodotti dell'editoria illustrata seicentesca, il De Florum Cultura del gesuita Giovan Battista Ferrari (1582/5 - 1655), pubblicata nel 1638 in traduzione italiana col titolo di Flora overo cultura di fiori. Il trattato oltre a proporsi come un manuale sui fiori ornamentali nostrani ed esotici, fornisce precetti sull'allestimento di un giardino frammisti a notazioni su meraviglie ed artifici floreali. Un libro di 'diletto' arricchito da un sontuoso corredo iconografico eseguito da alcuni tra i più prestigiosi artisti del tempo, come Guido Reni, Pietro da Cortona e Friederich Greuter.

Anche se apparso in veste editoriale più modesta, il manuale del frate marchigiano Agostino Mandirola (XVII sec.) ebbe notevole diffusione fra i cultori del giardinaggio, per i quali, alla metà dell'Ottocento, viene pubblicata una rivista, I giardini. Giornale d'orticoltura compilato da distinti Agronomi e Botanici italiani, illustrata con spettacolari litografie magistralmente acquarellate a mano.

A partire dalla fine Seicento si sviluppa anche l'interesse per il paesaggio naturale partendo dall'esperienza del pioniere dell'archeologia danese Ole Worm (1588 - 1654); importantissime le ricerche sulla Toscana pubblicate in 6 volumi dal medico e naturalista Giovanni Targioni Tozzetti (1712 - 1783), capostipite di una famiglia di studiosi la cui opera sarà strettamente legata allo sviluppo scientifico ed economico della Toscana.