La rappresentazione letteraria
Il mondo della natura campestre ha ispirato nei secoli capolavori poetici; basti ricordare le Georgiche di Virgilio, cui si ispira il fiorentino Luigi Alamanni (1495 - 1556) nel comporre La coltivazione, il suo poema didascalico sulle opere dei campi, il primo dei poemi sulle colture agrarie che si moltiplicheranno soprattutto nel Settecento, nessuno dei quali unirà, come l'opera del poeta fiorentino, armonia di versi e penetrazione delle tecniche e procedure in uso nelle campagne del suo tempo. Di interesse esclusivamente botanico è invece il poemetto del gesuita Francesco Eulalio Savastano (1657 - 1717).

Infine, non si può dimenticare come fin dall'antichità l'uomo abbia attribuito al mondo naturale significati simbolici, spesso strettamente connessi alla religione, come in tutta la tradizione medioevale del Physiologus. In particolare nel Rinascimento ottenne uno straordinario successo negli ambienti letterari e nelle corti la cosiddetta letteratura emblematica. Il Dialogo dell’imprese militari e amorose di Paolo Giovio (1483 - 1552) diede avvio a una vastissima trattatistica sul genere per lo più pubblicata in edizioni illustrate con grande eleganza come le raccolte di Luca Contile (1505 – 1574), di Scipione Bargagli (1540 – 1612) e di Giovanni Ferro (1582 – 1630). Nel Seicento l’interesse per le imprese si allarga al mondo religioso con le Imprese sacre del vescovo di Tortona Paolo Aresi (1574 – 1644) fino alla grande opera di Carlo Labia (m. 1701), arcivescovo di Corfù e poi vescovo di Adria, che comprende le imprese pastorali del perfetto vescovo e i simboli predicabili e simboli festivi. A supporto di questi eleganti trattati l’abate milanese Filippo Picinelli (1604 – 1678) compone un fortunato dizionario di tutti i simboli e dei loro vari significati.

Di diversa natura sono le allegorie del perugino Cesare Ripa (1555 c. - 1622) che tanta fortuna trovarono presso "poeti, pittori e scultori ". Esse non definiscono concetti, ma esprimono i più diversi moti dell’animo, il favore della fortuna o il rigore della giustizia, il livore dell’invidia o lo splendore della bellezza, traducendoli in cipigli, sorrisi, gesti, posizioni enfatizzati da un’ordinata e analitica grammatica di abbigliamento e ornamenti.

L’approccio al mondo della natura acquista una notazione più scientifica nel Settecento con Michael Friedrich Lochner (1662–1720) che, ormai con un taglio decisamente archeologico indaga sui significati e le rappresentazioni di un fiore: il papavero