La medicina
Per tutta l'Antichità e il Medio Evo la conoscenza del mondo vegetale è patrimonio esclusivo della medicina, che studia e utilizza i poteri farmaceutici delle piante.

Durante il Rinascimento i grandi medici dell'antichità continuano ad essere considerati maestri indiscussi ed i loro testi vengono studiati e commentati: nel 1525 Marco Fabio Calvo (m. 1527) pubblica la prima accurata traduzione latina delle opere del mitico Ippocrate (V sec. a.C.) e, nello stesso anno la tipografia di Aldo Manuzio, diretta dal suocero Andrea d'Asolo, ripropone per la prima volta il testo greco del corpus galenico con una complessa e discussa ‘avventura’ editoriale.

Sono studiati anche altri famosi maestri della medicina, come il latino Aulo Cornelio Celso (c. 25 a. C. - 50) e il greco Oribasio (c. 320 - 400), ma sicuramente l'insegnamento di Galeno (131 – 200) egemonizzò in tutti sensi la medicina fino al XVI secolo, come testimoniano le innumerevoli edizioni degli opera omnia o di singoli libri.

L'opera di Galeno, dimenticata in Occidente durante l'alto Medioevo, si diffuse in Oriente e, grazie alla traduzione dai monaci nestoriani, divenne fondamento per la famosa scuola araba; non solo per Giovanni Mesue (776 - 855), ma soprattutto per Avicenna (1) - (2) (980 - 1037), considerato da molti come "il padre della medicina moderna", per Avenzoar (1091-1162) e Averroè (1126 - 1198), il grande commentatore di Aristotele.

L'insegnamento di Avicenna e di Galeno fu riscoperto in Europa a partire dal 1200 dalla Scuola Medica Salernitana, la prima e più importante istituzione medica europea all'inizio del Medioevo (IX sec.), i cui precetti sono riassunti nel notissimo Regimen sanitatis, conosciuto in varie versioni, di cui la più nota è quella attribuita al francese Arnaldo da Villanova (c. 1240 - 1316).

Ma accanto allo studio dei classici si pubblicano opere che aggiornano le tradizionali terapie farmacologiche ed aprono nuove prospettive scientifiche: gli studi misti di occultismo e teosofia di Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelso (1493-1541), geniale riformatore della medicina rinascimentale; i commenti innovativi sviluppati in ambito accademico, come quelli del piemontese Giovanni Argenterio (1513 - 1572), fino alle ricerche botaniche dell'aretino Andrea Cesalpino (1519 - 1603).