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Il più antico studioso del mondo vegetale fu il successore di
Aristotele, Teofrasto (371 a.C. - 286
a.C.), che descrive oltre cinquecento piante ed il loro uso medicinale. Anche Plinio il Vecchio (I sec.
d.C.) dedica alle piante ed alle loro qualità officinali ampio spazio nella sua grande
enciclopedia scientifica, precisamente i libri 12-19. La Naturalis Historia, più volte
tradotta in italiano, ha costituito il compendio di riferimento della botanica, e non
solo, fino all'epoca rinascimentale. Durante il Medioevo assolse un importante ruolo anche
la compilazione di Apuleio Platonico (IV-V sec.
d.C.) che compendiava le conoscenze dellantichità greca e latina descrivendo le
proprietà medicinali di circa 130 erbe.Dalla prima metà del Cinquecento vedono la
luce una serie di opere che aggiornano la tradizione classica e medioevale e gettano le
basi per un più moderno studio del mondo naturale proprio partendo dai commenti ad un
famoso farmacologo ellenistico, Dioscoride Pedanio, tradotto per la prima volta in latino dal francese Jean Ruel (1479 - 1537) ed in seguito commentato ed
illustrato dal senese Pietro Mattioli (1501
- 1578) in due diverse versioni, con disegni piccoli (1) e poi
grandi (2),
ristampate in innumerevoli edizioni. L'eccezionale apparato iconografico che il Mattioli
commissionò alludinese Giorgio Liberale e a Wolfgang Meyerpeck con il preciso
intento di raffigurare le diverse piante per una più sicura identificazione è a tal
punto preciso e dettagliato da aprire la via ad un nuovo metodo di studio più rigoroso
basato sullosservazione diretta della natura e rivolto verso una ricerca di
chiarezza nel mondo vegetale.
A partire dalla metà del
Cinquecento iniziano i tentativi di proporre i primi sistemi classificativi del mondo
vegetale e una serie di accurate ed approfondite ricerche che pongono le basi della
moderna scienza botanica. Fra esse si distinguono le opere del fiammingo Rembert Dodoens (1516/17 - 1585), del bolognese Ulisse Aldrovandi (1522 - 1605), pubblicate postume nella revisione di Ovidio
Montalbano , e dello svizzero Johann Bauhin (1541 - 1613), anche queste lasciate incompiute e pubblicate dal genero Johann
Heinrick Cherler collaboratore nella stesura del lavoro.
Solo a Seicento inoltrato il
medico bolognese Marcello Malpighi (1628 - 1694) inaugura un nuovo folone di studi botanico: l'anatomia vegetale.
In questo stesso periodo iniziano a diffondersi studi monografici dedicati ad illustrare
sotto tutti gli aspetti - carattteristiche, usi, poteri terapeutici - particolari essenze
vegetali, come il volume di Benedetto Stella (XVII sec.) sul tabacco o quello di Giovanni Benescia (XVIII sec.) dedicato alla china e ai suoi
effetti. |