SALUTE E CAMPI
ELETTROMAGNETICI
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FREQUENZA: EFFETTI: |
Bassa Frequenza (LF) (0 - 10 kHz) |
Alta Frequenza (HF) (10 kHz - 300 GHz) |
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Effetti Acuti
(dovuti ad elevate intensità di campo) |
Shock elettrico Arresto cardiaco Ustioni (accertato) |
Shock e stordimento con danno cerebrale e ustioni interne
(accertato) |
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Effetti Cronici
(di lungo periodo) |
Tumori Leucemie infantili Linfomi (ipotesi sostenute da indicazioni di tipo epidemiologico) |
Danno termico
(accertato)
Danni al sistema nervoso centrale, neurovegetativo e cardiocircolatorio (ipotizzato) |
A basse frequenze - LF - (tra 0 e 10 KHz) vengono prodotte sui tessuti biologici delle correnti indotte che hanno effetti diversi da quelli dovuti alle onde ad alta frequenza - HF - (fra 10 KHz e 300 GHz) che invece cedono energia anche ai tessuti interni (bibliografia LF; bibliografia HF)
Gli effetti ai fini sanitari vanno classificati in acuti e cronici (o subacuti).
Gli effetti acuti sono dovuti a campi di elevata intensità e sono rilevabili immediatamente durante l'esposizione e si traducono in fenomeni di shock, arresto cardiaco o gravi ustioni; a più basse intensità di campo LF, gli effetti sono riscontrabili nella formazione di campi magnetici a livello della cute e dentro il corpo umano, con formazione di correnti indotte. Quando questi campi magnetici sono sufficientemente intensi gli effetti sul corpo umano possono essere percepiti a tal punto da determinare segni fisici. Se il campo magnetico eccede i 10 mT con frequenza sopra i dieci Hz si hanno manifestazioni di "lampi luminosi" (magnetofosfeni), sensazioni di formicolio e vibrazioni alle mani; per quanto riguarda i campi HF a più bassa intensità gli effetti riguardano l'innalzamento della temperatura corporea con conseguenti danni all'apparato visivo e a quello sulla fertilità maschile.
Gli effetti cronici ipotizzati sono invece dovuti a prolungate esposizioni ai campi e.m., ma con bassa intensità, quale quella cui siamo abitualmente esposti negli ambienti domestici o negli uffici; nei casi di esposizioni di lunga durata a campi LF (vedi elettrodotti) molti studi epidemiologici hanno dimostrato un maggior rischio di tumori, in particolare di leucemia nella popolazione infantile. Altri effetti cronici (sempre dovuti a lunghe esposizioni) sono possibili anche alle alte frequenze (quindi radio/TV e cellulari) con danni al sistema nervoso, neurovegetativo, e al sistema cardiovascolare. Esistono poche certezze scientifiche sui meccanismi di interazione con gli organismi e allo stato attuale delle conoscenze è possibile solo dimostrare l'accresciuto rischio di tumore alle esposizioni prolungate alle basse frequenze, ad esempio agli elettrodotti; gli altri casi sono tuttora in discussione. D'altronde anche per il danno da fumo non esiste una evidenza scientifica da laboratorio, ma l'epidemiologia del tumore nel fumatore è ormai una certezza indiscussa.