Un’agenzia radiofonica che realizza prodotti
giornalistici per le radio comunitarie, ovvero quelle che non rispondono
a logiche commerciali e che "trasmette" in proprio online.
È Amisnet. Molte delle radio con cui collabora appartengono
all’area della sinistra radicale e essa stessa ha seguito
eventi quali il forum sociale di Porto Alegre. La radio ha pertanto
completa autonomia nella scelta editoriale e quindi indipendenza
organizzativa e politica.
Il direttore responsabile di Amisnet, Francesco Diasio, non sottovaluta
le potenzialità dei nuovi mezzi, al contrario ritiene che
“il futuro sia la realizzazione di palinsesti virtuali. Non
si tratta però del superamento di un medium da parte di un
altro, ma di integrare tutte le diverse tecnologie, vecchie e nuove
(Internet, podcasting, satellite, telefono, radio a transistor)”.
A questo proposito è interessante notare che uno dei progetti
di cui si occupa Amisnet, Broadcast internazionale contro il razzismo,
trasmette in onde corte, la vecchia tecnologia che viaggia per un
raggio di 5- 7000 chilometri, il cui segnale non è ricevuto
né da internet né da nuove strumentazioni, ma dalla
semplice radiolina a transistor!
Amisnet ha un sito (www.amisnet.org) dal quale è possibile
ascoltare i servizi prodotti, sia scaricando file mp3, sia in streaming.
Tra i prodotti settimanali realizzati dall’agenzia c’è
Melting Pot, programma in lingua francese che è trasmessa
su due emittenti italiane (Radio Sherwood e Radio Città Fujico).
Inoltre ci sono Radio Carta 17 che va in onda su ventiquattro radio
locali e il programma di scienza “Laser”, in onda su
dieci radio.
I prodotti citati non sono venduti alle radio, ma forniti gratuitamente.
Nonostante questo Amisnet riesce a coprire i costi di produzione
e fatturare 100 000 euro l’anno. Come?
• Il 40% delle entrate proviene da progetti istituzionali
come campagne radiofoniche (ad esempio contro il razzismo e per
la lotta all’Aids) commissionate da attori quali l’Ue
e gli enti locali. Tra i progetti più significativi promossi
ci sono “Medhebron”, una campagna sull’uso critico
dei media per favorire la democrazia in Palestina, e un accordo
di cooperazione con l’Ungheria per lo scambio di formati radiofonici
per i paesi appena entrati nell’Ue, realizzato in inglese
e ungherese.
• Altre fonti di entrata sono i contratti con le etichette
indipendenti per trasmettere i loro prodotti, da cui si ricavano
il 30% dei guadagni. Un altro 30% viene dalla cooperazione tecnica.
Sfruttando il fatto che l’Italia è un’ottima
produttrice di materiale radiofonico (antenne e ripetitori) si concludono
accordi con le case produttrici per fornire tali prodotti a prezzi
convenienti (20-25% di sconto) alle radio comunitarie rurali in
Africa (Sierra Leone, Guinea, etc.). Inoltre Amisnet copre eventi
particolari attraverso studi radio mobili, realizzando prodotti
giornalistici da mandare subito alle radio. I compensi sono chiesti
a chi organizza l’evento.
La redazione è composta da quattro persone aiutate da quattro
volontari. Sono i collaboratori in loco che, gratuitamente, forniscono
copertura agli eventi attraverso il telefono o i minidisc.
Tra di essi c’è anche l’associazione indipendente
di giornalisti Lettera 22, che si occupa in particolare di politica
internazionale.
Amisnet svolge attività di lobbing politico con vari soggetti.
Insieme alle federazioni di radio indipendenti (Confédération
Nationale des Radios Libres ) austriache, francesi e spagnole ha
contatti frequenti con il Parlamento europeo e con il Consiglio
d’Europa per promuovere iniziative sulla democrazia nei media.
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