Sono le
10:30 e la riunione di redazione sta per cominciare. I giornalisti
arriveranno per concordare con il caporedattore i servizi del giorno
e poi subito a realizzare interviste e scrivere gli articoli. Tutto
deve essere pronto per l’ora di pranzo, in modo da avere il
tempo di montare e registrare l’edizione che andrà
in onda il giorno successivo.
È la tv via web interamente realizzata dagli
studenti dell’università di Teramo. Ogni giorno, dal
lunedì al giovedì, va in onda il tg delle 12 e il
venerdì Il meglio della settimana, un notiziario riassuntivo
sempre alla stessa ora. Le notizie sono quelle d’ateneo ma
non solo. Entrano nel telegiornale anche argomenti di interesse
nazionale per approfondimenti e riflessioni. L’idea è
di occuparsi degli eventi interni all’università, con
rubriche fisse a seconda dei periodi (l’offerta didattica
delle singole facoltà a inizio anno accademico, per esempio)
e di affrontare gli avvenimenti del Paese in maniera diversa dal
solito tg. “Le stesse notizie le troviamo anche nei telegiornali
nazionali – spiega Francesca Ciafardini,
giornalista professionista e caporedattore di questo tg –
ma ad essere intervistati per un commento sono sempre le cariche
istituzionali o i personaggi più in vista”. “Il
nostro è un altro modo di tagliare queste notizie: ci interessa
capire il punto di vista degli studenti e dei docenti”.
Tutto è cominciato il 1° settembre 2004, all’inizio
dell’anno accademico in corso. Dal centro multimediale d’ateneo
una decina di studenti ha realizzato il primo telegiornale universitario.
Coordinati dal caporedattore, sono i ragazzi stessi a intervistare,
scrivere e condurre. Delle riprese e del montaggio si occupano invece
i tecnici, per questioni di rapidità e pratica.
A livello organizzativo la struttura è composta da un Ufficio
stampa e produzioni radiotelevisive e da uno studio televisivo con
una sala di montaggio e una sala di registrazione. Le attrezzature
a disposizione sono un video toaster, cioè una macchina per
il montaggio e la registrazione, due telecamere mobili e due postazioni
di montaggio digitale.
Il tg dura pochi minuti, da 5 fino a un massimo di 10, e dal lunedì
al giovedì è condotto a turno da uno dei ragazzi in
versione “mezzo busto”. L’edizione del venerdì
è invece senza conduzione, trattandosi di una sintesi di
servizi già proposti durante la settimana. Si parte con la
sigla in cui il logo del telegiornale è scomposto e ricomposto
a suon di musica e via con le notizie. Di solito sono tre, due delle
quali collegate a servizi. Chi conduce saluta e lancia subito il
primo contributo, poi una notizia supportata da diapositive e infine
un ultimo servizio. In ciascuna edizione è inserito almeno
un pezzo su un fatto di rilievo interno al Paese o addirittura internazionale.
Il notiziario si conclude con indicazioni per parteci pare o visitare
lo studio televisivo e sigla finale, identica a quella di apertura
(vai
all'analisi di un'edizione del tg web)
Quasi nessuna matricola si propone per questo lavoro, sono per
lo più gli iscritti al 2° e 3° anno della laurea
triennale in Scienze della comunicazione e della laurea specialistica
in Editoria, comunicazione multimediale e giornalismo, dove sono
previsti esami di Teoria e tecnica del giornalismo televisivo e
del montaggio.
Ma non esiste alcun tipo di sbarramento: chiunque ne abbia voglia
può offrirsi volontario ed entrare a far parte della redazione.
Non importa la facoltà di appartenenza né l’anno
di studi frequentato.
Alcuni decidono invece di concorrere per lo stage retribuito di
150 ore, che l’università assegna ai più meritevoli,
esprimendo la preferenza di svolgerlo proprio al tg web. Esiste
poi una terza possibilità, cioè quella di entrare
nella redazione televisiva per uno stage non retribuito di 125 ore,
valido per accumulare i crediti previsti per sostenere gli esami.
Quest’ultimo è il modo in cui Francesca Petrelo
lavora in redazione: ha cominciato come volontaria e poi ha pensato
di utilizzare le ore come crediti. Al 2° anno della laurea specialistica,
da grande vuole fare la giornalista. “L’esperienza è
molto positiva, formativa ed educativa: ho imparato a collaborare
e lavorare con altre persone”, afferma sicura. Aggiungendo
che, nonostante le difficoltà iniziali di mettere in pratica
ciò che si studia in teoria, adesso riesce a “essere
più lucida e fredda durante le interviste”.
Sulla nascita del progetto Ciafardini precisa che da sempre “il
rettore è stato sensibile al problema della comunicazione
e ha pensato quindi di aggiungere questo strumento a quelli già
esistenti (radio e mensile, ndr)”. “Gli studenti da
parte loro esprimono l’esigenza di fare sempre più
pratica, nella scrittura come nel montaggio e nella conduzione”.
La linea dell’ateneo è dunque quella di mettere a disposizione
supporti tecnici per chi fa comunicazione: i ragazzi acquisiscono
così competenze per inserirsi più facilmente nel mercato
del lavoro.
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all'edizione dell'8 marzo 2005 del tg web
vai
al sito dell'università degli studi di Teramo
(10 marzo 2005)
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