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La campagna
elettorale è iniziata il 17 febbraio e si chiuderà
solo dopo le elezioni regionali del 3 e 4 aprile. Per il sistema
radiotelevisivo vuol dire: allarme rosso. Tempi dei politici in
Tv misurati al secondo, controllo dello spazio e delle trasmissioni
in cui compaiono i candidati e gli esponenti nazionali.
L’arbitro della politica
Su tutti vigila l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
che ha fra i suoi innumerevoli compiti anche quello di vigilare
sul rispetto della par condicio (legge n. 28/2000) e sul pluralismo
(legge n. 223 del 1990).
Dall’ultima relazione annuale presentata dall’Authority
datata 30 giugno 2004, risulta che fra aprile 2003 e aprile 2004
sono stati aperti 116 procedimenti e adottate 109 delibere, di cui
13 di riequilibrio, solo in materia di par condicio. Per quel che
riguarda il pluralismo dell’informazione si è concluso
un procedimento contro la trasmissione "Primo Piano" di
Rai 3, in seguito a un esposto della Lista Pannella. Pochi mesi
prima erano finiti sotto le grinfie dell’Authority “Sciuscià
edizione straordinaria” e i telegiornali Mediaset, Tg4 e Studio
Aperto.
Sanzioni che non fanno male
A dire il vero, però, l’Autorità delle comunicazioni
non è che riesca poi a graffiare molto sui temi della par
condicio e del pluralismo dell’informazione perché
soffre la mancanza di un reale potere sanzionatorio. Quello che
può fare è richiamare la trasmissione televisiva a
offrire uno spazio alla parte lesa, a mo’ di risarcimento.
Nel caso del Tg4 ha raggiunto il massimo della severità obbligando
il telegiornale del 10 giugno 2004 ad aprire così l’edizione
serale: “Il Tg4 non ha ottemperato alle disposizioni impartite
dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e
non ha assicurato, nel periodo di campagna elettorale compreso fra
il 26 aprile e il 6 giugno 2004, i principi di parità, obiettività,
completezza e imparzialità dell’informazione previsti
dall’art 5 della legge 22 febbraio 2000, n.28”.
Ricorrere all’Authority
Il ricorso all’Authority è una pratica piuttosto diffusa
sia tra i partiti politici sia tra le associazioni sindacali e di
consumatori. Ce n’è quasi uno al giorno. La procedura
si attiva con un esposto che viene vagliato dal Dipartimento di
vigilanza e controllo dell’Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni. Quest’organo visiona i dati sulle presenze
dei politici in televisione forniti dal Centro di ascolto dell’informazione
radiotelevisiva e decide se è necessario andare avanti. In
caso affermativo, la palla passa al Dipartimento garanzia e contenzioso
che apre un procedimento paragiurisdizionale: vengono ascoltate
le parti e le controdeduzioni della difesa. A questo punto il procedimento
viene portato in Consiglio, l’organo principale dell’Authority,
di cui fanno parte otto membri più il presidente. In quella
sede si decide se procedere alla sanzione o archiviare il procedimento.
La procedura, già abitualmente snella e veloce, lo diventa
ancora di più nei periodi di campagna elettorale quando si
costituisce una task force che prende decisioni nel giro di 24 ore.
Presenza
dei politici nelle edizioni principali dei tg
(percentuale sui minuti di trasmissione dedicati
ai politici) |
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CdL |
Unione |
Governo |
Istituzioni |
Altro |
TG1 |
20,43 |
31,21 |
27,21 |
13,40 |
7,75 |
TG2 |
15,64 |
33,77 |
30,23 |
14,32 |
6,04 |
TG3 |
14,45 |
40,42 |
22,97 |
15,94 |
6,22 |
TG4 |
25,20 |
26,66 |
34,22 |
8,93 |
4,99 |
TG5 |
19,20 |
35,83 |
27,34 |
5,25 |
12,38 |
Studio aperto |
18,50 |
40,55 |
36,89 |
0,71 |
3,35 |
La7 |
20,65 |
44,88 |
25,40 |
3,88 |
5,19 |
| Per istituzioni
si intendono i Presidenti della Repubblica, della Camera
e del Senato.
Per governo si intende il Presidente del Consiglio e
i ministri.
Fonte: Centro d'ascolto dell'informazione radiotelevisiva,
rilevazione dall'1 al 16 febbraio 2005; elaborazione
de il Ducato online
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Sempre al lavoro
L’Autorità garante delle comunicazioni è sempre
operativa (almeno in linea di principio come si può vedere
dall’articolo sulla campagna
elettorale 2005). Gli otto componenti, infatti, non hanno competenze
rigide e possono decidere sulla totalità dei compiti affidati
all’organo di vigilanza delle comunicazioni. In base alla
legge n. 249 del 1997, l’Authority, è composta di due
commissioni, la Commissione per le infrastrutture e le reti e la
Commissione per i servizi e i prodotti.
La Commissione per le infrastrutture e le reti delibera in materia
di interconnessione e di accesso, di numerazione, di servizio universale,
di misure per la sicurezza delle comunicazioni e tetti per le radiofrequenze
e di standard per i decodificatori; si occupa inoltre della definizione
delle controversie tra utenti e gestori del servizio di telecomunicazioni.
La Commissione per i servizi e i prodotti vigila sulle modalità
di distribuzione dei prodotti (inclusa la pubblicità) e sulla
loro conformità alle prescrizioni di legge, provvedendo a
emanare direttive sui livelli generali di qualità dei servizi.
In materia di pluralismo, l'attività di questa Commissione
è assai ampia: essa garantisce, tra l'altro, l'applicazione
delle norme sulla "par condicio" in periodo elettorale
e non elettorale e di quelle dettate a tutela dei minori. Altre
competenze riguardano la rilevazione degli indici di ascolto e di
diffusione dei diversi mezzi di comunicazione e la verifica della
corretta pubblicazione dei sondaggi.
Le decisioni più importanti, però, sono prese dal
Consiglio che è composto dagli otto membri delle due commissioni,
eletti dal Parlamento, più il presidente scelto dal Presidente
del consiglio d’intesa col Ministro delle comunicazioni e
previo parere delle competenti commissioni parlamentari. In caso
non ci sia il presidente o sia decaduto – come in questi giorni
– il suo ruolo è assunto dal consigliere più
anziano.
Gli altri articoli
Intervista
a Marcello Veneziani
Guida alla rete
Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni
Procedimenti
sanzionatori dell’Authority
Relazione
2004 dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni
Intervento
del sito lavoce.info sulla par condicio
Legge
istitutiva dell'Autorità garante
Legge
28/2000 (par condicio)
Legge
313/2003 (par condicio per radio e tv locali)
Codice
di autoregolamentazione in materia pluralismo delle emittenti radiofoniche
e televisive
(23 marzo 2005)
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