Quella delle
televisioni locali private in Italia è una realtà
poco conosciuta e peggio stimata. Le emittenti principali aderiscono
ad associazioni come la Frt (Federazione Radio Televisioni), che
raggruppa 150 emittenti, o l’Aerenti Corallo, che ne include
313. L’Auditel, nelle sue graduatorie sugli ascolti, ne censisce
circa 150.
Le televisioni più vecchie sono nate dopo la riforma del
sistema radiotelevisivo, nel 1975, che metteva fine al monopolio
della Rai; le più giovani vengono alla luce nell’era
digitale terrestre, che moltiplica all’infinito il numero
di frequenze disponibili.
In questo mondo vasto e variegato si distinguono tre storie particolari,
che vengono da tre parti diverse d’Italia: Tele Biella, Videolina
e Fano Tv.

La pioniera. Dal 1971 la prima tv
libera in Italia: si presenta così Tele Biella, storica emittente
piemontese, ancora in piena attività. Ha cominciato a trasmettere
via cavo il 30 aprile 1971, quando il monopolio della Rai sul sistema
televisivo era ancora intatto e protetto dalla legge. E ha smesso
solo per tre giorni: il 1 giugno 1973 la polizia ha messo il sigillo
ai cavi che la collegavano alla rete cittadina. È cominciata
allora la lotta, poi vinta, in difesa dell’articolo 21 della
Costituzione, che sancisce la libertà di stampa.
Il silenzio, comunque, è stato breve: “Non sono riusciti
a fermarci. Abbiamo subito creato un ponte che ci ha permesso di
ignorare il sigillo e continuare a trasmettere “ dice Peppo
Sacchi, direttore sin dagli esordi.
Tele Biella oggi. Questa televisione
non si è mai fermata. Anche se non è proprietaria
di una frequenza: “Potevamo occupare solo due canali per coprire
questa zona, ma ci venivano a costare uno 260 e l’altro 780
milioni (di lire). Cifre insostenibili per noi” continua Sacchi.
“Anche sfruttare la novità del digitale terrestre costa”.
Tele Biella copre la zona della provincia e ha delle convenzioni
con Tele Cupole e Tele Subalpina, che le consentono di estendere
il segnale anche a Liguria, Piemonte, Montecarlo e una parte di
Milano.
Il palinsesto. La televisione è storica,
ma la programmazione è al passo con i tempi: ogni ora c’è
un telegiornale con aggiornamenti nell’arco della giornata,
per riuscire a raggiungere il numero massimo di utenti. “Se
riprendessimo la formula iniziale, cioè tre tg, uno la mattina,
uno il pomeriggio e uno la sera, non potremmo reggere la concorrenza
delle emittenti nazionali e delle all news. Così invece diamo
vita a un’interattività”, conclude il direttore.
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al sito ufficiale di TeleBiella

Videolina compie trent'anni. “Siamo
la prima televisione privata in Italia in rapporto alla popolazione,
e tra le prime 10-12 in termini assoluti”: Giuseppe Anziani,
direttore di Videolina, storica emittente di Cagliari, è
soddisfatto.
Sono passati trent’anni dall’estate del 1975, quando
Nicola Grauso e Michele Rossetti, due giovani cagliaritani, rompevano
il monopolio Rai in Sardegna. Per vedere Videolina non occorreva
pagare il canone, bastava avere un’antenna e sintonizzarsi
sul canale 38 UHF, sfruttando le frequenze della televisione nazionale.
Per cominciare pochi strumenti e un film, proiettato su uno schermo
e poi ripreso da una telecamera. Ma da subito Videolina ha trasmesso
a colori, prima ancora della stessa Rai, e non si è mai fermata.
Meno di un anno dopo, il 3 luglio 1976, con la direzione di Patrizio
Mulas, partì il Telegiornale Sardo.
Il palinsesto. “Il taglio dei programmi
è sempre stato soprattutto giornalistico e di informazione”,
spiega Giacomo Serreli, caposervizio del telegiornale, tra i primi
redattori dell’emittente. “Già dal 1981 abbiamo
adottato un meccanismo di trasmissione dei tg a rotazione, sul modello
della CNN, con quattro fasce orarie dedicate: 7.30 - 8.00, 13.00
- 15.00, 19.00 - 21.00 e 23.00 - 1.00. Ogni mezz’ora va in
onda un’edizione in diretta, sempre aggiornata e confezionata
in modo diverso. Ma ci sono anche programmi di intrattenimento”.
Videolina segue i più importanti eventi della Sardegna, come
la storica visita del papa, nel 1985. Nel 1999 è passata
da Nicola Grauso a Sergio Zuncheddu, attuale proprietario.

L’evoluzione recente. Negli ultimi tempi Videolina
ha aperto due uffici di redazione, a Roma e a Milano. E dal 2000
trasmette sul satellite, coprendo tutta l’Europa e il NordAfrica.
“Da settembre stiamo sperimentando anche la trasmissione sul
digitale terrestre, nell’area metropolitana di Cagliari. La
sfida è fare della Sardegna la prima regione, assieme alla
Valle d’Aosta, che passerà interamente al nuovo sistema”
continua Anziani.
Proprio il passaggio dell’isola al digitale sarà il
tema di un convegno internazionale che si terrà a Santa Margherita
di Pula (Cagliari) il 15 e 16 aprile prossimi.
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al sito ufficiale di Videolina

Le servono 65.000 € per mandare in onda i primi
programmi televisivi, ma i soldi non ci sono ancora e la concessione
sta per scadere. Fano Tv ha ottenuto la concessione come emittente
comunitaria nel maggio 2001, ma da allora non è ancora riuscita
a comprare un canale e l’attrezzatura per incominciare a trasmettere.
“Nel 2000 – ci spiega Marco Ferri, direttore dell’emittente
– abbiamo fatto la richiesta al Ministero delle comunicazioni
come associazione Voce Cristiana-onlus. Nel 2001 ci è stata
data la concessione, ma il Ministero non assegna un canale. E lì
inizia la via crucis dagli editori che già posseggono canali
per comprarne uno, magari piccolissimo, che non serve a nessuno”.
Adesso il canale ci sarebbe: costa 5.000 € e copre la zona
di Cagli, nella Provincia di Pesaro-Urbino. Almeno altri 40.000
€ servirebbero per comprare l’attrezzatura per allestire
lo studio e i ponti di trasmissione. Troppi per una associazione
di volontariato che non può ancora accedere ai finanziamenti
della Regione Marche e del Ministero delle comunicazioni. Per ottenerli
bisogna infatti essere operativi. Quella di Fano Tv è una
lotta contro il tempo: “Se entro il 30 maggio non attivo le
trasmissioni - dice Ferri – la concessione scade e non posso
più rinnovarla. Io perdo il treno e quindi Fano e altre realtà
perderanno quest’occasione”. L’ultimo bando del
Ministero per ottenere la concessione era proprio quello del 2000,
anno in cui Fano Tv ha presentato la sua richiesta.
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al sito ufficiale di Fanotv
Guida alla rete
- Le associazioni che raggruppano le
emittenti private:
Federazione Radio Televisioni (Frt)
Aeranti Corallo
Coordinamento
nazionale nuove antenne (Conna)
Associazioni di categoria
- Siti istituzionali:
Autorità
per le garanzie nelle comunicazioni (Agicom)
Ministero
delle comunicazioni
- Le associazioni che raggruppano le emittenti private:
Auditel
Dati auditel sulle televisioni locali
Giurisprudenza sul sistema radiotelevisivo italiano
Prima comunicazione
(6 aprile 2005)
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