GIORNALI E GIORNALISTI
 
TESTATE
 
LAVORI DI FINE CORSO
 
COMMUNITY
 
L'idea di un giovane americano a Shanghai per aggirare i divieti del governo cinese su Internet
Adotta un blog e ferma la censura

John Pasden, studente americano che vive a Shanghai, ha avuto un'idea curiosa: aggirare i divieti che impediscono la libertà di espressione dando ospitalità ai blog chiusi dal governo cinese. Da tutto il mondo hanno risposto al suo invito. Ora John punta a trovare uno sponsor che lo sostenga

Chiudere un sito è facile, bloccare tutta la rete impossibile. È la logica alla base di Adopt a blog, l’iniziativa di John Pasden per aggirare la censura cinese su Internet. John ha 26 anni, è nato in Florida ma vive e studia a Shanghai. Su Sinosplice ha lanciato un’idea: offrire ospitalità ai blog repressi dal governo cinese.

Tutto parte dalla voglia di difendere la libertà di espressione, che nel paese asiatico è molto limitata. Chi mette in piedi un blog in Cina normalmente si rivolge a server gratuiti, che possono essere filtrati facilmente dal governo. Se un sito è considerato “dannoso per il popolo" viene subito bloccato: rimane accessibile da tutto il mondo ma non dalla Cina. Così i blogger perdono la possibilità di continuare il loro lavoro e, se non hanno salvato i materiali pubblicati, anche tutta la loro produzione.
La proposta di John è rivolta a tutti gli utenti della rete: per aderire basta ospitare, in una parte del proprio spazio web, i blog "sgraditi". Con “Adotta un blog” il sito censurato può essere subito spostato su un nuovo server, nello spazio che chiunque può mettere a disposizione. Se il governo deciderà di oscurarlo di nuovo, il blogger cinese si potrà rivolgere ad un altro affiliato, e così all’infinito, in modo che il suo lavoro sia sempre accessibile.
John Pasden è soddisfatto: da tutto il mondo hanno risposto entusiasti al suo invito. Ma le “richieste di aiuto” sono ancora poche: forse perché sinosplice è in inglese. Per questo John sta cercando uno sponsor che possa sostenere l’iniziativa.

vai alla pagina di Adopt a blog

La situazione. La Cina è il secondo paese al mondo per numero di utenti della rete: 94 milioni a gennaio 2005 (secondo il rapporto del CNNIC, China Internet Network Information Center), con un aumento del 18,2% rispetto allo scorso anno. Ma è anche uno degli stati con la più forte censura nei confronti dell'informazione su Internet. Dal 1995 il governo di Pechino ha introdotto oltre 60 norme e regolamenti al riguardo.
Il controllo sulla rete avviene in due modi: bloccando l'accesso a Internet agli utenti cinesi e incaricando la polizia politica di "scovare" i siti che contengono idee "dannose" per il paese, sintetizzate da parole - chiave come libertà, cristiano, sesso, tienanmen, verità. Sono più di trentamila le persone che il governo incarica di navigare a questo scopo.
Nel 2002 la Cina ha bloccato, anche se per un breve periodo, l’accesso a motori di ricerca come Google e Altavista.
Negli ultimi anni i bersagli principali della censura sono diventati gli Internet cafè, il mezzo più diffuso per accedere alla rete, ma anche il più controllato. I locali devono seguire normative rigidissime e sono sempre sotto controllo, con strumenti come software di filtro o microcamere. Secondo i dati forniti dalle stesse autorità cinesi, nel 2004 ne sono stati chiusi circa 50.000 e solo 21.000 hanno potuto riprendere la loro attività.
Amnesty International ha recentemente denunciato che il Ministero per la sicurezza dello Stato controlla anche le caselle di posta elettronica individuale.

vai all'intervista a Francesco Visioli, coordinatore per la Cina
della Sezione Italiana di Amnesty International