GIORNALI E GIORNALISTI
 
TESTATE
 
LAVORI DI FINE CORSO
 
COMMUNITY
 
Una nuova figura professionale in bilico tra giornalismo e pubblicità
Il Giornalista consulente d'impresa

Si sta diffondendo anche in Italia, sul modello dei paesi anglosassoni, la figura del giornalista consulente d’impresa. Un lavoro scelto, finora, da più di trecento professionisti e pubblicisti, la prevalenza free-lance specializzati nel settore in cui l’azienda opera. Ma c’è anche chi già lavora in redazione e forse viola il codice deontologico.

Una impresa telefona alla società e chiede di consultare un giornalista per le proprie esigenze comunicative. La società lo seleziona e lo contatta. Il giornalista scelto incontra i vertici aziendali, concorda le notizie da diffondere, le verifica e le elabora nel modo più sintetico e accattivante. Produce la cartella o il comunicato stampa richiesti e li invia, firmati con il nome della società intermediaria del servizio, ai diversi media negli orari opportuni e, soprattutto, alle persone giuste. Poi ritorna alla sua attività di free-lance o al lavoro redazionale quotidiano, nell’attesa di essere contattato nuovamente.


In sintesi è questa l’attività svolta dal giornalista consulente, una figura professionale nuova importata in Italia dai paesi anglosassoni cinque anni fa dalla società milanese "Rent a journalist". Dalle prime, ridotte, collaborazioni iniziali la società ha sviluppato negli ultimi anni una rete di quasi 350 giornalisti sparsi in tutta Italia e il loro numero è in aumento. "Il 25-30% circa lavora con contratto, anche da dipendente, all’interno di una redazione – spiega il presidente della società Fabrizio Bocconcelli - il resto sono liberi professionisti". Quasi tutti sono specializzati così da garantire contatti e competenza adeguati.

"Chi meglio del giornalista, che conosce le regole del mondo mediatico, che ha lavorato o continua a lavorare nelle redazioni - precisa Bocconcelli - permette di ottimizzare il ritorno mediatico delle aziende?".
I clienti sono spesso piccole e medie imprese provenienti dai più svariati settori, anche no-profit: moda, turismo, sport, spettacolo, cultura, salute, bellezza, arte, design, alta tecnologia, informatica. Chiedono soprattutto consulenze per l’elaborazione di comunicati e cartelle stampa, testi per Internet, progetti editoriali.

La retribuzione del giornalista "affittato" varia a seconda della tipologia di intervento e della strategia da promuovere. Oscilla in media tra i 1500 e i 3500 euro a intervento. "Promuoviamo consulenze 'spot', non a tempo indeterminato - spiega Bocconcelli - l’accordo economico dipende dal tempo che un consulente impiega: facciamo fede al tariffario dell’Ordine dei giornalisti".

Lo slogan della società è: "Le cinque W del giornalismo al servizio dell’impresa". Una frase che fa riflettere. Il giornalista, infatti, non dovrebbe essere esclusivamente al servizio del cittadino? Se la legge permette ai free-lance di dedicarsi a questa professione, lo stesso non vale, tuttavia, per il giornalista che lavora con contratto in un giornale ed è specializzato nel settore in cui opera l’azienda interessata alla sua consulenza.

La II parte dell'articolo: Una questione di etica e deontologia

 

Sito di Rent a journalist

Il ruolo del giornalista consulente d'impresa. Workshop 2003

Tariffario 2005 dell'Ordine dei giornalisti