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“Ciò che distingue davvero i telegiornali americani
da quelli italiani è che i primi sono credibili, i secondi
non lo sono”. Lo scrive nel 1997 Wolfgang Achtner, corrispondente
da Roma per varie testate americane e inglesi, nel libro Il reporter
televisivo.
A quasi dieci anni di distanza la situazione è notevolmente
cambiata. Secondo uno studio pubblicato sul sito stateofthemedia.org
e basato sul rapporto del Pew research center, uno dei più
attendibili centri di ricerca sulle dinamiche sociali, anche il
giornalismo americano, universalmente riconosciuto come un modello
quanto a tecnica e obiettività, è caduto nel mare
dell’imperfezione e delle critiche, offuscando l’autorevolezza
di cui ha sempre goduto. La perdita di fiducia da parte dell’opinione
pubblica nei suoi confronti ha investito tutti i media, in particolare
i quotidiani.
Dopo gli scoop inventati da Jason Blair del New York Times e la
storia del trattamento di favore riservato a George Bush durante
il suo servizio nella Guardia Nazionale ai tempi della guerra del
Vietnam, portata sui teleschermi della Cbs da Dan Rather e rivelatasi
basata su documenti in parte falsi, la fiducia degli americani nei
confronti dei principali quotidiani nazionali, dal New York Times
al Wall Street Journal, è scesa al disotto del 50%. Stesso
destino per le reti Cnn, Cbs e Abs, la cui credibilità, seppure
in calo, si mantiene comunque tra il 54 e il 65%.
Dalle risposte degli intervistati, gli americani sembrano preferire
le immagini alle parole, lamentando una scarsa accuratezza e completezza
delle notizie fornite dalla carta stampata. Se nel marzo 2003, durante
la guerra in Iraq, i quotidiani rappresentavano la principale fonte
di informazione per il 24% degli intervistati, nel marzo 2004 lo
erano solo per il 17%.
In Italia vince la tv
Confrontando tali dati con l’ultimo rapporto di Eurobarometro
sulle tendenze dell’opinione pubblica nei paesi membri dell’Unione
Europea, ci si accorge che in Italia la situazione non è
molto diversa. Dal novembre 2003 al novembre 2004 la percentuale
di coloro che si rivolgono ai quotidiani per ottenere informazioni
sull’Ue è scesa dal 41 al 39%. Il principale mezzo
di informazione rimane invece la tv, utilizzata dal 66% degli intervistati.
Difficile dire se si tratti di una questione di credibilità.
Lo studio è stato infatti condotto esclusivamente con il
fine di individuare i media preferiti dagli italiani per ottenere
notizie specifiche sulle tematiche affrontate dai paesi membri.
A questo proposito il 41% del campione ritiene che i media parlino
poco dell’Unione e lamenta una scarsa presenza di notizie
soprattutto nella stampa, considerata la principale fonte alla quale
gli italiani vorrebbero attingere per documentarsi in materia.
Bloggers: i migliori giornalisti
Sia in Italia che in America si conferma, a dispetto di quotidiani
e tv, il ricorso a internet, come strumento preferito ai media tradizionali
per documentarsi su questioni di ogni tipo. E’ in particolare
il mondo dei blog, svincolato dal controllo dei grandi gruppi editoriali,
a sottrarre sempre maggiori fette di mercato, attirando la simpatia
del pubblico grazie alla totale libertà e al senso critico
degli autori.
Un esempio tra tutti: sono stati proprio i bloggers i primi ad avanzare
dubbi sull’autenticità del documento mostrato da Dan
Rather sulla Cbs a proposito dei favoritismi ricevuti dal presidente
americano durante il suo servizio militare, comprese le accuse di
non essersi presentato a una visita medica e di non sapere guidare
un aereo. Scott Johnson, un avvocato di Minneapolis, si è
accorto che il documento presentato dal giornalista della Cbs, scritto
in Word e datato 1972, presentava alcune incongruenze. In quella
data il software Word non esisteva ancora e le accuse riflettevano
perfettamente un’insinuazione letta sul Boston Globe la settimana
precedente.
Oltre a ciò emerge una riflessione doverosa. Nell’era
di internet e delle nuove tecnologie diventa sempre più importante
per un giornalista conoscere accuratamente i meccanismi e il funzionamento
dei nuovi mezzi. L’errore compiuto da Dan Rather e dai suoi
collaboratori a proposito dell’utilizzo di Word dimostra la
scarsa conoscenza di un mondo, quello informatico, ormai alla base
di questo antico mestiere.
Guida alla rete
Pew
research center
The
State of the News Media
Rapporto
eurobarometro
(22 aprile 2005)
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