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“L’idea che chi lavora negli uffici stampa non sia un
giornalista a tutti gli effetti appartiene al passato - ha detto
Renzo Santelli responsabile di settore della Federazione Nazionale
Stampa Italiana - esistono vari tipi di giornalismo che usano diverse
tecniche ma che devono seguire regole deontologiche identiche”.
Le Ong
E’ il caso degli uffici stampa all’interno delle organizzazioni
non governative. A metà tra giornalismo d’inchiesta
e divulgazione dei progetti promossi, spesso arrivano sulla notizia
prima di qualsiasi altro reporter. Si avvalgono di una rete di volontari
sparsi in tutto il mondo. Stabiliscono contatti stretti con il territorio
e sono una fonte attendibile per i giornalisti.
Sono molte le organizzazioni che hanno come obiettivo l’informazione
e la divulgazione di quanto avviene nei paesi in cui portano soccorso.
Tra queste Medicins
sans frontières, Amnesty
International e Save
the children.
Curare e comunicare
“Medici senza frontiere” nasce con un duplice fine:
portare assistenza alle popolazioni in pericolo e raccontare al
mondo occidentale ciò che succede. “Durante lo Tsunami
– dice Chiara Bannella giornalista dell’ufficio stampa
di Msf – un nostro press officer a Banda Ace ha fatto da agenzia
ai giornalisti che chiedevano informazioni nelle prime ore dopo
il disastro”. Msf non dà giudizi sulla condizione politica
ed economica del paese e può solo informare sui progetti
seguiti dall’organizzazione e sulla situazione dei malati
che cura in giro per il mondo. “Il nostro primo compito –
continua Chiara – è portare soccorso a volte a discapito
dell’informazione.”
Al contrario in passato Msf ha deciso di denunciare violazioni dei
diritti umani. E’ successo in zone in cui è stato difficile
portare il giusto soccorso alla popolazione. Impossibilitati a operare
liberamente, l’organizzazione scelse di farsi cacciare dal
paese e testimoniare liberamente la situazione. E’ il caso
della Cambogia e della Bosnia nel 1980, del Rwanda nel ’94
e del Nord Korea nel ’98.
Fonte e veicolo d’informazione
“Amnesty International” si occupa di diritti umani.
Il suo ufficio stampa italiano manda almeno 200 comunicati ogni
anno. Si affida a 13 mila operatori dell’informazione in tutto
il mondo e ha almeno sessanta referenti personali con altrettante
redazioni di giornali italiani. Per Amnesty l’informazione
è uno dei cardini su cui si fonda tutta l’organizzazione.
“Il nostro rapporto con i giornalisti – spiega Riccardo
Nuri capo ufficio stampa di Amnesty - è a due direzioni.
Da un lato siamo per i giornalisti una fonte che fa dell’attendibilità
un punto d’onore - in tanti anni non siamo mai stati smentiti
- dall’altro abbiamo diversi giornalisti fotografi e inviati
di guerra che al ritorno in patria ci informano di quanto avviene
e ci usano come veicolo di informazione per lasciare liberamente
la loro testimonianza.” La maggior parte dei dati e dei comunicati
di Amnesty è reperibile sul sito internet che da fine giugno
cambierà la veste grafica e amplierà la sua “press
room”.
Un piccolo ufficio stampa
A “Save the Children” due sole persone si occupano di
informazione. Le fonti di riferimento sono il segretariato internazionale
e le notizie che provengono dai progetti in Italia. “La nostra
funzione - dice Filippo Ungaro, capo ufficio stampa dell’organizzazione
- è scegliere ciò che va divulgato attraverso strategie
di comunicazione e la pressione sui media.” Le notizie e i
dati raccolti provengono direttamente dai loro ricercatori e spesso
l’organizzazione è presa come fonte dai media tradizionali.
Gli altri articoli
Gli
uffici stampa e la legge 150/2000
Guida alla rete
Human
rights watch
Federazione nazionale stampa italiana
(15 aprile 2005)
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