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Operatori umanitari sulla notizia prima dei reporter
Quando informare diventa una missione

Gli uffici stampa delle organizzazioni umanitarie sono un esempio di giornalismo a metà tra l'inchiesta e la divulgazione delle iniziative promosse dallle ssociazioni. Spesso diventano la prima fonte cui fare riferimento per avere informazioni in situazioni di guerra o durante altre criticità. Così lavorano MSF, Amnesty, Save the Children e Human rigths watch.

 


“L’idea che chi lavora negli uffici stampa non sia un giornalista a tutti gli effetti appartiene al passato - ha detto Renzo Santelli responsabile di settore della Federazione Nazionale Stampa Italiana - esistono vari tipi di giornalismo che usano diverse tecniche ma che devono seguire regole deontologiche identiche”.

Le Ong
E’ il caso degli uffici stampa all’interno delle organizzazioni non governative. A metà tra giornalismo d’inchiesta e divulgazione dei progetti promossi, spesso arrivano sulla notizia prima di qualsiasi altro reporter. Si avvalgono di una rete di volontari sparsi in tutto il mondo. Stabiliscono contatti stretti con il territorio e sono una fonte attendibile per i giornalisti.
Sono molte le organizzazioni che hanno come obiettivo l’informazione e la divulgazione di quanto avviene nei paesi in cui portano soccorso. Tra queste Medicins sans frontières, Amnesty International e Save the children.

Curare e comunicare

“Medici senza frontiere” nasce con un duplice fine: portare assistenza alle popolazioni in pericolo e raccontare al mondo occidentale ciò che succede. “Durante lo Tsunami – dice Chiara Bannella giornalista dell’ufficio stampa di Msf – un nostro press officer a Banda Ace ha fatto da agenzia ai giornalisti che chiedevano informazioni nelle prime ore dopo il disastro”. Msf non dà giudizi sulla condizione politica ed economica del paese e può solo informare sui progetti seguiti dall’organizzazione e sulla situazione dei malati che cura in giro per il mondo. “Il nostro primo compito – continua Chiara – è portare soccorso a volte a discapito dell’informazione.”

Al contrario in passato Msf ha deciso di denunciare violazioni dei diritti umani. E’ successo in zone in cui è stato difficile portare il giusto soccorso alla popolazione. Impossibilitati a operare liberamente, l’organizzazione scelse di farsi cacciare dal paese e testimoniare liberamente la situazione. E’ il caso della Cambogia e della Bosnia nel 1980, del Rwanda nel ’94 e del Nord Korea nel ’98.

Fonte e veicolo d’informazione

“Amnesty International” si occupa di diritti umani. Il suo ufficio stampa italiano manda almeno 200 comunicati ogni anno. Si affida a 13 mila operatori dell’informazione in tutto il mondo e ha almeno sessanta referenti personali con altrettante redazioni di giornali italiani. Per Amnesty l’informazione è uno dei cardini su cui si fonda tutta l’organizzazione. “Il nostro rapporto con i giornalisti – spiega Riccardo Nuri capo ufficio stampa di Amnesty - è a due direzioni. Da un lato siamo per i giornalisti una fonte che fa dell’attendibilità un punto d’onore - in tanti anni non siamo mai stati smentiti - dall’altro abbiamo diversi giornalisti fotografi e inviati di guerra che al ritorno in patria ci informano di quanto avviene e ci usano come veicolo di informazione per lasciare liberamente la loro testimonianza.” La maggior parte dei dati e dei comunicati di Amnesty è reperibile sul sito internet che da fine giugno cambierà la veste grafica e amplierà la sua “press room”.

Un piccolo ufficio stampa

A “Save the Children” due sole persone si occupano di informazione. Le fonti di riferimento sono il segretariato internazionale e le notizie che provengono dai progetti in Italia. “La nostra funzione - dice Filippo Ungaro, capo ufficio stampa dell’organizzazione - è scegliere ciò che va divulgato attraverso strategie di comunicazione e la pressione sui media.” Le notizie e i dati raccolti provengono direttamente dai loro ricercatori e spesso l’organizzazione è presa come fonte dai media tradizionali.



Gli uffici stampa e la legge 150/2000

 

Human rights watch

Federazione nazionale stampa italiana