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La strategia del Giornale di Sardegna
Una diffusione a due canali

Esce in Sardegna il nuovo quotidiano dell'editore Nicola Grauso


Il nuovo Giornale di Sardegna fa discutere: la scommessa sulla diffusione gratuita fa scattare le proteste degli edicolanti e preoccupa i sindacati dei giornalisti

 

 

Si trova gratis nei bar e nelle strade ma non è Free Press. È Il Giornale di Sardegna, un nuovo quotidiano che l’editore sardo Nicola Grauso ha lanciato lo scorso ottobre, dopo alcuni anni di oblio e di tormentate vicende giudiziarie. Il direttore Antonio Cipriani, 46 anni, ex redattore dell’Unità, spiega così la diversità del nuovo giornale: “ Siamo un quotidiano differente dai due quotidiani storici della Sardegna ( Nuova Sardegna e Unione Sarda). Infatti noi cerchiamo di rivolgerci anche a persone che normalmente non comprerebbero i giornali. Per fare questo abbiamo costruito una redazione giovane, con poca gerarchia e sovrastruttura inutile”.

Prima il successo, poi le proteste dei giornalai
Dopo sette mesi di attività il Giornale di Sardegna sembrerebbe aver vinto la sua sfida, con una diffusione media di 60.000 copie e con il concorrente principale, L’Unione Sarda, che lamenta a Febbraio 2005 un meno 3,9% di vendite rispetto all’anno precedente. Ma qualcosa influisce su questi numeri. I fatti: il primo di ottobre del 2004, giorno della nascita del quotidiano, bar, panifici e ogni genere di esercizi commerciali del cagliaritano sono invasi da copie gratuite de il Giornale di Sardegna. Che però si può trovare anche nelle edicole, tra l’altro a soli 0,50 centesimi. Tutto fa pensare a una geniale trovata promozionale di Grauso per lanciare il nuovo giornale nei primissimi giorni, ma la situazione non cambia col passare delle settimane e dei mesi. Finchè qualcuno si lamenta. I primi a farlo sono gli edicolanti della Sinagi e della Cisl, che lamentano grosse perdite a causa della distribuzione gratuita. In un comunicato del 25 novembre del 2004, i giornalai proclamano lo sciopero contro “ Il Giornale che regalano ovunque”, ovvero stop alla vendita del Giornale di Sardegna nelle edicole sino alla fine della distribuzione gratuita.

La replica del direttore: il doppio canale è la nostra forza
Ancora oggi, a metà maggio 2005, il Giornale di Sardegna si può trovare gratuitamente nei negozi del cagliaritano e la maggior parte delle edicole del capoluogo sardo continuano lo sciopero. Spiega Giorgio Durzu, segretario regionale della Sinagi: “ La situazione rimane la stessa del comunicato di novembre. Il Giornale di Sardegna non viene venduto nelle edicole di Cagliari . Questa scelta di Grauso della distribuzione gratuita ci fa rimettere un sacco di soldi, ci danneggia tantissimo”.
Replica il direttore Cipriani: “ Per primi in Italia abbiamo creato un doppio canale di diffusione del quotidiano: diffusione gratuita nelle aree commerciali di Cagliari e dintorni, e diffusione tradizionale nelle edicole e nel resto della Sardegna. Sappiamo che questo non è apprezzato dai nostri concorrenti e in parte degli edicolanti, ma d’altra parte quella della diffusione gratuita è una tendenza che anche grandi giornali nazionali come il Corriere della Sera e Repubblica si trovano a seguire. Nel nostro caso, oltre alla necessità di far conoscere il prodotto, questo operazione è funzionale al discorso sulla diffusione e per la pubblicità”.

Il sindacato: un limite alle offerte promozionionali
Il presidente dell’Assostampa sarda, Francesco Birocchi, non nasconde la sua preoccupazione: “ Sappiamo che gli edicolanti cagliaritani sono molto arrabbiati per la distribuzione gratuita, e fondamentalmente siamo solidali con loro. Riteniamo infatti che un giornale debba essere pagato per non togliere valore al lavoro giornalistico. Va bene fare promozioni, ma queste devono essere fatte di comune accordo e, soprattutto, per periodi determinati. Intervenire? Niente vieta di regalare qualcosa a qualcuno, perciò anche i giornali possono essere regalati. Ciò non toglie che siamo preoccupati, anche perché si tratta di una redazione non piccola, dove lavorano oltre quaranta giornalisti”.
Né Free Press né distribuzione tradizionale, insomma: che ancora una volta Grauso abbia anticipato i tempi?

 

 

Guida alla rete

Il giornale di Sardegna

L'Unione Sarda

La Nuova Sardegna

Assostampa Sardegna

Documento Sinagi

 

 

(13 maggio 2005)