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Telesur: l'America latina
sbarca sul satellite

Il 24 maggio in Venezuela incominciano le prove di trasmissione della tv satellitare finanziata dal governo di Hugo Chavez. Tra gli azionisti ci sono anche i governi di Cuba, Argentina e Uruguay. Per i fondatori il network spezzerà definitivamente l'egemonia informativa della CNN. Ma qualcuno già si chiede: sarà "Telesur o Telechavez?"

di Laura Venuti [e-mail]

Non ha ancora iniziato le trasmissioni, ma l’hanno già soprannominata “l’Al Jazeera dell’America Latina”. Ufficialmente si chiama Televisòra del Sur e il suo motto è Nuestro norte es el sur (Il nostro nord è il sud).
Le trasmissioni di prova della tv satellitare finanziata e appoggiata dai governi di Venezuela, Uruguay, Argentina, Cuba e Brasile, secondo il ministro dell’Informazione venezuelano Andrés Izarra, inizieranno il prossimo 24 Maggio. Una tv per gli oltre 350 milioni di persone che vivono in sudamerica.

Telesur nasce da un’idea di Fidel Castro. Il lìder maximo, parlando lo scorso anno a un congresso di giornalisti a L’Avana, aveva lanciato l’idea di creare “una Cnn sudamericana”. A dicembre, durante la visita del Presidente venezuelano Chávez a Cuba, l’idea comincia a prendere forma. Un mese dopo il Consiglio dei Ministri del Venezuela approva la creazione della Televisora del Sur.
Il Governo di Chávez investe nell’operazione 2 milioni e mezzo di dollari. Il presidente venezuelano riesce a convincere anche altri colleghi sudamericani a partecipare al progetto: il governo uruguaiano diventa socio al 10%, quello argentino al 20 %. Anche Cuba entrerà nella nuova tv comprando il 19% delle azioni, lo ha annunciato alla fine di aprile Izarra.
Il Brasile invece, che ha da poco iniziato le trasmissioni della sua rete satellitare, Tv Brasil, non parteciperà finanziariamente, ma si è dichiarato disponibile a uno scambio di programmi e contenuti tra i due network.

Notizie, programmi di opinione, interviste. Insomma tanta informazione, almeno il 30% del totale dei programmi, promette la direzione, in spagnolo e in portoghese. “Noi sudamericani oggi sappiamo più sulla Cecenia che non su noi stessi” ha dichiarato al Washington Post Aram Aharonian, direttore della nuova emittente, “vogliamo presentare al pubblico ispanico una lettura dei fatti sudamericana e non più euroamericana”.
Per questo la redazione sarà composta prevalentemente da giornalisti sudamericani. Al progetto al momento lavorano venti persone, ma in breve tempo si dovrebbe arrivare a 60. La direzione è formata dal ministro dell’Informazione del Venezuela, e da vari giornalisti:Aram Aharonian, Ana de Escalom, Beto Almeida, Jorge Enrique Botero e Ovidio Cabreras. La sede centrale sarà a Caracas, ma sono previsti uffici di corrispondenza a Buenos Aires, Los Angeles, Bogotà, Rio de Janeiro, Lima e L’Avana. Anche lo stile dei conduttori sarà decisamente diverso da quello dei network tradizionali. Niente giacche né tailleur: una delle anchor woman, Ata Kiwa, indigena colombiana, si presenterà al pubblico vestita in costume tradizionale.


Telesur avrà anche una struttura di produzione, la Flaco ( Factoría Latinoamericana de Contenidos). “L’anno scorso in America latina – dice Aharonian - sono stati realizzati 650 documentari, ma di questi ne sono usciti solo 21”. La Flaco all’inizio si occuperà quindi di raccogliere il materiale di qualità già prodotto in America latina. In un secondo momento realizzerà vere e proprie produzioni. Per questa operazione ci sarebbero già una decina di sponsor: dal Mercosur (Mercato Comune del Sud ) alle linee aeree, passando per le istituzione di promozione turistica.“Ma niente pubblicità consumista”, assicura Aharonian.

Al - Jazeera sbarca in sudamerica? Secondo un memorandum del 28 aprile pubblicato dal Coha -un’organizzazione no profit statunitense che si occupa di monitorare le relazioni politiche economiche e diplomatiche nell’emisfero occidentale – Telesur avrebbe recentemente firmato un accordo di cooperazione con Al- Jazeera (leggi il memorandum). In base a questo accordo Al Jazeera potenzierebbe la sua copertura degli avvenimenti in America Latina e aprirebbe un ufficio centrale a Caracas. Un articolo apparso su BBC Mundo (leggi l'articolo) invece farebbe pensare che l’intenzione di stabilire relazioni tra i due canali ci sia, ma non si sia ancora arrivati ad un accordo. Valentina Álvarez , che ha seguito per il network britannico l’incontro tra i paesi sudamericani e quelli arabi, scrive infatti che durante il vertice Chávez ha ipotizzato una possibile alleanza tra Telesur e la catena araba Al – Jazeera. Attenzione però ad accomunare troppo Telesur e Al – Jazeera: si rischia di far arrabbiare i venezuelani. Rowan Scarborough del Washington Times ha scritto a febbraio che “Chávez ha parlato di creare un network informativo sullo stile di Al – Jazeera che dovrebbe raggiungere tutta l’America latina. Alcuni ufficiali del Pentagono considerano il canale di lingua araba del Qatar un braccio armato di propaganda di Al Qaeda” (leggi l'articolo). L’articolo di Scarborough è stato fortemente criticato in un rapporto del Ministero dell’informazione venezuelano intitolato “Dati falsi e accuse senza fondamento contro il Venezuela”.

 

[leggi l'intervista a Omero Ciai, inviato di Repubblica]

 


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