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"La mafia? Noi ci facciamo una bella risata"

Il giornale "Pizzino": un nuovo modo (e un nuovo formato) di fare satira in Sicilia

Un giornale che dalle risate si piega in due, anzi in quattro: è pubblicato in Sicilia e si chiama Pizzino. Un cartoncino a colori, riempito fronte e retro da immagini, testi e slogan irriverenti. Più ingombrante degli omonimi foglietti che il boss Provenzano usava per comunicare con i suoi “picciotti” (aperto è largo 66 centimetri e alto 44); più economico dei contributi versati dai commercianti ai loro estorsori (costa un euro). Da quando è nato, il 23 maggio scorso (la data non è casuale, è l’anniversario della morte del giudice Giovanni Falcone), il giornale è uscito con 5 numeri.

 

Dal pizzo (“una cosa nostrana che diventa piacere intimo”) all’abusivismo (“il primo mattone non si scorda mai”), dalla riforma scolastica (“non si finisce mai di ignorare”) al mondo del calcio (che da Football diventa Ball e futt): i pizzinari ne hanno per tutti. Mescolano l’italiano al siciliano, le parolacce al linguaggio aulico. Usano le frasi e i luoghi comuni della Sicilia che convive con la mafia, come quando inventano il Pizzo Day e invitano i lettori ad autotassarsi: “così un giorno potrai raccontare ai tuoi nipoti: anch’io pagavo!”.

Come molti prodotti di successo, anche l’idea di Pizzino è nata da un fallimento: “Io e Francesco Di Pasquale ci siamo conosciuti seguendo un master in editoria organizzato dall’università di Palermo – racconta il direttore Gianpiero Caldarella, 31 anni – Devo dire che la qualità lasciava un po’ a desiderare…Forse anche questo è stato una spinta a dire: Basta! Usciamo da queste secche”. A Gianpiero piace parlare per metafore, anche se, di solito, quelle di Pizzino non sono altrettanto poetiche (come il titolo del numero dedicato a Messina, “A ponte sullo stretto”). Dalle secche, alla fine, i due sono usciti. E con l’aiuto del grafico Leonardo Vaccaro hanno messo su un vero prodotto editoriale. La redazione si sposta: un po’ a casa di uno, un po’ dall’altro. Quando il giornale è pronto, lo portano in tipografia. Pizzino non ha pubblicità ma tra le vendite (2 mila copie di tiratura) e gli abbonati, i tre riescono a recuperare le spese.

 

[ascolta Gianpiero Caldarella: "Chi ci legge. E chi no"]

 

Per il prossimo numero, che uscirà a metà dicembre, i “compari” del Pizzino hanno già deciso il tema della copertina: Regalie di Natale. Raddolciti dalle feste? Macché: “Natale non è solo il momento in cui tutti si sentono più buoni – spiega Gianpiero – è anche il momento in cui si danno e si restituiscono favori. Un esempio? La modifica della legge Rognoni-La Torre. Questo sarebbe un bel regalo fatto alla Mafia: restituire le terre confiscate ai ‘legittimi’ proprietari di Cosa Nostra. Tutto questo…mi fa un po’ ridere”.
Ridere della mafia. Non è pericoloso? “Ce lo dicono, sì – risponde Gianpiero – ma qui anche vivere, se non si cede a certi compromessi, può essere pericoloso. Almeno il riso, anche se amaro, fa bene alla salute”.

 

[ascolta Gianpiero Caldarella: "L'umorismo di Pirandello"]

 

 

GUIDA ALLA RETE

Il sito di Pizzino