Dal pizzo (“una cosa nostrana che diventa piacere
intimo”) all’abusivismo (“il primo mattone non
si scorda mai”), dalla riforma scolastica (“non si finisce
mai di ignorare”) al mondo del calcio (che da Football diventa
Ball e futt): i pizzinari ne hanno per tutti. Mescolano l’italiano
al siciliano, le parolacce al linguaggio aulico. Usano le frasi
e i luoghi comuni della Sicilia che convive con la mafia, come quando
inventano il Pizzo Day e invitano i lettori ad autotassarsi: “così
un giorno potrai raccontare ai tuoi nipoti: anch’io pagavo!”.

Come molti prodotti di successo, anche l’idea di Pizzino
è nata da un fallimento: “Io e Francesco Di Pasquale
ci siamo conosciuti seguendo un master in editoria organizzato dall’università
di Palermo – racconta il direttore Gianpiero Caldarella, 31
anni – Devo dire che la qualità lasciava un po’
a desiderare…Forse anche questo è stato una spinta
a dire: Basta! Usciamo da queste secche”. A Gianpiero piace
parlare per metafore, anche se, di solito, quelle di Pizzino
non sono altrettanto poetiche (come il titolo del numero dedicato
a Messina, “A ponte sullo stretto”). Dalle secche, alla
fine, i due sono usciti. E con l’aiuto del grafico Leonardo
Vaccaro hanno messo su un vero prodotto editoriale. La redazione
si sposta: un po’ a casa di uno, un po’ dall’altro.
Quando il giornale è pronto, lo portano in tipografia. Pizzino
non ha pubblicità ma tra le vendite (2 mila copie di tiratura)
e gli abbonati, i tre riescono a recuperare le spese.
[ascolta
Gianpiero Caldarella: "Chi ci legge. E chi no"]
Per il prossimo numero, che uscirà a metà
dicembre, i “compari” del Pizzino hanno già
deciso il tema della copertina: Regalie di Natale. Raddolciti dalle
feste? Macché: “Natale non è solo il momento
in cui tutti si sentono più buoni – spiega Gianpiero
– è anche il momento in cui si danno e si restituiscono
favori. Un esempio? La modifica della legge Rognoni-La Torre. Questo
sarebbe un bel regalo fatto alla Mafia: restituire le terre confiscate
ai ‘legittimi’ proprietari di Cosa Nostra. Tutto questo…mi
fa un po’ ridere”.
Ridere della mafia. Non è pericoloso? “Ce lo dicono,
sì – risponde Gianpiero – ma qui anche vivere,
se non si cede a certi compromessi, può essere pericoloso.
Almeno il riso, anche se amaro, fa bene alla salute”.
[ascolta
Gianpiero Caldarella: "L'umorismo di Pirandello"]
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sito di Pizzino
(24 novembre 2005)
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