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Per i fotogiornalisti "chi legge ha diritto a informazioni complete"

Le fotografie possono parlare da sole?

Il nuovo libro Ansa fa discutere sull'importanza di pubblicare le didascalie

Seicento fotografie dei principali avvenimenti del 2005, presentate senza didascalie. Sono le immagini del nuovo libro dell'Ansa, riservato ai clienti dell'agenzia. Molti fotogiornalisti italiani
non condividono la scelta di farle "parlare da sole" e ricordano
la stampa anglosassone,
ricca di didascalie esaustive
di Monica Nardini [e-mail]

Seicento fotografie testimoni dei principali avvenimenti internazionali del 2005. Suggestive, emozionanti, frutto della sensibilità, del coraggio, della tempestività e del magico tocco d'indice di centinaia di fotogiornalisti sparsi per il mondo. Unico dettaglio: sono prive di didascalie. Sono le immagini raccolte nel nuovo libro fotografico dell' Ansa, Photo Ansa 2005, presentato al pubblico poche settimane fa e riservato ai clienti della più grande agenzia di informazione italiana, quinta nel mondo.

La nuova pubblicazione ha suscitato nell’ambiente dei fotogiornalisti nuove riflessioni sulla necessità di utilizzare, e non eliminare, didascalie con informazioni precise su data, luogo, evento, nome del testimone e dell’agenzia: tutti quei dettagli che, in sostanza, rafforzano la funzione documentaria dell’immagine. Così avviene da sempre nel mondo anglosassone, mentre in Italia le didascalie e, più in generale, l’intero settore fotogiornalistico sono spesso trascurati nelle redazioni.

La denuncia arriva forte e chiara dai rappresentanti dell’associazione milanese "Fotografia&Informazione" , nata una decina di anni fa per tutelare la professionalità dei fotoreporter italiani e diffondere la cultura in materia. Il presidente Marco Vacca e il vicepresidente Marco Capovilla hanno pubblicato, sul sito dell’associazione, le rispettive lettere inviate al giornalista Giovanni Valentini che, sul numero di Repubblica del 17 dicembre, nella sua rubrica “Il Sabato del Villaggio”, ha scritto: ”la caratteristica più originale del libro è che le foto non hanno didascalie. Parlano da sole, senza spiegazioni o commenti. E’ una scelta coraggiosa che fa leva evidentemente sulla forza e sulla qualità delle immagini”.

“E’ il solito vecchio adagio – spiega Capovilla - secondo cui le immagini parlano da sole. Almeno da cinquant’anni in tutto il giornalismo occidentale, escluso quello italiano, si è andata consolidando l’idea che le fotografie non parlano da sole: hanno bisogno di essere contestualizzate, altrimenti possono dire anche il contrario di quello che dovrebbero”. “Quando qualcuno scrive una cosa per difendere le fotografie – replica al Ducato Online il giornalista di Repubblica - e riceve le critiche dei fotografi o si è spiegato male oppure loro non hanno capito. Ho ricevuto delle offese – conclude Valentini – ma non voglio polemiche inutili, non ne voglio più parlare”. “Si è sentito attaccato forse giustamente - spiega a sua volta il presidente dell’associazione fotogiornalistica Vacca - perchè il nostro risentimento nei confronti di queste cose è forte. Ha però risposto alle nostre lettere con un messaggio copia e incolla, il che significa che al giornalismo italiano non interessa discutere su questi temi”.

Polemiche e fraintendimenti a parte, al Ducato Online, invece, discuterne interessa eccome. Cerchiamo di fare un po’ di luce sulla situazione del fotogiornalismo italiano con i diretti interessati: il direttore dell’Ansa Pierluigi Magnaschi e i rappresentanti dell’associazione Fotografia&Informazione, Marco Vacca e Marco Capovilla.

 

Magnaschi: "Il fotogiornalismo sta emergendo"
(16/01/2006)

I fotogiornalisti: "In Italia perdiamo tempo"
(16/01/2006)

 

Ansa

"Photo Ansa 2005"

Associazione "Fotografia&Informazione"