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“Il tuo comunicato ai giornalisti che vuoi”. Lo scorso
13 gennaio è nato in Italia un servizio destinato a rivoluzionare,
nel bene e nel male, il mondo degli uffici stampa. Si chiama Pressexpress
ed è l’ultimo prodotto di casa Diesis, una delle prime
società di comunicazione del nostro paese. Ma a cosa serve
Pressexpress? La risposta è scritta nel suo nome: serve a
far arrivare, alla velocità di un click, una notizia “al
posto giusto”. In altre parole Pressexpress mette a disposizione
degli “addetti stampa fai da te”, un enorme mailing
list, con tutti i contatti dei giornalisti e delle testate che il
gruppo Diesis ha messo da parte in quasi vent’anni di attività
nel settore dei media. E per enorme mailing list si intende una
rubrica in grado di raggiungere oltre 5mila testate e un numero
ben più alto di giornalisti.
Colpito e affondato. Ma, per chi ha una notizia
da proporre ai media, orientarsi in questa giungla di possibili
bersagli non è complicato come si potrebbe pensare. Tutti
i contatti di Pressexpress, infatti, sono divisi in 151 categorie.
Si va dai 489 giornalisti che si occupano di auto a nove reporter
della cronaca valdostana. Dai 49 giornali che scrivono di calcio
all’unico specializzato in utensili e vernici. Le categorie
più vaste, poi, come l’economia, lo sport o la cultura,
solo per citare alcuni esempi, possono essere suddivise anche per
regione e per tipo di media. Solo così il comunicato stampa
può colpire con precisione chirurgica le testate giornalistiche
che potrebbero avere interesse nel diffonderlo.
Quanto vale un giornalista? Appena 1 euro. Tutto
questo ben di Dio, ovviamente, ha un prezzo. 190 euro è il
costo base, ma, a questa cifra bisogna aggiungere 1 euro per ogni
giornalista o testata a cui il comunicato stampa verrà trasmesso.
Per esempio se si organizza una mostra di aerei da guerra si potrà
scegliere se informare di questo evento le 10 testate specializzate
raggiungibili da Pressexpress ( per un costo di 200 euro più
Iva) o i 59 giornalisti che operano nel settore dell’aviazione
e che sono nella mailing list del servizio ( spendendo in questo
caso 249 euro più Iva). “Molto meno che mettere su
un ufficio stampa per l’occasione – spiega Nicola Sodano,
ideatore e responsabile di Pressexpress – d’altronde
il nostro servizio nasce proprio per dare la possibilità
di accedere al mondo dell’informazione a persone che vogliono
promuovere qualcosa di importante per loro ma non hanno i contatti
giusti e soprattutto la possibilità economica di avere un
ufficio stampa continuativo”.
Comunicati amatoriali, optional professionali.
Qualcuno, però, potrebbe storcere il naso. Un conto è
un comunicato fai da te, un altro quello scritto da un professionista
della comunicazione. “ Innanzitutto voglio sottolineare –
dice Sodano – che nel nostro sito abbiamo voluto inserire
una sezione, chiamata Come comunicare, in cui è contenuto
un piccolo glossario con le regole che è indispensabile seguire
per realizzare un buon messaggio per i media”. Certo, se uno
proprio non dovesse fidarsi delle proprie capacità comunicative,
Pressexpress offre anche un servizio di revisione del comunicato
stampa al prezzo di 90. Questo non è l’unico “optional”
che si può scegliere: per chi vuole assicurarsi che il proprio
messaggio abbia fatto centro esiste il recall, gli operatori di
Pressexpress telefonano ai destinatari dei comunicati stampa per
assicurarsi che abbiano ricevuto e recepito il comunicato stampa.
Questo servizio però fa lievitare notevolmente il costo finale
perché costa 5 euro per ogni contato verificato. Se invece
si vogliono verificare i frutti della collaborazione con Pressexpress,
pagando altri 150 euro è possibile commissionare una rassegna
stampa: si potrà così scoprire se e come i media hanno
trattato la notizia diffusa attraverso i canali di Pressexpress.
Ma questo non è giornalismo. “Di
questi servizi aggiuntivi se ne occupano i nostri collaboratori
specializzati – spiega Sodano – perché hanno
gli agganci giusti e le competenze necessarie per correggere comunicati
spesso molto tecnici.”. Ma, salvo esigenze molto particolari,
per il servizio standard, Pressexpress ha in organico quattro “esperti
di comunicazione”. E’ importante sottolineare, però,
che non si tratta di giornalisti iscritti all’albo, perché
Pressexpress ufficialmente si occupa solo dell’invio dei comunicati
stampa. In pratica, l’unico responsabile di ciò che
viene trasmesso ai media e, spesso pubblicato così com’è,
è l’autore della “notizia fai da te”. “Anche
se – specifica Sodano – un certo filtro noi lo applichiamo.
Non è ancora successo ma se ci venisse sottoposto un comunicato
immorale o non conforme per qualsiasi motivo alla legge noi non
lo diffonderemmo”.
La notizia? Era il nostro pane quotidiano. Formalmente,
Pressexpress, non essendo un servizio giornalistico, non va contro
nessuno dei principi etici e deontologici che regolano la professione.
Non ci risulta che enti e sindacati del settore o singoli giornalisti
professionisti abbiano mai espresso pubblicamente perplessità
su questo nuovo modo di trasmettere comunicati bypassando gli uffici
stampa. Ma la rivoluzione di Pressexpress impone una riflessione.
E’ vero, è nato un servizio pratico, veloce e flessibile
e che per le sue caratteristiche risponde alle esigenze degli utenti,
dei nuovi “creatori di informazione”. E i consumatori?
Cosa comporta questo scivolamento dal professionale all’amatoriale.
Chi ci perde se il confine tra ciò che è notizia e
ciò che è pubblicità, diventa sempre più
labile?
Comunque la si possa pensare sia chiara a tutti una cosa: Pressexpress
non è la causa dei mali di cui soffre il giornalismo ma uno
dei tanti specchi dai quali si possono intravedere i disagi di una
professione in crisi d’identità. Ma non ci avevano
insegnato che la notizia doveva essere il nostro pane quotidiano?
Il dibattito è aperto.
GUIDA ALLA RETE
www.pressexpress.it
www.gusnazionale.it
(25
gennaio 2006)
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