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Le tre emittenti regionali: "Occorrono grossi investimenti non ancora compensati dalla pubblicità

Digitale terrestre, avanti adagio quasi indietro

Nelle Marche si preferisce aspettare che ci sia un decoder in ogni casa



Digitale terrestre targato Marche: un grande bluff.

A poco più di due anni dalla scadenza fissata dal governo italiano per il cosiddetto “switch-off” – ovvero, il momento in cui la televisione analogica terrestre smetterà di trasmettere per lasciare il passo alla tecnica digitale - le emittenti locali marchigiane si ritrovano ancora al palo. Pochissimi i nuovi canali aperti, mentre la conversione delle frequenze esistenti è praticamente bloccata.

 

I direttori delle tre principali emittenti regionali - Tvrs, Tv Centro Marche e E’-Tv Marche – non si fidano della legge Gasparri, quella sulla riforma del sistema televisivo approvata nel maggio del 2004, che segna di fatto il passaggio dall’éra analogica a quella digitale terrestre. Fino a quando la nuova tecnologia di ricezione non avrà preso piede tra gli utenti, nessuno rischierà il salto spegnendo le proprie frequenze in chiaro. In parole povere: finché tutti i marchigiani non avranno il decoder, nessuna emittente rischierà una trasformazione globale delle proprie frequenze. Senza la certezza che il nuovo segnale sia ricevuto, diventa difficile riuscire a catturare gli inserzionisti pubblicitari.
Finora, quindi, le emittenti regionali si sono limitate alla sperimentazione minima: la legge del 2004 prevede infatti che le emittenti locali debbano rinunciare a trasmettere in analogico in alcune aree per passare alla sperimentazione digitale terrestre, pena la restituzione delle frequenze allo Stato. Ovvero: obbligo per le emittenti di sperimentare almeno un canale digitale nel periodo di transizione. Se da un lato Rai e Mediaset si sono subito attrezzate per avviare simultaneamente alle trasmissioni analogiche quelle digitali, dall’altro le piccole emittenti regionali hanno dovuto fare i conti con i costi dei nuovi investimenti, e hanno così avviato la sperimentazione solo nelle zone dove le frequenze analogiche erano in esubero. “Noi – spiega il direttore responsabile di Tvrs, Gabriele Betti – non siamo Mediaset né tantomeno Rai. Come avremmo potuto acquistare nuove frequenze da dedicare esclusivamente al digitale? Impossibile”.


TVRS. L’emittente di Recanati (MC) nasce nel 1979 dall'iniziativa di editori puri e non legati ad altre attività economiche. Attualmente la televisione diffonde 24 ore di programmazione giornaliera in gran parte auto-prodotte, dedicando ampio spazio alle realtà produttive, culturali e sportive dell’intera Regione. 22 i dipendenti dell’azienda, una redazione giornalistica che conta 5 professionisti assunti a tempo indeterminato, più collaboratori esterni. Anche se non è rilevata dall’Auditel, l’emittente per investimenti e ricavi è sicuramente tra le prime nelle Marche. Le trasmissioni in digitale di Tvrs sono per ora limitate alle zone di Fano (PU) e San Benedetto del Tronto (AP), ovvero “zone in cui avevamo a disposizione due frequenze in più – dice Gabriele Betti – perché non abbiamo intenzione di mettere a repentaglio gli introiti economici che ci garantisce adesso l’analogico. Prossima tappa sarà l’accensione di un canale su Pesaro”. Fino ad oggi Tvrs ha speso per il digitale 200mila euro, ai quali ne vanno sommati altri 100mila che saranno spesi entro la fine dell’anno. “300mila euro di investimento – prosegue Betti – per una tecnologia che non ci dà ancora garanzie per il futuro”. “Anzi – prosegue il direttore responsabile di Tvrs – visto il flop nella vendita dei decoder, sono sicuro che in Italia prima del 2010 l’analogico non potrà essere spento”.


TV CENTRO MARCHE. La tv del gruppo Merloni-Pieralisi ha sede a Jesi (AN) ed è la prima e storica emittente privata marchigiana. Fondata nei primi anni settanta, Tv Centro Marche detiene ormai da vent’anni la leadership negli ascolti con una media di oltre 200mila ascoltatori al giorno. Un risultato che si somma ai 110mila contatti giornalieri del Tg regionale al quale lavora una squadra di cinque giornalisti professionisti assunti a tempo indeterminato, più una serie di collaboratori. Nel 2005, a marzo, l’accensione del primo canale digitale nella zona di Fabriano-Cerreto-Matelica, con un investimento di 45mila euro. “Si tratta – spiega lo storico direttore dell’emittente, Osvaldo Boni – di un bouquet di tre programmi tra i quali una piccola all news marchigiana, un progetto che più avanti potremo sviluppare ulteriormente insieme a un nuovo canale dedicato all’offerta di servizi ai cittadini da parte dei comuni”. “Non dimentichiamo – continua Boni – che una delle grandi innovazioni del digitale sarà rappresentata proprio dall’interattività”. In cantiere per Tv Centro Marche la trasformazione di altre frequenze doppie nella zona di Pesaro (costo 50mila euro) e San Benedetto. Sullo stato di diffusione della nuova tecnologia di trasmissione e ricezione, Boni si dice “perplesso”. “Mi sarei aspettato una impennata già a settembre, invece per ora vedo che il digitale terrestre sta deludendo le aspettative. I decoder acquistati sono ancora pochi rispetto ai rischi che ci chiedono di correre spegnendo l’analogico. E poi i costi che già sosteniamo sono elevati: consideri che le Marche rappresentano un bacino orografico sfortunato. Per coprire poco più di un milione di residenti, Tv Centro Marche ha bisogno di 51 ripetitori sparsi per la regione. In Lombardia si può arrivare a diffondere il segnale per i 5 milioni di abitanti anche con un solo ripetitore ben posizionato”.


E’TV MARCHE. E’ l’ultima emittente arrivata sul mercato regionale. Nel 2003 il gruppo romagnolo Spallanzani di Reggio Emilia, dopo aver fondato l’emittente E’-Tv nei capoluoghi di Parma, Bologna, Rimini, Modena e Reggio Emilia, ha acquistato l’85% di un’altra storica emittente marchigiana - ITV - fondata da Francesco Ieno. La sede principale di E’-Tv Marche si trova ad Ancona, dove lavora una piccola redazione giornalistica che si dedica alla realizzazione di un telegiornale per il capoluogo marchigiano. Dal 2005 E’-Tv Marche ha acquistato anche le frequenze di TeleMacerata: proprio negli studi della vecchia emittente provinciale, adesso opera un service locale che fornisce all’emittente un telegiornale dedicato al maceratese. Il progetto di E’-Tv Marche è quello di espandersi ulteriormente nel fermano e nell’ascolano: questo non ha impedito alla più giovane emittente regionale di avviare già le proprie trasmissioni in digitale terrestre in tutta la zona nord delle Marche. Le trasmissioni in digitale partono alle 2 di notte e proseguono fino alle 6: durante queste quattro ore le frequenze analogiche che irradiano il segnale da Ancona fino a Pesaro vengono spente.


Il quadro marchigiano, dunque, risulta in linea con quello delle altre regioni: la nuova tecnologia è guardata con sospetto. La paura è quella di perdere visibilità sul territorio e, di conseguenza, gli introiti pubblicitari. Avanti piano, insomma. Fino a quando le famiglie marchigiane non avranno conosciuto bene il nuovo protagonista della televisione, il decoder, di abbandonare il caro e vecchio segnale analogico non se ne parla proprio.

 

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