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Radio for peace: quando il giornalismo diventa strumento di cooperazione decentrata

Da Bologna una radio parla al popolo Saharawi

Un'ora alla settimana di notizie diffuse sul satellite per i profughi saharawi. Trenta minuti in spagnolo, trenta in arabo

Da un anno Radio for Peace trasmette ogni settimana via satellite un notiziario di un'ora per i profughi del Sahara occidentale. La prima parte è in spagnolo, la seconda in arabo. le due lingue "ufficiali" del popolo saharawi. La redazione, di cui fanno parte giornalisti italiani e africani, ha sede nel capoluogo emiliano. Un progetto nato ormai due anni fa all'interno di un progetto di cooperazione decentrata promosso e finanziato dalla Regione Emilia Romagna. Il primo canale di trasmissione furono le onde corte. Da un anno il segnale è passato sul satellite.


Per un’ora alla settimana la voce che entra dentro le tende dei Saharawi, il popolo senza terra del Sahara occidentale arriva direttamente da Bologna. Dal capoluogo emiliano corre attraverso l’etere come segnale satellitare, oltrepassa il Mediterraneo e il deserto e arriva fino a Tindouf, dove da trent’anni vivono oltre 200mila rifugiati in quattro enormi tendopoli.
Una voce che, mezz’ora in arabo e mezz’ora in spagnolo racconta ai Saharawi in esilio gli avvenimenti nel Sahara Occidentale, l’attualità internazionale ma che fornisce anche informazioni di utilità sociale per la buona amministrazione delle tendopoli.
Perché una radio, nel deserto dove non esistono né pali del telegrafo, né copertura telefonica, né tanto meno rete fissa, è il solo strumento di comunicazione diretto ed efficace.
È l’unica voce che può arrivare fin dentro le tende.

Dov'è il Sahara occidentale?

Radio for Peace. “L’obiettivo del nostro progetto – spiega la responsabile Gabriella Podobnich – è di creare un network satellitare in tutto il bacino del Mediterraneo che consenta a tutte le ong impegnate nella cooperazione decentrata di far conoscere le proprie attività. E nelle aree dove abbiamo già stretto contatti, come nel Sahara Occidentale, produciamo anche un notiziario pensato e prodotto da e per le popolazioni locali”. Con questa formula la cooperazione entra nella produzione giornalistica.
Infatti Gabriella dirige da Bologna una redazione mista composta da due cronisti italiani, due traduttori e due giornalisti saharawi. “Il montaggio lo realizziamo noi a Bologna – spiega ancora Gabriella – raccogliamo via telefono i contributi audio dei nostri corrispondenti e registriamo la trasmissione”.
Tutti i venerdì dalle 10 alle 11 il programma è diffuso sulle frequenze satellitari, ed è raccolto dall’emittente partner del progetto, Radio Nationàl, che lo trasforma in segnale in analogico, sia in modulazione di frequenza, grazie a ponti radio con le piccole emittenti nate nei campi profughi, sia in onde corte.


Il bacino di diffusione satellitare di Radio for Peace

In principio fu l’onda corta. Fu una radio libera bolognese, Radio K Centrale, che nel 2004 ancora trasmetteva in modulazione di frequenza, a lanciare due anni fa il progetto di un notiziario per i Saharawi. L’esperimento nasceva nel solco di una serie di iniziative di cooperazione decentrata finanziate dalla Regione Emilia Romagna in favore delle popolazioni del Sahara Occidentale e ricevette il sostegno di una importante ong, la Cospe, (Cooperazione per lo sviluppo dei paesi emergenti).
Dalla primavera del 2004, ogni venerdì un segnale in onda corta partiva da Bologna e percorrendo il Mediterraneo arrivava dritta nelle tende dei Saharawi. Paradossalmente era più facile per un Saharawi che per un bolognese ascoltare il notiziario trasmesso da Bologna: in Africa infatti tutti gli apparecchi radio captano le SW, mentre i più moderni dispositivi italiani non sono più tarati per le onde corte.
Poi nel 2005 Radio K ha cessato le trasmissioni via etere, è divenuta una web radio e Radio for Peace ha dovuto trovare un nuovo canale. Si è scelto il satellite. “Non siamo passati al satellite – dice Gabriella Podobnich – semplicemente per trasferire il nostro vecchio palinsesto. La scelta del satellite è stata dettata da un preciso progetto: fornire a tutti i soggetti impegnati nella cooperazione nell’area del Mediterraneo uno strumento di comunicazione”.
Il prossimo 1 marzo, Radio for peace compierà il suo primo anno di vita sul satellite.

Le trasmissioni. In un’ora di programma, metà in spagnolo e metà in arabo classico, trovano spazio non soltanto le notizie di attualità. La trasmissione nasce con l’obiettivo di essere una voce di utilità sociale. “Assieme al Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli, ndr) – racconta Gabriella – abbiamo recentemente avviato un progetto sulla gestione dei rifiuti nei campi. Da Bologna abbiamo quindi dovuto registrare le regole igieniche per evitare che una gestione disordinata dei rifiuti degeneri in un’emergenza sanitaria. Prima di questo progetto abbiamo dato spazio radiofonico al Cospe per il suo progetto contro la celiachia (la cronica intolleranza alimentare al glutine, ndr)e adesso siamo impegnati nella raccolta di fondi per la disastroso alluvione che due settimane fa si è abbattuta nei campi di Tindouf”.
Il patrimonio di notizie e informazioni che la redazione di Radio for Peace riceve e produce per i Saharawi ha un canale di diffusione anche per il pubblico italiano. La vecchia redazione di Radio K Centrale ha infatti avviato progetti di collaborazione con altre radio libere per condividere il proprio materiale giornalistico, oggi consultabile solo sul web, e ottenere in cambio di ritornare per qualche ora sull’etere.
Giovedì 24 febbraio uno speciale realizzato da Radio for Peace e dalla fiorentina Nova Radio sui muri di separazione in Palestina, in Saharawi e in Messico sarà ritrasmesso via etere in numerose città italiane: a Pescara da Radio Città Pescara, nel Nord Est da Radio Sherwood, a Torino da Radio Beckwith, a Roma da Radio Onda Rossa e a Udine da Radio Onde Friulane.
E lunedì 27, in occasione del trentesimo anniversario della Repubblica araba saharawi democratica, si terrà in diretta una tavola rotonda radiofonica che entrerà nel palinsesto in modulazione di frequenza della bolognese Radio Città del Capo.

 

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