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Boom della stampa “multiculturale”. Due nuovi giornali in tre settimane

Testate per immigrati
raddoppiate in cinque anni

di Enzo Miglino

Giannelli su Vittorio Emanuele In edicola a marzo un settimanale dell'Eco di Bergamo e un mensile a Bologna

Ndongo è un magazziniere senegalese, che di sera insegna la sua lingua agli italiani. Milagros, filippina, ha aperto un laboratorio artigianale in cui produce pasta fresca tipica della zona. C’è anche l’Europa: Ingrid era arrivata a Bergamo dalla Norvegia per la sua tesi di laurea sull’immigrazione e ha deciso di restare a vivere in città.

Tre storie che si incrociano, parte della crescente comunità di migranti di Bergamo, in totale 100.000 secondo le ultime statistiche. Le loro vite sono raccontate da un nuovo giornale in città: Bergamondo, settimanale dell’Eco di Bergamo in edicola con il quotidiano, senza costi aggiuntivi, ogni martedì a partire dal 27 marzo.

L’inserto è solo l’ultima delle nuove pubblicazioni dedicate agli immigrati, segno di una tendenza in forte aumento. Solo due settimane prima a Bologna era nato Il Tamburo, mensile edito da “Di Mondi”, associazione interculturale già impegnata con l’informazione sul web.

Bergamondo è fatto di otto pagine – dice Andrea Benigni, responsabile dell’inserto – e nasce per dare voce ai migranti e presentarli a chi, come molti abitanti di Bergamo, è diffidente nei loro confronti perché non sa chi sono, da dove vengono, cosa fanno”.

La pubblicazione bergamasca si inserisce in una tendenza generale di crescita della stampa multiculturale. Secondo un recente studio realizzato dal Cospe (Cooperazione per lo sviluppo nei Paesi emergenti, associazione che opera nel settore della solidarietà internazionale) in collaborazione con l’Università Milano-Bicocca, le testate per immigrati sono raddoppiate negli ultimi cinque anni. La ricerca di prossima pubblicazione, di cui Il Ducato Online ha ottenuto dei dati in anticipazione, rivela che oggi queste testate sono almeno 63, mentre erano 31 nel 2002.

Il punto di riferimento del settore della stampa multiculturale è Metropoli, settimanale di Repubblica dedicato ai temi dell’immigrazione, nato a gennaio 2006. Informazioni di servizio, storie e inchieste sulla vita dei migranti a livello nazionale, a testimonianza dell’avvicinamento dell’opinione pubblica a queste tematiche.

Bergamondo è il primo esempio di inserto nel settore a livello di quotidiani locali. In apertura, nel primo numero, il punto della situazione sui “nuovi bergamaschi”. L’inserto si propone anche di aiutare i migranti a risolvere i problemi pratici: nella rubrica BergamondoInforma, ad esempio, si indica come compilare le domande per i nuovi flussi e quali sono i nuovi minimi di retribuzione per le badanti.

Carmen Tancredi, giornalista che lavora per l’inserto, spiega che “si è scelto di fare un giornale in italiano per rivolgersi a tutti i migranti e anche ai bergamaschi, per costruire una maggiore integrazione proprio a partire dalla lingua”. Le distinzioni tra le varie comunità sono mantenute dedicando una pagina ad ogni continente: nel primo numero in quella sull’America trova spazio il racconto di Bertha, assistente sociale boliviana, per cui l’introduzione del visto obbligatorio per i suoi connazionali in arrivo in Italia non risolve il problema dello sfruttamento.

Un’altra esperienza recente di stampa multiculturale è iniziata a Bologna il 7 marzo. È Il Tamburo, mensile distribuito gratuitamente in città e in provincia. “Il giornale – dice il direttore Raymon Dessi, camerunese – nasce perchè ci sentiamo male rappresentati. I quotidiani bolognesi non trattano l’immigrazione o lo fanno solo a proposito di legalità e sgomberi”.

Redattori provenienti da vari paesi tra cui Marocco, Romania, Perù e anche Italia, 20 pagine e quattro sezioni. Non solo storie di migranti e consigli pratici (come compilare un curriculum vitae, quali sono gli indirizzi dei centri per l’impiego), Il Tamburo ha anche spazio per parlare di media e spettacoli. Nel primo numero, ad esempio, c’è un’intervista al regista marocchino Zineddaine, nella giuria del prossimo “Human Rights Nights Film Festival” di Bologna.

Una distinzione importante è quella tra stampa multiculturale in generale e stampa etnica: la prima comprende i periodici realizzati da italiani (in qualche caso da gruppi misti) in lingua italiana; i giornali etnici, da intendersi come tipologia all’interno della stampa multiculturale, sono quelli realizzati dagli stranieri nelle loro lingue. In entrambe le categorie rientrano pubblicazioni molto eterogenee, sia per argomento che per cadenza: riviste di comunità, guide alla legislazione e ai servizi, tra cui trimestrali, mensili, settimanali.

Il panorama dei media multiculturali non comprende solo la stampa, che pure è il mercato più ampio. Considerando anche radio e televisione, dalle anticipazioni sulla ricerca Cospe risultano 150 media multiculturali, tra cui 59 trasmissioni radiofoniche e 28 programmi televisivi realizzati da cittadini immigrati. “I dati – dice Valentina Lombardo del Cospe – sono in fase di elaborazione e possono subire variazioni prima della pubblicazione della ricerca. Ma l’aumento di iniziative del genere negli ultimi due anni, soprattutto nella stampa, è chiarissimo”.

 

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