| Fermo
dal 30 marzo il “Barbiere della Sera”.
Poche notizie, pochissimi soldi e troppi commenti e opinioni.
Il problema del controllo
dei contenuti.
Figaro
stacca la spina e va a riflettere sul lavoro degli ultimi sette
anni. Il sito del Barbiere della Sera lo scorso 30 marzo
ha annunciato la sospensione delle sue pubblicazioni. “Good
night and good luck” è stato il messaggio che ha lasciato
ai clienti della sua bottega. Il motivo? Stanchezza, “miseria”
e qualche banalità di troppo. Usando le parole di un utente
anonimo, “il Barbiere muore affogato dal commentismo, dalla
libertà di dire la propria che la libertà virtuale
della rete concede anche a chi non ha nulla da dire”.
Il battesimo del Barbiere della sera è datato aprile
2000. Si trattava di un sito di notizie sul mondo del giornalismo
e dell’informazione, ideato e gestito da giornalisti, nato
per dare una seconda occasione alle idee e agli sfoghi che di solito
rimangono nei corridoi delle redazioni.
Il nome, pensato da uno dei suoi fondatori, Figaro,
fa il verso al più diffuso quotidiano italiano e rimanda
all’idea della bottega, luogo di pettegolezzi e discussioni.
L’assonanza con l’opera di Rossini ha fatto il resto:
gli altri si firmavano Rosina, Conte d’Almaviva,
don Bartolo, Ambrogio, don
Basilio e Berta. Tutti rigorosamente pseudonimi.
Gli interventi e gli articoli (anche 40 al giorno) che affollavano
la casella di posta, venivano filtrati e verificati. Ma non è
bastato: “Il mondo brulica di minus habens che, approfittando
della libertà concessa dal Barbiere della Sera,
soprattutto nell’area commenti, impossibile da tenere sotto
controllo permanente, portano guai – si legge nell’editoriale
di chiusura del sito - Portano richieste della Polizia Postale,
raccomandate di avvocati, minacce di querele e roba del genere”.
Una grossa fetta nella decisione di chiudere i battenti spetta
anche al capitolo economico. Gli unici finanziamenti, ricavati per
lo più dalle donazioni degli utenti, venivano utilizzati
per la gestione del sito. Nella bottega si lavorava per passione.
Un ‘volontariato’ che trovava una ragione nella soddisfazione
di produrre e far girare un’informazione fresca e originale.
Gli entusiasmi si sono spenti solo quando, col tempo, i commenti
hanno superato le notizie.
Il sito si è trasformato in una sorta di ‘magaforum’
di commenti e, di conseguenza, il lavoro più propriamente
giornalistico è venuto meno. “Il Barbiere è
nato come spunto di riflessione sulla nostra professione - spiega
al Ducato online, chiedendo di mantenere lo storico anonimato,
Pennina, una delle firme più affezionate
della bottega di Figaro - doveva essere un luogo di incontro, non
uno sfogatoio. Il commento selvaggio ha snaturato la nostra missione”.
La mancanza di mezzi ha fatto il resto.
“Io sapevo che eravamo condannati alla miseria – spiega
oggi Figaro - ma la povertà ha un pregio:
non ci sono gli interessi a pilotare il tuo lavoro”. Fra il
guadagno e i contenuti, il gruppo del Barbiere della sera
aveva scelto i contenuti e quando non c’erano più neanche
quelli, è passata anche la vocazione. “L’unica
pretesa era che si facesse uno sforzo per produrre qualcosa di buono”.
Un tentativo di stringere la manica sugli interventi c’era
stato.
Lo scorso 27 gennaio un avvertimento pubblicato nella prima pagina
del sito recitava:
“Abbiamo detto mille volte che se uno vuole scrivere sul Barbiere
della Sera deve fare uno sforzino. Produrre qualcosa di interessante,
non chiediamo la luna, ma un’ideuzza, una notizietta, uno
stralcio di qualcosa che almeno remuneri idealmente, nella lettura,
chi passa il pezzo e titola a maggior gloria del sito”.
Oggi il sito è ancora on line. Non è più possibile
spedire articoli, ma solo aggiungere un messaggio all’ultimo
annuncio di Figaro. Gli utenti hanno opinioni diverse sulla chiusura:
qualcuno se l’aspettava e faceva gli scongiuri, altri accusano
i gestori di fuggire davanti ai problemi. E ancora ringraziamenti
misti ad accuse, saluti e rimpianti.
L’ultimo messaggio del Barbiere si conclude con un ‘magari
ci si vede presto’. Nessun addio. La bottega potrebbe riaprire,
ma solo dopo una buona ristrutturazione. A cominciare dalla redazione,
dovrebbe essere più strutturata e lavorare con più
continuità “magari con uno stipendio” si augura
Figaro. E sul fronte dei contenuti: incentivare solo chi ha qualcosa
di buono da dire e tentare di emarginare i ‘viandanti della
tastiera’, cioè chi cerca solo visibilità ed
è privo di interesse nei confronti dell’informazione.
Una cosa a cui il Barbiere della sera non rinuncerebbe
invece, è la politica dell’anonimato. C’è
chi l’ha considerata una scelta sbagliata, perché tradiva
la promessa di onestà professionale. In bottega la considerano
una risorsa importante perché, come spiega Figaro, “ha
permesso di dire cose che altrimenti sarebbero state messe a tacere”.
Guida alla rete:
Il
Barbiere della Sera
Alcuni blog che hanno commentato la sospensione
del sito:
Humanitech
Latifah.splinder
Alessandro
Longo
Zonasedna
(04 aprile 2007) |