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Prima grana per il nuovo consiglio dell’Ordine: l’Antitrust
chiede di abolire le tabelle dei compensi minimi
(foto
tratta da "cristian contini blog")
Mario Rossi collabora per un quotidiano locale che ha una tiratura
inferiore alle 40.000 copie. Secondo il tariffario pubblicato ogni
anno dall’Ordine nazionale dei giornalisti, ad oggi ogni sua
notizia vale almeno 28 euro. Ma presto al signor Rossi questo riferimento
potrebbe mancare: l’Autorità garante della concorrenza
e del mercato vorrebbe infatti abolire il tariffario ufficiale dell’Ordine.
L’intenzione di cancellare i minimi per le prestazioni professionali
è emersa il 3 maggio scorso nel corso di un’audizione
alla quale erano stati convocati i rappresentanti dell’Ordine.
La notizia, che non compare sul sito internet dell’Antitrust,
se si esclude un riferimento alle indagini in corso, è stata
resa nota da un comunicato del Consiglio nazionale dei giornalisti.
"L’orientamento dell’Antitrust è di chiedere
la rimozione del tariffario” si legge nella nota dell'Ordine
dell'8 maggio. Secondo l'Ordine, l'Antitrust ritiene che "l'esistenza
di un Tariffario di compensi minimi sia pure 'non inderogabili'"
abbia "l'effetto di uniformare comportamenti di mercato degli
iscritti in merito al prezzo di vendita del servizio".
L’Autorità, interpellata dal Ducato online, non ha
voluto rilasciare dichiarazioni: “Fino alla conclusione dell’indagine
conoscitiva vogliamo mantenere il riserbo – spiega il capo
dell’Ufficio stampa Emanuela Goggiamani -
Sono audizioni private che l’Ordine avrebbe dovuto mantenere
tali”.
All’inizio del 2007 l’Antitrust ha avviato un’indagine
conoscitiva per verificare l’adeguamento degli ordini professionali
ai principi di concorrenza. È nell’ambito di questa
indagine che si colloca l’audizione del 3 maggio. Incaricati
di esaminare la situazione di 13 ordini professionali per l’applicazione
della normativa sulla concorrenza e del decreto Bersani, i funzionari
della direzione industria dell’Autorità hanno discusso
con i vari responsabili degli ordini.
Per l’Ordine nazionale dei giornalisti c’era una rappresentanza
del Consiglio. Tra questi il direttore Ennio Bartolotta:
“Siamo stati sentiti per circa un’ora, durante la quale
ci hanno chiesto d’illustrare le finalità del tariffario,
i criteri in base ai quali viene effettuata la valutazione di tipo
economico e altre domande sull’accesso e sul sistema deontologico
per quanto riguarda il diritto di pubblicità”.
Secondo Ennio Bartolotta l’Autorità
ha chiesto di adeguarsi quanto prima a queste indicazioni in attesa
della conclusione delle indagini. Due le questioni che il consiglio
dovrà affrontare:
• la rimozione del tariffario 2007
• l’informativa agli iscritti circa la rimozione
“Con tutto il rispetto per l’Autority, credo che questa
richiesta sia ridicola – spiega poi Vittorio Roidi,
segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti – abbiamo
un tariffario, ma non è obbligatorio né vincolante.
Un tariffario che non ci è consentito di usare. Gli editori
non lo riconoscono e quindi siamo in una posizione di debolezza.
Non può alterare il mercato semplicemente perché sul
tavolo del mercato non esiste”.
“Ci assimilano ad altre professioni – continua Ennio
Bartolotta – ma tra i giornalisti il lavoro autonomo
non ha la prevalenza che ha in altri ordini professionali. La nostra
attività non è paragonabile a quella di un medico
o di un avvocato. In realtà il nostro tariffario ha lo scopo
di tutelare una posizione contrattuale debole nel rapporto col committente
e in ambito di controversie giudiziarie è un punto di riferimento.
Così si finisce per tutelare la parte forte e non quella
debole. Non è certo chi fa l’articolo che ha il coltello
dalla parte del manico. È un danno indiretto per il quale
dovremo trovare una soluzione”.
La richiesta di abolire il tariffario arriva in un momento particolare
per il giornalismo italiano. Da una parte anticipa di qualche giorno
le elezioni per il rinnovo del Consiglio nazionale; dall’altra
s’inserisce nel più generale dibattito sul rinnovo
contrattuale di tutta la categoria.
Ad essere incerta è anche l’attuale organizzazione
degli Ordini professionali. Il “pacchetto Bersani”,
approvato nei mesi scorsi, infatti, prevede proprio la liberalizzazione
tariffaria degli ordini professionali. Abolito l’uso di tariffe
fisse o minime mentre rimangono in vigore le eventuali tariffe massime
per tutelare i consumatori. Il pacchetto prevede, inoltre, un rafforzamento
dei poteri dall’Antitrust.
Leggi anche
Le
30 tabelle incriminate... e disapplicate
Guida alla Rete
La
notizia dell’audizione sul sito dell’Ordine
Tariffario
giornalistico 2007
L’autorità
garante della concorrenza e del mercato
La
notizia dell’audizione sul sito dell’Autorità
( 18 maggio 2007) |