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Una redazione mista
per sfatare i luoghi comuni

di Andrea Franceschi
Solo due uomini e sei donne. La redazione di Yalla Italia, il nuovo mensile degli arabi di seconda generazione, ribalta i luoghi comuni già dalla sua composizione. "Sono tutti ragazzi svegli e incredibilmente maturi per l'età che hanno", dice Giuseppe Frangi, direttore di Vita no profit, che ospita il nuovo mensile. Il Ducato online ha raccolto le storie di alcuni di questi ventenni, un po' arabi e un po' italiani, con tanta voglia di abbattere i pregiudizi.

Lubna, “L'infedele”

Lubna Ammoine, è nata in Italia 19 anni fa. Sua madre è tedesca, suo padre è siriano. Frequenta il liceo scientifico e il prossimo anno si iscriverà a Medicina. Sul primo numero di Yalla Italia racconta l'aneddoto che ha dato origine al suo soprannome." Tra i banchi di scuola le battute e le situazioni più divertenti fanno riferimento proprio alle mie origini straniere. Per i miei compagni di classe sono "L'infedele". Questo appellativo è nato in un'occasione particolare, quando la mia prof d'italiano (un po' imbarazzata e titubante per la mia presenza, ma consapevole del fatto che non mi sarei scandalizzata) doveva spiegare come i musulmani delle crociate venissero visti da Dante (infedeli!)”.

Rassmea, l'unica senza il velo

Rassmea Salah (nella foto) ha 24 anni ed è figlia di un'italiana e di un egiziano. Si è laureata in Mediazione linguistica alla Statale di Milano e sta specializzando in studi arabo-islamici alla facoltà di Lingue orientali di Napoli. Ha sentito il bisogno di dire la sua dopo aver visto un talk-show in tv. "Si parlava delle vignette su Maometto. Mi ricordo di essermi indignata perché si dipingevano gli arabi come persone senza senso dell'umorismo. I media usano spesso queste semplificazioni e parlano di Islam come se fosse un blocco monolitico. In realtà la religione musulmana abbraccia culture diversissime tra loro. Gli arabi ad esempio sono solo il 20 per cento dei musulmani. Anche in redazione ci sono queste differenze. Io ad esempio sono l'unica del gruppo a non portare il velo e sull'argomento abbiamo posizioni totalmente distanti. Ma è positivo che ci siano e che emergano sul giornale, perché aiutano a capire la complessità del mondo arabo".

Hassan, l'ingegnere tra le donne

Hassan Bruneo è uno dei pochi uomini della redazione di Yalla Italia, composta prevalentemente da giovani donne. Ha 26 anni e si sta laureando in Ingegneria biomedica. Sua madre è marocchina, suo padre è italiano. "Il fatto che io e mio fratello Kareem siamo gli unici ragazzi nella redazione di Yalla Italia – dice Hassan - basta di per sé a smontare l'idea che gli arabi siano tutti maschilisti. È vero, nella nostra cultura è molto radicata la separazione tra i sessi e questo porta spesso a discriminazioni. Ma la situazione sta cambiando e le donne stanno iniziando a ritagliarsi un loro ruolo. Il caso di Yalla Italia ne è un esempio lampante".

 

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