Solo
due uomini e sei donne. La redazione di Yalla Italia, il nuovo
mensile degli arabi di seconda generazione, ribalta i luoghi
comuni già dalla sua composizione. "Sono tutti
ragazzi svegli e incredibilmente maturi per l'età che
hanno", dice Giuseppe Frangi, direttore di Vita no profit,
che ospita il nuovo mensile. Il Ducato online ha raccolto
le storie di alcuni di questi ventenni, un po' arabi e un
po' italiani, con tanta voglia di abbattere i pregiudizi.
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Lubna, “L'infedele”
Lubna Ammoine, è nata in Italia 19 anni fa. Sua madre è
tedesca, suo padre è siriano. Frequenta il liceo scientifico
e il prossimo anno si iscriverà a Medicina. Sul primo numero
di Yalla Italia racconta l'aneddoto che ha dato origine al suo soprannome."
Tra i banchi di scuola le battute e le situazioni più divertenti
fanno riferimento proprio alle mie origini straniere. Per i miei
compagni di classe sono "L'infedele". Questo appellativo
è nato in un'occasione particolare, quando la mia prof d'italiano
(un po' imbarazzata e titubante per la mia presenza, ma consapevole
del fatto che non mi sarei scandalizzata) doveva spiegare come i
musulmani delle crociate venissero visti da Dante (infedeli!)”.
Rassmea, l'unica senza il velo
Rassmea Salah (nella foto) ha 24 anni ed è figlia di un'italiana
e di un egiziano. Si è laureata in Mediazione linguistica
alla Statale di Milano e sta specializzando in studi arabo-islamici
alla facoltà di Lingue orientali di Napoli. Ha sentito il
bisogno di dire la sua dopo aver visto un talk-show in tv. "Si
parlava delle vignette su Maometto. Mi ricordo di essermi indignata
perché si dipingevano gli arabi come persone senza senso
dell'umorismo. I media usano spesso queste semplificazioni e parlano
di Islam come se fosse un blocco monolitico. In realtà la
religione musulmana abbraccia culture diversissime tra loro. Gli
arabi ad esempio sono solo il 20 per cento dei musulmani. Anche
in redazione ci sono queste differenze. Io ad esempio sono l'unica
del gruppo a non portare il velo e sull'argomento abbiamo posizioni
totalmente distanti. Ma è positivo che ci siano e che emergano
sul giornale, perché aiutano a capire la complessità
del mondo arabo".
Hassan, l'ingegnere tra le donne
Hassan Bruneo è uno dei pochi uomini della redazione di Yalla
Italia, composta prevalentemente da giovani donne. Ha 26 anni e
si sta laureando in Ingegneria biomedica. Sua madre è marocchina,
suo padre è italiano. "Il fatto che io e mio fratello
Kareem siamo gli unici ragazzi nella redazione di Yalla Italia –
dice Hassan - basta di per sé a smontare l'idea che gli arabi
siano tutti maschilisti. È vero, nella nostra cultura è
molto radicata la separazione tra i sessi e questo porta spesso
a discriminazioni. Ma la situazione sta cambiando e le donne stanno
iniziando a ritagliarsi un loro ruolo. Il caso di Yalla Italia ne
è un esempio lampante".
Servizio collegato:
Ridere da musulmani, su Yalla Italia si può
Le
vignette di Yalla Italia
Guida alla
rete:
Vita, non profit online
Associazione Italo Egiziana
L'annuncio di Yalla Italia e il sommario del primo
numero
I giornali del mondo arabo su Internet
Rassegna di vignette arabe su Mahjood
( 30 maggio 2007) |