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Esame per giornalisti
Cambia la legge: sì ai pc

di Filippo Brunamonti e Roberta Di Matteo


La Camera ha approvato la legge che introduce l’uso del personal computer all’esame di idoneità professionale per i giornalisti. Se il Senato darà il via libera, ad aprile gli aspiranti giornalisti diranno addio alla macchina da scrivere.

(nella foto Indro Montanelli con la "Lettera 22")


“All’ultima sessione d’esame, mi sono presentato munito di guanti di lattice e ho sostituito una cinquantina di nastri”. Il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo Iacopino dice addio con soddisfazione alle vecchie macchine per scrivere nella prova di idoneità professionale. Dopo 44 anni di martelletti, rulli, fogli inceppati e tappi per le orecchie, infatti, il 12 dicembre la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità una legge che introduce l’uso del personal computer.

La proposta di legge, presentata il 13 novembre dall’on. Pino Pisicchio (Italia dei Valori), aggiunge alla legge ordinamentale della professione giornalistica (legge n. 69 del 1963) un comma in cui si afferma che “per lo svolgimento della prova scritta è consentito l’uso di elaboratori elettronici cui sia inibito l’accesso alla memoria secondo le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, sentito il ministero della Giustizia”. Dopo l’approvazione della commissione Cultura della Camera, la proposta attende ora il via libera dal Senato.

Troppo tardi per i praticanti come Daniele Barzaghi, che ha superato gli scritti all’ultima sessione d’esame. “A 20 minuti dall’inizio – racconta – è iniziata una moria di macchine, con i candidati che chiedevano aiuto e i commissari che non le sapevano riparare. Qualche giorno dopo la prova, mi è arrivata una mail dall’Ordine: chiedeva notizie della macchina da scrivere di una ragazza di Roma. L’aveva prestata a un candidato in difficoltà e non l’ha più trovata”. Un software in grado di paralizzare la memoria del computer e inibire il correttore automatico, invece, permetterà ai futuri candidati di usare il proprio pc all’esame, riducendolo a una semplice macchina da scrivere elettronica.

Il Consiglio nazionale dell’Ordine selezionerà, attraverso un concorso, la ditta cui affidare la progettazione del software. Prima di essere vagliate, tutte le offerte devono ottenere il parere di congruità dal ministero di Giustizia; il vincitore dovrà poi fornire una dichiarazione certificata che garantisca la sicurezza del prodotto.

“E’ una soluzione con una bassa percentuale di rischio”, spiega Marco Tau, tecnico informatico di Roma che ha sperimentato un software di questo tipo, che funziona con il floppy disc o la pennetta Usb, nei test di ammissione all’Ifg di Urbino degli ultimi due bienni. “Ora lo sto perfezionando perché si comporti come un sistema operativo alternativo – spiega – in grado di sostituirsi a quello del computer (Windows per i pc); il software blocca la memoria del computer, disabilitando tutti i programmi e impedendo l’accesso a eventuali documenti salvati in precedenza, e registra ogni singola traccia del lavoro che vi si svolge. Il sistema si avvia automaticamente all’accensione del computer e ne diventa il legittimo proprietario”.

Come in passato – nell’ipotesi di Tau – i candidati consegneranno la prova su carta e in busta anonima: gli elaborati saranno stampati dal floppy disc o dalla chiavetta di memoria in presenza dei commissari. “L’Ordine dovrà mettere a disposizione un numero di stampanti proporzionale al numero dei candidati”, aggiunge Tau.

Alle due sessioni d’esame, si presentano ogni anno circa 1500 aspiranti giornalisti. Difficile immaginare più di 700 persone impegnate a stampare i loro lavori prima della scadenza delle sei ore previste. “Per snellire i tempi e rendere più umane le prove, nel 2008 ci saranno cinque sessioni. L’obiettivo è che questo diventi una prassi per il futuro”, dice il segretario dell’Ordine, Iacopino.

Tentativi per l’introduzione del personal computer erano stati fatti anche qualche anno fa: “Inizialmente avevamo pensato di far usare ai candidati delle macchine elettriche senza memoria, una soluzione ancora più complicata per loro”, spiega Vittorio Roidi, ex segretario nazionale dell’Ordine. “Poi si è ipotizzato che fosse l’Ordine a mettere a disposizione un certo numero di macchine, ma, oltre che della manutenzione, avrebbe dovuto assumersi la responsabilità del loro corretto funzionamento”. Le cose non sono diventate più facili quando si è cominciato a pensare di introdurre i pc: “Avremmo potuto garantire energia sufficiente a 600 o più computer in contemporanea nella stessa sala? E poi, l’anonimato?”, sono le domande che ricorda di essersi posto Antonio Viali, direttore dell’Ordine dei giornalisti dal 1968 al 2006.

Nel febbraio 2004, il Comitato esecutivo dell’Ordine aveva presentato al ministero di Giustizia un meccanismo in grado di annullare la memoria dell’hard disk, ma per la Direzione generale non garantiva un “sufficiente livello di sicurezza". “Il tentativo si è arenato di fronte alla richiesta di una modifica regolamentare, ossia di un decreto del presidente della Repubblica”, racconta Viali.

La modifica di legge dovrebbe superare tutti questi problemi. Secondo Enzo Iacopino, la proposta di Pisicchio diventerà legge in tempi brevi: “A questo punto l’unico nemico che abbiamo è il tempo: la Finanziaria è appena entrata in Senato e potremmo non farcela per la sessione straordinaria dell’esame a febbraio. Sono certo, però, che sarà tutto pronto per quella del 30 aprile”.

“Lo spero proprio!”, dice Maria Egizia Fiaschetti, giornalista praticante che affronterà l’esame in primavera. “Oltre alla tensione dell’esame, il povero candidato deve pensare anche a rimediare un oggetto così vintage come la macchina da scrivere. Non è possibile restare ancorati a una legge degli anni Sessanta”.