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La Camera ha approvato la legge
che introduce l’uso del personal computer all’esame
di idoneità professionale per i giornalisti. Se il Senato
darà il via libera, ad aprile gli aspiranti giornalisti diranno
addio alla macchina da scrivere.
(nella foto Indro Montanelli con la "Lettera
22")
“All’ultima sessione d’esame, mi sono presentato
munito di guanti di lattice e ho sostituito una cinquantina di nastri”.
Il segretario dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Enzo
Iacopino dice addio con soddisfazione alle vecchie macchine
per scrivere nella prova di idoneità professionale. Dopo
44 anni di martelletti, rulli, fogli inceppati e tappi per le orecchie,
infatti, il 12 dicembre la Camera dei deputati ha approvato all’unanimità
una legge che introduce l’uso del personal computer.
La proposta di legge, presentata il 13 novembre dall’on.
Pino Pisicchio (Italia dei Valori), aggiunge alla
legge ordinamentale della professione giornalistica (legge n. 69
del 1963) un comma in cui si afferma che “per lo svolgimento
della prova scritta è consentito l’uso di elaboratori
elettronici cui sia inibito l’accesso alla memoria secondo
le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell’Ordine
dei giornalisti, sentito il ministero della Giustizia”. Dopo
l’approvazione della commissione Cultura della Camera, la
proposta attende ora il via libera dal Senato.
Troppo tardi per i praticanti come Daniele Barzaghi,
che ha superato gli scritti all’ultima sessione d’esame.
“A 20 minuti dall’inizio – racconta – è
iniziata una moria di macchine, con i candidati che chiedevano aiuto
e i commissari che non le sapevano riparare. Qualche giorno dopo
la prova, mi è arrivata una mail dall’Ordine: chiedeva
notizie della macchina da scrivere di una ragazza di Roma. L’aveva
prestata a un candidato in difficoltà e non l’ha più
trovata”. Un software in grado di paralizzare la memoria del
computer e inibire il correttore automatico, invece, permetterà
ai futuri candidati di usare il proprio pc all’esame, riducendolo
a una semplice macchina da scrivere elettronica.
Il Consiglio nazionale dell’Ordine selezionerà, attraverso
un concorso, la ditta cui affidare la progettazione del software.
Prima di essere vagliate, tutte le offerte devono ottenere il parere
di congruità dal ministero di Giustizia; il vincitore dovrà
poi fornire una dichiarazione certificata che garantisca la sicurezza
del prodotto.
“E’ una soluzione con una bassa percentuale di rischio”,
spiega Marco Tau, tecnico informatico di Roma che
ha sperimentato un software di questo tipo, che funziona con il
floppy disc o la pennetta Usb, nei test di ammissione all’Ifg
di Urbino degli ultimi due bienni. “Ora lo sto perfezionando
perché si comporti come un sistema operativo alternativo
– spiega – in grado di sostituirsi a quello del computer
(Windows per i pc); il software blocca la memoria del computer,
disabilitando tutti i programmi e impedendo l’accesso a eventuali
documenti salvati in precedenza, e registra ogni singola traccia
del lavoro che vi si svolge. Il sistema si avvia automaticamente
all’accensione del computer e ne diventa il legittimo proprietario”.
Come in passato – nell’ipotesi di Tau – i candidati
consegneranno la prova su carta e in busta anonima: gli elaborati
saranno stampati dal floppy disc o dalla chiavetta di memoria in
presenza dei commissari. “L’Ordine dovrà mettere
a disposizione un numero di stampanti proporzionale al numero dei
candidati”, aggiunge Tau.
Alle due sessioni d’esame, si presentano ogni anno circa
1500 aspiranti giornalisti. Difficile immaginare più di 700
persone impegnate a stampare i loro lavori prima della scadenza
delle sei ore previste. “Per snellire i tempi e rendere più
umane le prove, nel 2008 ci saranno cinque sessioni. L’obiettivo
è che questo diventi una prassi per il futuro”, dice
il segretario dell’Ordine, Iacopino.
Tentativi per l’introduzione del personal computer erano
stati fatti anche qualche anno fa: “Inizialmente avevamo pensato
di far usare ai candidati delle macchine elettriche senza memoria,
una soluzione ancora più complicata per loro”, spiega
Vittorio Roidi, ex segretario nazionale dell’Ordine.
“Poi si è ipotizzato che fosse l’Ordine a mettere
a disposizione un certo numero di macchine, ma, oltre che della
manutenzione, avrebbe dovuto assumersi la responsabilità
del loro corretto funzionamento”. Le cose non sono diventate
più facili quando si è cominciato a pensare di introdurre
i pc: “Avremmo potuto garantire energia sufficiente a 600
o più computer in contemporanea nella stessa sala? E poi,
l’anonimato?”, sono le domande che ricorda di essersi
posto Antonio Viali, direttore dell’Ordine
dei giornalisti dal 1968 al 2006.
Nel febbraio 2004, il Comitato esecutivo dell’Ordine aveva
presentato al ministero di Giustizia un meccanismo in grado di annullare
la memoria dell’hard disk, ma per la Direzione generale non
garantiva un “sufficiente livello di sicurezza". “Il
tentativo si è arenato di fronte alla richiesta di una modifica
regolamentare, ossia di un decreto del presidente della Repubblica”,
racconta Viali.
La modifica di legge dovrebbe superare tutti questi problemi. Secondo
Enzo Iacopino, la proposta di Pisicchio diventerà legge in
tempi brevi: “A questo punto l’unico nemico che abbiamo
è il tempo: la Finanziaria è appena entrata in Senato
e potremmo non farcela per la sessione straordinaria dell’esame
a febbraio. Sono certo, però, che sarà tutto pronto
per quella del 30 aprile”.
“Lo spero proprio!”, dice Maria Egizia Fiaschetti,
giornalista praticante che affronterà l’esame in primavera.
“Oltre alla tensione dell’esame, il povero candidato
deve pensare anche a rimediare un oggetto così vintage come
la macchina da scrivere. Non è possibile restare ancorati
a una legge degli anni Sessanta”.
Servizio collegato:
Una professione
in numeri
Guida alla rete:
Proposta
di legge approvata alla Camera
L’annuncio della notizia sul sito dell’Ordine
dei giornalisti
La proposta del 2004 sul Ducato online
La bocciatura della proposta di legge del 2004
(18 dicembre 2007) |