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Contratto giornalisti:
gli altri temi sul tavolo del confronto

di Elisa Assini

 

Non solo multimediale. La trattativa tra Fnsi e Fieg affronta anche altre due questioni cruciali: la retribuzione e il precariato.

Il problema della retribuzione

I nodi da sciogliere sono tre: “Gli automatismi (il livello della retribuzione viene modificato in maniera automatica al modificarsi dei minimi), l’aumento dei minimi stessi – precisa Maurizio Blasi, consigliere nazionale della Federazione della stampa – e, vero tema principale, gli scatti di anzianità. Ogni due anni e fino ad un massimo di 15 volte, tutti i giornalisti hanno infatti uno scatto del 6% sullo stipendio”. “E’ l’altra questione fondamentale sul tavolo delle trattative – conferma il presidente della Fnsi Roberto Natale – ma va inquadrata in una più generale questione di garanzia retributiva progressiva e di carriera dei giornalisti. Nel corso degli ultimi anni gli stipendi dei giornalisti hanno subito una sostanziale flessione. Un impoverimento di cui hanno risentito soprattutto le fasce più basse. Il rinnovamento del contratto deve allora diventare una occasione per allineare le buste paga al costo della vita. Tre anni fa la trattativa si era interrotta proprio perché non si riusciva a trovare un accordo sulla questione scatti di anzianità. Noi ora abbiamo deciso di porci nuovamente al tavolo senza pregiudiziale”.

Come regolarizzare il precariato

Contratti di lavoro subordinati a termine, ruolo dei free-lance, collaboratori. Sul tavolo delle trattative scende in campo anche il precariato e la tutela dei giornalisti “precari”. La Fnsi chiede infatti maggiori garanzie per questi professionisti e una regolarizzazione in tempi e forme da concordare del loro ruolo. “E’ assolutamente evidente che un settore in cui ci sono 1500 nuovi giornalisti all’anno necessita di regole nuove e tutele specifiche per chi da anni collabora con testate e redazioni senza reali contratti, ma solo attraverso collaborazioni – precisa Natale - abbiamo visto con piacere la disponibilità degli editori a discutere anche della questione dell’accesso alla professione giornalistica”.
Senza dimenticare, infine, l’autonomia d’impresa e di tutti i giornalisti stessi. Con la necessità di garantire la creazione in ogni impresa giornalistica di uno statuto che ne garantisca l’autonomia.


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