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| La
Scuola di giornalismo
e l'Università "Carlo Bo"
hanno organizzato
una serie di iniziative
sulla libertà dell'informazione
È il primo passo
di un progetto ampio
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L'Italia si è fermata anche perché non c'è
un'opinione pubblica. La tesi è stata al centro di un dibattito
vivace negli ultimi mesi e ha rilanciato un tema di fondo: l'indipendenza
dei mezzi di comunicazione nel nostro Paese. Indipendenza dalla
politica, indipendenza dagli interessi economici e finanziari che
non siano indirizzati alla promozione dell'informazione.
Il tema ha una valenza politica di fondo, perché non c'è
democrazia senza informazione indipendente. Inoltre richiama progetti
e proposte che risalgono molto indietro nella storia italiana. Due
sono i nomi che possono essere presi come punti di riferimento:
Luigi Albertini e Luigi Einaudi.
Il primo scambio di idee tra i due risale addirittura al 1926, quando
Albertini era stato appena costretto dal regime
fascista a dimettersi dalla direzione del Corriere. Ma
Einaudi ripropose la questione fin dal '45, appena
ristabilita la democrazia in Italia.
Alla base dell'idea di Einaudi la convinzione
che "non esiste e non esisterà mai alcun rimedio legale
atto a garantire l'indipendenza della stampa quotidiana". Coerentemente
con la sua filosofia liberale, era convinto che fossero i privati
a dover trovare gli strumenti per garantire l'indipendenza e l'informazione.
Per fare questo si richiamava all'esperienza di un giornale britannico
che a questo modello si è ispirato e ad esso deve una fortuna
e un prestigio ancora oggi indiscussi: The Economist.
Sulla base di queste idee e nella convinzione che l'indipendenza
dell'informazione sia il problema centrale non solo del sistema
dei media italiani ma anche della politica, la Scuola di giornalismo
di Urbino in collaborazione con l'Università ha promosso
una serie di iniziative sotto il titolo "Progetto Einaudi-Albertini
per l'indipendenza dei media".
Una prima fase del progetto si è sviluppata in due intense
giornate (16 e 17 marzo) su quattro tavoli di dibattito con docenti
universitari, giornalisti studiosi esperti, direttori di scuole
di giornalismo. È stata usata la formula "Progetto
Einaudi-Albertini" perché c'è l'intenzione
di considerare questo avvio di discussione soltanto come un punto
di partenza. Per esempio una seconda iniziativa è c'è
stata il 23 marzo e altre ancora ne seguiranno.
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Il video di Daniele Manca (Corriere)
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l'irrilevanza della carta stampata"
Servizi collegati:
Progetto Einaudi-Albertini
La fotogalleria dell'evento
Lo speciale televisivo
Diretta web
della prima giornata
Il mini-sito
con le schede dei partecipanti
Guida alla rete:
Università degli
Studi di Urbino
Istituto per la formazione
al giornalismo di Urbino
(26
marzo 2009) |