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Boom
di siti d’informazione nelle regioni italiane. Una quarantina
già iscritti all’Anso. Una ventina solo nelle
Marche. Ma il quadro è ancora confuso.
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Si moltiplicano in Italia i siti d’informazione locale, spesso
veri e propri giornali online senza un riferimento ad altre testate
tradizionali. Sono decine in ogni parte d’Italia e una quarantina
si sono raccolti nell’Associazione nazionale stampa online
(Anso), il primo organismo associativo nato in Italia.
Il fenomeno è molto ampio: solo nella regione Marche ce
ne sono almeno 24, solo sette dei quali risultano iscritti all’associazione.
Marco Di Maio, membro del consiglio direttivo
dell’Anso, immagina che il numero di iscrizioni aumenterà,
via via che si procede con il rinnovo delle quote: “probabilmente
– dice – ci saranno delle integrazioni”. Per il
momento Di Maio fornisce i dati relativi alle testate
aderenti all’Anso: sei milioni di utenti unici e 25 milioni
di pagine visualizzate ogni mese. Sui siti Anso vengono pubblicate
più di 500 notizie al giorno. L’associazione annuncia
Benedetto Liberati, editore marchigiano e anch’egli
membro del consiglio direttivo, avvierà nei prossimi mesi
una sua indagine, per capire un settore in forte sviluppo negli
ultimi due anni.
“Se sull’informazione globale la competizione è
infinita, perché resa disponibile da più fonti concorrenziali,
l’informazione locale è esprimibile in poche fonti”,
spiega Vittorio Pasteris , giornalista de lastampa.it
e coordinatore di un censimento delle redazioni online per il sito
LSDI.
L’offerta locale è molto modesta rispetto a quella
generalista e globale, che è smisurata. “E’ quindi
più facile - per Pasteris – costruire
delle nicchie per quelle redazioni che stanno cercando di collocarsi
o riposizionarsi in una zona diversa d’informazione”.
“Non è facilissimo fare uno studio dettagliato su
questo tema - avverte Pasteris – “perché
chi fa questo mestiere è poco abituato a raccontarsi. Anche
molti intervistati poi non sono entusiasti nel sentirsi chiamare
giornalisti, poiché hanno una visione poco positiva del giornalismo
ortodosso”.
Per Di Maio l’avvento delle testate locali
nel web rappresenta una “grossa rivoluzione”: “Fino
ad oggi si era portati a pensare che il tempo reale fosse qualcosa
riservato all’informazione nazionale. Con la comparsa dei
nostri giornali molto spesso la dimensione si è trasferita
anche al locale”. Altra caratteristica è la multimedialità:
“ Con internet si possono collegare all’informazione
scritta foto e video. In alcuni casi abbiamo associati che elaborano
telegiornali e podcast radio scaricabili dagli utenti”.
Per il suo censimento, svoltosi nel 2008, Pasteris
ha spedito alle redazioni online alcuni questionari. E molte risposte
sono giunte dalle testate aderenti all’Anso. Nonostante le
difficoltà abbiamo così una visione parziale, ma abbastanza
eterogenea del fenomeno.
Il giornalista online del 2009 ha un’età media di
37 anni. Da sei lavora per testate internet. Nelle redazioni che
hanno alle spalle testate “tradizionali” (cioè
non nate direttamente in rete) è spesso professionista. Nelle
testate sorte per il web è per la stragrande maggioranza
pubblicista o non iscritto all’ordine (circa l’86%).
Il suo lavoro è principalmente svolto al desk (ricerca cioè
le notizie in redazione e ha contatti con le fonti sempre in ufficio).
L’organico di queste redazioni è composto quasi sempre
da uno o due professionisti o pubblicisti (in genere direttore o
caporedattore), integrati con un ampio spettro di collaboratori.
E’ il caso di VivereMarche, un portale d’informazione
sul territorio marchigiano, che ha rapporti stretti con i laureati
delle università della zona. A giudizio di Benedetto
Liberati “la stragrande maggioranza dei nuovi giornalisti
iniziano la loro carriera sul web: E’ difficilissimo intraprendere
la carriera partendo dalla carta stampata, sia per una questione
di disponibilità di posti, sia per la facilità d’accesso
al mezzo internet”.
Le redazioni online sono organismi più snelli ma ciò
non significa che nel locale non si siano affermate realtà
importanti nel locale. Varesenews , per esempio, un giornale
web di notevole visibilità – ricorda Di Maio
– al pari dei portali d’informazione nazionale.
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Guida alla
rete:
Anso
Il
servizio di Vittorio Pasteris su LSDI
Varesenews
(13
marzo 2009)
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