MASSIMO GAGGI
Il Caso Bnl-Iraq
Estate 1992. Massimo Gaggi,
uno dei più autorevoli corrispondenti italiani a New
York, era "poco più che un giovane giornalista".
Negli States da pochissimi mesi, si trovò a dover raccontare
uno dei scandali politico-finanziari più grandi del
secolo scorso: il caso Bnl-Atalanta. La filiale americana
della banca italiana aveva finanziato per oltre quattro miliardi
di dollari il governo iracheno.
I fatti risalivano al 1986, ma lo scoppio
dello scandalo era avvenuto in piena guerra del Golfo, mentre
l’amministrazione Bush fronteggiava per la prima volta
Saddam Hussein. "Non sapevo bene come agire per cercare
riscontri documentali. Ero inesperto – ha spiegato Gaggi
– ma in quei giorni ebbi la fortuna di avere a che fare
con un collega americano che risultò decisivo per la
svolta nelle nostre ricerche. Si trattava di un giornalista
free lance che faceva inchieste per grandi giornali. Fu lui
a consigliarmi la strada del Freedom of Information act. Così
– ha spiegato Gaggi – preparammo
insieme la domanda al governo americano ed ottenemmo una serie
di informazioni altrimenti impossibili da reperire".
Nel corso dell’inchiesta Gaggi
riuscì a portare alla luce anche responsabilità
di alcuni funzionari dell’amministrazione americana.
"Dalle carte emerse che la responsabilità principale
era del direttore della filiale: probabilmente il presidente
della Bnl non sapeva nulla. Anche se è passato molto
tempo – ha concluso Gaggi – rimane
il ricordo di una grande lezione di trasparenza dei meccanismi
della pubblica amministrazione americana". |