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Disoccupazione, cassa integrazione, mobilità: l'Inpgi
concede la sospensione dei pagamenti delle rate
ai giornalisti in difficoltà
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Se sulla crisi dell’editoria si è detto molto, poco
si sa della crisi dei giornalisti. Persone, e non grandi gruppi
editoriali, che non ce la fanno a pagare le rate del mutuo e chiedono
la possibilità di interrompere il pagamento per 12 mesi.
Per i giornalisti che avevano stipulato un mutuo con l’istituto
di previdenza di categoria, l’Inpgi, la possibilità
di chiedere un “congelamento” per un anno era stata
concessa già a maggio scorso a chi era stato messo in cassa
integrazione o si era ritrovato senza contratto. Il 25 febbraio,
aderendo al cosiddetto "Piano Famiglie", l’opportunità
è stata estesa anche ai giornalisti messi in mobilità
o con un contratto di solidarietà.
I mutui accesi presso l’Inpgi sono attualmente 750. E’
difficile stabilire quanti tra i creditori avessero i requisiti
per richiedere la sospensione, certo è che l'hanno chiesta
in 14, ma molti pensano che ora altri sfrutteranno la possibilità.
La crisi, cioè, sembra colpire anche una categoria generalmente
vista come tra le più protette.
“La nostra scelta si è basata sull’osservazione
oggettiva dei dati che dicono di un aumento dell’utilizzo
degli ammortizzatori - ha spiegato al Ducato Online il
presidente dell'Inpgi, Andrea Camporese - Noi abbiamo
ritenuto prendere questa iniziativa per aiutare i colleghi in difficoltà
a prescindere da quanti ne avrebbero usufruito".
Paolo Serventi Longhi, segretario della Federazione
nazionale della stampa (Fnsi) dal 2001 al 2007 e oggi membro del
Consiglio generale dell'Inpgi, tenta un’analisi: “Forse
le richieste sono state poche perché quelli che sono usciti
dal mondo del lavoro hanno un percorso pensionistico che in qualche
modo garantisce un reddito decente. Il clima però è
preoccupante”. Tra il 2009 e la fine del 2010 gli esuberi
saranno circa 800. Nella maggior parte dei casi sono giornalisti
che hanno scelto o sono stati obbligati ad accettare il prepensionamento.
In altri casi si parla di giornalisti di 58-60 anni che fino ad
oggi hanno avuto stipendi piuttosto alti.
“Secondo me – dice Camporese - il
numero di richieste di sospensione sarà maggiore nei prossimi
mesi, ma fare previsioni è difficile, anche perché
rimane una scelta individuale. Prevedo comunque un aumento. Non
credo che arriveremo a un centinaio di posizioni, ma sicuramente
aumenteranno soprattutto da parte di colleghi con stipendi non altissimi
e che si troveranno in un momento di difficoltà”. D’accordo
Giancarlo Tartaglia, direttore della Fnsi: “E'
probabile che questo tipo di domande aumentino nei prossimi mesi,
ma non in misura eccezionale. Comunque questa richiesta è
stata fatta dalla categoria e come sindacato abbiamo spinto l'istituto
a prendere questa iniziativa”.
La richiesta della sospensione delle rate di un mutuo è
un segno di malessere della categoria.“Noi siamo i più
colpiti - dice Serventi Longhi - Anche perché
la crisi dell'editoria non è strettamente legata a quella
finanziaria. Già dal 2008 alcune aziende avevano chiesto
lo stato di crisi. Situazione che ha riguardato soprattutto la carta
stampata. La crisi finanziaria ha solo accentuato quella editoriale”.
Per Tartaglia invece “è difficile
dire se la condizione dei giornalisti è migliore o peggiore
di quella di altre categorie. Certo, bene non stiamo, ma reggiamo
meglio di altri perchè nel corso dei decenni la categoria
è riuscita a costruirsi una rete complessiva di garanzie
sociali e ammortizzatori”.
La crisi ha colpito un po' tutti. Stando ai dati dell'Ingpi, coloro
che hanno richiesto la sospensione del pagamento del mutuo vanno
dai 36 ai 60 anni, con un'età media di 48. I giornalisti
più anziani sono quelli usciti dal mondo del lavoro e questo
non si trasforma in maggior possibilità d’ingresso
per i più giovani. “Io mi auguro che si apra una porta
che è rimasta chiusa per più di due anni, ma sono
pessimista su questa possibilità. Sul fronte occupazionale,
i segnali sono che gli editori aumentano il numero delle collaborazioni,
malpagate e sfruttate, e non trasformano questi contratti di collaborazione
o a termine in contratti a tempo indeterminato”, dice Serventi
Longhi.
Incerte le visioni per il futuro: “Il settore dell’editoria
è perennemente in crisi. Come abbiamo risolto gli altri periodi,
risolveremo pure questo. Il fondo l’abbiamo toccato, ora stiamo
uscendo dal periodo più difficile”, pensa Tartaglia.
Più pessimista Serventi Longhi: “Nelle
condizioni per richiedere la sospensione del mutuo ci saranno sempre
più giornalisti nel futuro. Il sistema si è infilato
in una crisi di cui non si vede il fondo"
Guida alla rete:
Inpgi
Fnsi
Fieg
(2
marzo 2010)
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