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| Le
testate dell'Ifg
Le ricerche Urbino |
Repubblica.it,
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rompere gli indugi è stata La Repubblica. Prima, nessun
grande quotidiano "generalista" aveva deciso di
scommettere seriamente su internet. I risultati si
vedono: Repubblica.it non solo
è il giornale on line più seguito, ma anche uno dei
siti italiani con più contatti. "Al netto dei siti
porno, ovviamente", precisa Mario Tedeschini Lalli,
caposervizio e responsabile della testata che è diretta
da Vittorio Zucconi e composta da due giornalisti
professionisti, due praticanti, sei
"accatiemmelisti" (operatori informatici), una
segretaria di redazione. La prima domanda a Mario
Tedeschini Lalli, romano, 45 anni, ex redattore degli
esteri di Repubblica, riguarda la possibilità che il suo
giornale telematico conquisti lettori nuovi che
attualmente sono poco attratti dalla carta stampata. Noi siamo un giornale a tutti gli effetti. A differenza dei giornali di carta noi diamo le notizie e i servizi a getto continuo e a differenza della radio offriamo spazi di approfondimento, di interattività e documentazione. I nostri lettori sono gli stessi che leggono i giornali la mattina e poi vogliono degli approfondimenti, sapere cos'è successo nel frattempo. Qual è l'identikit del lettore di Repubblica.it? Non ne abbiamo uno preciso. Non ci sono stati studi a questo proposito ma solo delle deduzioni fatte guardando la posta che ci arriva: ci sembra una specie di lettore di Repubblica al quadrato. Un lettore colto che si sente molto parte della famiglia di Repubblica e che ne segue i temi tipici. Ha una cultura medio-superiore e si collega con noi sul luogo di lavoro. Subito prima degli orari di ufficio, subito dopo o nella pausa. Avete dati sui contatti? Li abbiamo ma non amiamo darli in maniera dettagliata. Siamo in crescita esponenziale. Sappiamo molto sui picchi orari, verso le 9, le 17-18. Abbiamo più che raddoppiato gli accessi da prima di Natale a oggi. Quali sono in Italia le prospettive del giornalismo on line? In Italia il mercato di internet sta sbocciando appena adesso. E sta crescendo mentre ci parliamo. Oltre a noi, però, unico giornale generalista completo, con una redazione ad hoc e contenuti autonomi ci sono i giornali specializzati come la Gazzetta dello sport e il Sole 24 ore che fanno qualcosa di simile. E quasi nient'altro. Il giornalismo on line dovrà puntare sugli esteri? E perché? Gli esteri non hanno mai dato da mangiare a nessuno, in Italia, purtroppo. Che il settore possa essere trainante per un mezzo di comunicazione ho i miei sinceri dubbi. Come cambierà internet la professione? Se ne discute molto. Io credo che la cambierà meno di quanto si sostenga, se si intende la professione nel modo giusto, come e ricerca e verifica delle notizie. Internet la semplifica perché mette a disposizione una serie di fonti nuove, specie di tipo giornalistico, ma la complica perché quelle fonti vanno poi verificate. Naturalmente porta a compimento un processo già cominciato con le tv via satellite, le news e le agenzie di stampa 24 ore su 24: il giornalista in redazione è, sul piano delle informazioni in senso stretto, molto più informato di qualsiasi inviato e questo impone di riconsiderare il rapporto fra la testata e il lavoro che devono fare i giornalisti sul campo. Che tipo di capacità bisogna acquisire per diventare un buon giornalista on line? Nessuna di tipo particolare. La formazione di qualsiasi giornalista è uguale per qualsiasi mezzo. Bisogna imparare, semplicemente, a distinguere una notizia da un paracarri. Gli aspetti tecnici si imparano facilmente. Chi avrà domani il controllo del giornalismo on line? I content provider premono perché vogliono gestire i contenuti dei giornali on line facendo impropriamente da editori. Il mezzo sta portando a una commistione di strumenti per cui il giornalismo stampato, il giornalismo radiotv, audio video, fotografico, di servizio, di notizia o di inchiesta tendono a unificarsi. Anche i motori di ricerca si stanno trasformando e offrono qualcosa di più, servizi nuovi. Ci sono dei problemi e delle leggi che consentono ai padroni di avere una o più testate e con il web si tratterà di riconsiderare il problema delle concentrazioni ma, insomma, non credo che il problema del controllo sia oggi così fondamentale.
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