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Il quotidiano mette all'asta i cimeli di trent'anni del suo passato "Asta la Victoria" del Manifesto Solo tre mesi per impedirne la chiusura |
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| Si va dalle 70 mila lire per la
T-Shirt a righe di Vauro (autocertificata dal medesimo),
alle 150 mila per lo striscione usato alla manifestazione
del 25 aprile 1994, quella contro il Berlusca per
intendersi, alle 400 mila per la prima macchina da
scrivere del quotidiano(una mitica Olivetti). Questi
oggetti, e molti altri, sono da oggi all'asta fino alla
mezzanotte del 26 marzo. Il Manifesto tenta così di raccogliere entro il 28 aprile i tre miliardi che dovrebbero risanare i suoi conti. E se non ci riusciranno? Spiega una giornalista della redazione del giornale comunista, Doriana Ricci: "Non ci vogliamo neanche pensare. Speriamo che l'asta serva, oltre che a raccogliere denaro, anche a divertire e sensibilizzare i nostri lettori, ma soprattutto chi non ci legge abitualmente. Con la sottoscrizione siamo arrivati a quota 500 milioni, ma non sono sufficenti. Ci riproviamo con quest'idea". Infatti la redazione del giornale comunista al grido di "Asta la Victoria" ha organizzato quest'asta dopo l'invito nel febbraio 1999 rivolto a lettori e amici a sottoscrivere una libera quota per far sopravvivere il giornale "almeno fino al 2000". Alla sottoscrizione hanno aderito numerosi lettori, simpatizzanti e azionisti, nomi illustri ed illustri sconosciuti. Ma i fondi raccolti sono ancora lontani dalla cifra necessaria. All'asta per il momento ci sono più di trenta "gioielli di famiglia", come li definisce il Manifesto. I prezzi di partenza sono simbolici come specifica Doriana Ricci: "Qualcuno non era d'accordo sui prezzi base, che sono stati giudicati troppo bassi. Forse lo sono, ma noi vorremmo che l'iniziativa fosse simbolica e siamo ben lieti di accogliere offerte molto più alte". Il giornale ha anche invitato collezionisti, registi, attori, fotografi e chiunque abbia qualche oggetto collegato alla storia del giornale a partecipare all'iniziativa regalando il "pezzo prezioso" al giornale perchè lo batta all'asta. "Si sono già resi disponibili - precisa Doriana Ricci - alcuni fotografi che hanno in passato lavorato per noi". Intanto, fra i pezzi storici più interessanti, la redazione ha deciso di privarsi del pallone della squadra di calcio del giornale con le firme di redattori e fondatori (prezzo di partenza: L. 200.000), del portacenere in marmo di Valentino Parlato (L. 100.000), del primo volantino operaio del Manifesto datato Roma 1969 (L. 50.000), dei tre orologi con Cipputi di Altan (L. 100.000 l'uno), del biglietto autografo di Sandro Pertini di solidarietà e sottoscrizione al Manifesto datato 1983 (L. 100.000) e di dieci bozzetti originali delle vignette di Vauro (L. 500.000). Alcuni oggetti all'asta si possono vedere sul sito internet del Manifesto. Se volete partecipare all'asta o mandare un contributo al Manifesto potete farlo contattando la redazione o mandando una sottoscrizione al: Conto corrente postale n. 708016 intestato a Il Manifesto, via Tomacelli 146, 00186 Roma Bonifico su conto corrente bancario n. 220030 intestato a Il Manifesto coop editrice a.r.l. c/o Banca Nazionale del Lavoro Succ. via del Corso ABI 01005 CAB 03240 per sottoscrizioni con carta di credito telefonare allo 06/68719690
(2 marzo 1999) Copyright © 1997-1998 Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione, 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
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