Il corpo in
mare di una delle vittime del disastro di Ustica,
l'attentato alla Sinanoga di Roma, le corna di Marcello
Mastroianni al fotografo durante i funerali di Federico
Fellini: immagini che raccontano alcuni tra gli
avvenimenti che hanno fatto notizia negli ultimi decenni.
Dopo essere state pubblicate sulle prime pagine di
quotidiani e periodici, sono ora esposte, fino al 12
marzo, alla scuola di fotografia "Graffiti" in
via Latina a Roma.
Qui Massimo Capodanno, fotoreporter dell'Ansa ha raccolto
sotto il titolo "30 anni di fotocronaca" i
lavori realizzati durante la sua carriera: cento
fotografie a colori e in bianco e nero per rappresentare
fatti più o meno noti della storia recente, italiana ed
estera. Pontefici "inediti" si alternano a capi
di stato, grandi nomi del cinema e del teatro affiancano
i politici della prima repubblica, tra cui spicca un
Andreotti degli anni '70 in kefiah.
Ma perchè le fotografie sono così importanti
all'interno di una pagina? E qual è la differenza tra un
pezzo e una foto?
"Per me - risponde direttamente Massimo Capodanno -
non sono diversi articolo e fotografia. Sia la penna che
l'obiettivo raccontano la realtà. Certo, lo scatto ha il
pregio dell'immediatezza, fa "vedere" la
notizia, mentre leggendo un articolo o ascoltando un
servizio alla radio non si può fare altro che immaginare
la situazione. Per il resto così come esiste il
giornalista che scrive bene e quello che scrive male,
c'è chi con uno scatto sa dire tutto e chi no".
Quando si ha una macchina fotografica tra le mani, è
indispensabile avere un pizzico di sensibilità innata,
ma è l'esperienza ad affinare la tecnica e ad allenare
l'occhio. "Dopo un po' di lavoro e un bel po' di
foto orizzontali - continua Capodanno - ho capito che il
taglio verticale ha molte più possibilità di essere
pubblicato. Così come grazie all'esperienza ho
cominciato a intuire quale delle foto scattate poteva
andar bene per questo o quel quotidiano. In fondo la
grafica e l'indirizzo politico di un giornale
condizionano anche la pubblicazione delle
fotografie".
Autore dello scoop su Benigno Zaccagnini, segretario Dc
ai tempi del compromesso storico in costume da bagno
("Lo sorpresi a Positano, appena dimesso dal Gemelli
dopo la rottura del femore, mentre dal partitodicevano
che era a Rimini a riposarsi"), Capodanno ricorda
con commozione un altro episodio: "Quando ho
conosciuto qualche anno dopo l'attentato alla Sinagoga di
Roma dell'82 il bambino che allora avevo fotografato in
braccio alla vigilessa".
UNA
VITA DIETRO ALL'OBIETTIVO
Massimo Capodanno, 54 anni, romano, fotoreporter
dell'Ansa, si è avvicinato per caso alla fotografia.
Dopo aver coltivato sogni da artista, ha cominciato a
lavorare a Milano in una galleria d'arte, facendo vernissage
di artisti come Marotta e Capogrossi. Assunto poi in
un'agenzia pubblicitaria londinese, ha scoperto la sua
vocazione fotografica immortalando la gente per strada a
Piccadilly Circus e Soho.
Nel 1970 Capodanno torna in Italia e comincia a
collaborare con l'ufficio stampa della Rai, con "Il
Messaggero" per la terza pagina di cultura, poi con
l'Ansa. Negli ultimi anni ha collaborato anche con
"Polizia moderna".
[inizio]
(2
marzo 1999)
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