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I giornali arrivano dentro bar, supermercati e distributori di benzina La Camera dice sì ai nuovi punti vendita |
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| Si preannuncia una rivoluzione
nel mercato dell'editoria quotidiana e periodica: secondo
il provvedimento approvato ieri alla Camera, presto le edicole perderanno il monopolio per la
vendita dei giornali, che potranno essere acquistati
anche nei bar, nei supermercati, nelle tabaccherie, nelle
librerie e nei distributori di benzina. Le riviste
specializzate monotematiche saranno facilmente reperibili
anche nei negozi di identica specializzazione. Scatta
dunque il semaforo verde per la riforma della legge che
ha finora regolato la distribuzione dei prodotti
editoriali. Se il Senato confermerà in tempi brevi
l'approvazione del Ddl, forse già a fine gennaio
inizierà la fase di sperimentazione, che durerà 18
mesi. Il disegno di legge per i nuovi punti vendita
risponde alle richieste della Federazione Italiana
Editori Giornali: la liberalizzazione dei canali di
distribuzione potrebbe essere uno stimolo all'acquisto
dei giornali da parte di quei lettori scarsamente
motivati. La sperimentazione riguarderà tutte le testate, escluse quelle pornografiche. Gli esercizi commerciali coinvolti potranno scegliere se vendere tutte le tipologie di giornali possibili, o specializzarsi solo in periodici, ovvero solo in quotidiani. Resta fermo il principio del pari trattamento tra testate appartenenti alla stessa categoria - a tutela delle testate minori, come già previsto dalla legge 67 del 1987- mentre scompare dal Ddl una norma già bocciata in agosto dall'"Antitrust", che imponeva una distanza minima di 300 metri tra punto vendita ed edicola. Perdono dunque una battaglia i sindacati degli edicolanti ( Sinagi), che avevano ipotizzato il verificarsi di un fenomemeno di " cannibalizzazione" dei punti vendita. Gli unici vincoli previsti dal provvedimento riguardano la dimensione dei nuovi centri di distribuzione (minimo 1500 mq per i benzinai, 700 mq per i supermercati, e 120 mq per le librerie). Non è il primo caso in Italia di sperimentazione di punti vendita alternativi alle edicole. Alcune testate hanno riciclato la figura degli strilloni (Messaggero, Repubblica).Il 93% delle vendite è stato comunque realizzato dalle edicole, mentre è stato sinora scarsissimo l'uso del canale diretto, quello degli abbonamenti postali e della consegna privata porta a porta. Il 93% delle copie di
quotidiani vendute in Italia transita nel canale
distributivo tradizionale, circa 36.000 edicole su tutto
il territorio nazionale. La legge 67 del 1987 ha
modificato la precedente legge 416 sull'editoria, che
aveva ratificato un accordo tra editori e rivenditori
specializzati: diritto d'esclusiva concesso in cambio di
alcuni impegni operativi (orari, esposizioni dei
prodotti, prezzo di copertina). In Italia si distri
buisce circa il 7% dei quotidiani attraverso gli
abbonamenti postali. La quota maggiore di abbonamenti sul
totale di copie vendute è quella dei giornali politici e
di quelli economici. (13 gennaio 1999) Copyright © 1997-1998 Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino "il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione, 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336 |
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