ISTITUTO PER LA FORMAZIONE AL GIORNALISMO DI URBINO

Le testate dell'Ifg

Le ricerche

Giornali & giornalismo

Le vignette

L'Ifg di Urbino

Urbino

Media nel Lazio
I numeri della crisi

Metà delle società editrici del Lazio è in crisi e sul fronte dell'occupazione l'unico mercato esistente è quello del lavoro nero. E' quanto emerge da una ricerca dell'Associazione stampa romana, di cui è segretario Roberto Seghetti, in collaborazione con l'Eurispes. Nella regione si contano principalmente quotidiani (22) molti dei quali a diffusione nazionale. Solo 18 i settimanali contro i 141 della Lombardia concentrati soprattutto a Milano.Sono stati intervistati personaggi noti del giornalismo e direttori di testate. Significativi i dati che emergono.

Le donne che operano nel giornalismo sono ancora una minoranza. Ma anche in questo campo, da sempre considerato di pertinenza maschile, è il sesso "debole" a sostenere i ritmi di lavoro più duri, senza che a questo corrispondano gratificazioni in termini di carriera. Calo dei lettori, introiti pubblicitari più bassi, aumento del costo della carta sono le cause principali delle difficoltà del settore. A rendere più critica la situazione si aggiunge la guerra dei gadget dei grandi quotidiani che penalizza l'editoria locale incapace di far fronte alla concorrenza. Nonostante la crisi c'è una certa vitalità sul fronte delle nuove iniziative: il 16.9 per cento delle società prese a campione sono nate negli ultimi cinque anni, ma questo dato non cambia le condizioni di lavoro caratterizzate da mobilità estrema, abusivato e lavoro nero. I tre fenomeni sono praticamente strutturali soprattutto nelle realtà meno solide, dove il costo elevato dei giornalisti professionisti non consentirebbe all'impresa di sopravvivere e dove la paura del licenziamento spinge gli operatori dell'informazione ad accettare di lavorare senza alcun contratto o con uno diverso da quello giornalistico.

Copyright © 1997-1998 Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino

CRISI

Più della metà degli intervistati alla domanda "La sua società è in crisi?" ha risposto affermativamente. Da un'analisi dei dati di bilancio emerge che solo il 26 per cento delle società ha un bilancio in attivo, il 44 per cento in pareggio e ben il 30 per cento in perdita. Per la maggior parte delle imprese editrici il problema principale è il costo delle materie prime, presumibilmente per l'aumento del prezzo della carta. Il costo del personale è considerato poco rilevante perché gran parte delle imprese si avvale soprattutto di collaboratori esterni più che di personale dipendente.

Causa principale dei problemi di gestione di un'impresa editrice

Problemi

Valori percentuali

Incidenza costi materie prime

75,0

Incidenza costi personale

9,4

Raccolta della pubblicità

12,5

Vendita al pubblico

3,1

Totale

100

Fonte: Eurispes

Per le emittenti radiotelevisive, invece, la crisi è imputabile nel 47.8 per cento dei casi alla confusione e al ritardo nelle concessioni. Seguono il blocco delle provvidenze, la stagnazione del mercato pubblicitario e la concentrazione della raccolta pubblicitaria.

Causa principale della crisi radiofonica e televisiva

Problemi Valori percentuali
Mercato della pubblicità

17,4

Blocco delle provvidenze

17,4

Elevato numero reti nazionali

4,4

Concentrazione raccolta pubblicitaria

13,0

Confusione e ritartdo nelle concessioni

47,8

Totale

100

Fonte: Eurispes

A questa crisi i datori di lavoro rispondono più con i licenziamenti che con provvedimenti di cassa integrazione e prepensionamenti. Questi ultimi due strumenti sono utilizzati soprattutto nelle grandi imprese editoriali grazie alla presenza di un sindacato forte.

[inizio]

LAVORO NERO

Il 66 per cento degli intervistati è a conoscenza di situazioni di abusivato o di lavoro nero all'interno delle società.

"E' a conoscenza di situazioni di abusivato?"

 

Frequenza

Percentuali

Si

35

66

No

18

34

Non so

7

-

Totale

60

100

Fonte: Eurispes

"Esiste lavoro nero di giornalisti nella sua società?"

 

Frequenza

Percentuali

Si

16

30,2

No

37

69,8

Non so

7

-

Totale

60

100

Fonte: Eurispes

L'abusivato è la piaga più diffusa: spesso l'attestazione legale delle proprie esperienze appare sulla carta totalmente diversa da quella reale. Il giornalista accetta qualsiasi trattamento economico, anche quando questo significa non avere garanzie per il proprio futuro.

[inizio]

MERCATO DEL LAVORO

Si presenta spaccato a metà: da un lato quello "primario", caratterizzato da salari elevati e garanzie, che coincide con le redazioni delle grandi testate e imprese editrici nazionali. Dall'altro il mercato "secondario", caratterizzato da basse remunerazioni, nessuna tutela previdenziale ed assicurativa ed elevato turn-over. Il mercato secondario, pur non essendo una caratteristica esclusiva dell'editoria locale e di quella laziale, ne consente praticamente la sopravvivenza.

La figura professionale più diffusa è quella del free lance, il libero professionista che viene retribuito ad articolo. L'83 per cento delle società infatti dichiara di avvalersi in media di 14 collaboratori esterni. Il numero dei lavoratori dipendenti è esiguo: il 76.3 per cento del campione dichiara di non avvalersi di nessun giornalista professionista dipendente.

Numero di occupati dipendenti

Numero Percentuale
Nessuno

39,3

1 - 5

42,9

6 - 10

12,5

Più di 10

5,4

Totale

100

Fonte: Eurispes

Collaboratori free lance in complesso

Collaboratori

Percentuale

Nessuno

17

1 - 5

28

6- 10

15

Più di 10

40

Totale

100

Fonte: Eurispes

[inizio]

DONNE

Le giornaliste che esercitano la professione da più di un anno sono ancora una minoranza, il 35 per cento. Il 28 per cento delle donne lavora più di 50 ore a settimana, rispetto al 14.3 per cento dei colleghi uomini, e solo il 14.3 per cento dichiara di lavorare meno di 30 ore contro il 22.9 per cento degli uomini. Al maggior carico di lavoro femminile non corrispondono altrettante gratificazioni in termini di carriera: ben il 71.4 per cento delle donne infatti non ha alcun contratto, a fronte di una percentuale che per gli uomini è del 43.6 per cento. Anche nelle redazioni giornalistiche sono quindi le donne a costituire in gran parte quella "manodopera" precaria che lavora a tampo pieno, ma senza alcun tipo di garanzie.

[inizio]

LA RICERCA

L'indagine si è sviluppata in due fasi: la prima parte ha puntato a quantificare la realtà editoriale del Lazio. La seconda è stata realizzata sottoponendo presso 120 società editrici tre questionari: il primo concernente le società editrici, il secondo le emittenti radiotelevisive e l'ultimo gli operatori dell'informazione. Il terzoquestionario, composto di 31 domande, è stato posto a 60 operatori, presi a campione nella regione, per sondare il profilo socio anagrafico dell'interlocutore, il suo percorso professionale, la struttura dell'impresa per cui opera.

.

[inizio]

   

Copyright © 1997-1998 Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino

"il Ducato on line" testata giornalistica multimediale della Scuola di giornalismo di Urbino (Ifg), via della Stazione, 61029 Urbino. Tel 0722 - 350581 Fax 328336

I link

Crisi: i dati

Il mercato

Il lavoro nero

La ricerca

Le donne

Il Ducato on line

Giornali e giornalismo

Home